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Non basta la tecnologia. I gamers vogliono una storia più coinvolgente

L’influenza dei videogiochi nello sviluppo delle slot è stato un punto importante di dibattito alla quarta edizione di CasinoBeats Summit, l’evento che connette tutti gli esperti del settore dell’online gambling. L’evento, che si è concluso a Malta il weekend scorso, aveva come tema “la strategia, l’innovazione e lo sviluppo dell’iGaming” e si poneva come scopo principale quello di esaminare da vicino la prossima generazione di giochi,  e dell’influenza dei cambiamenti tecnologici nel settore dei casinò online.

Nelle varie discussioni e tavole rotonde i delegati hanno sottolineato il ruolo influente dei videogiochi nella progettazione delle slot. Thomas Rosander, CEO di Luckybox, ha affermato che “è impossibile non essere influenzati dai videogiochi oggi” e che le slot avrebbero molto da impare da quest’ultimi. Rosander ci avverte, però, che la progettazione non va forzata. Non si tratta solo del disegno della slot, ma anche e soprattutto, dalla sua storia e la narrativa dei personaggi.

Infatti si tende spesso a sottolineare l’importanza delle caratteristiche tecniche di una slot machine, ma sappiamo che la trama di una particolare slot è un fattore determinante per i giocatori, proprio come nei videogiochi. Le  migliori slot online sono, appunto, quelle che raccontano di un’avventura, oppure che sono caratterizzate da una trama coinvolgente. Prendiamo ad esempio il successo mondiale della slot Book of Ra, che ha introdotto il fascino dell’antica civiltá egizia in un gioco tradizionale come le slot machine. 

A seguito del successo di Book of Ra il genere di slot avventura si è espansa, grazie infatti al continuo miglioramento delle grafiche e alle composizioni sonore sempre più avvincenti. Questi elementi, infatti, donano un’esperienza di gioco diversa, molto più coinvolgente e stimolante.

Sin dalla sua invenzione nel 1894 il principio di fondo della slot machine non è cambiato: il giocatore gira i rulli, sperando di ottenere più simboli corrispondenti per ottenere il premio più grande. Oggi però il giocatore non vuole solo premere la leva per far girare i rulli, ma vuole anche essere intrattenuto mentre lo fa, e gli sviluppatori lo sanno bene. Grazie agli accordi di licenza anche i videogiochi possono essere riadattati alle slot. Pensiamo ad esempio alla slot Tomb Raider prodotta dalla Microgaming in cui le avventure di Lara Croft vengono monetizzate attraverso funzioni bonus e free spins; oppure a Street Fighter 2 della NetEnt che rende omaggio al franchise di Capcom

Queste collaborazioni ci fanno capire che gli sviluppatori prendono nota e cercano di replicare la formula di successo dei videogiochi. Quindi è chiaro che le slot delle prossime generazioni oltre a pagare devono anche intrattenere. Dunque oltre all’investimento tecnologico anche la creatività e la fantasia vogliono la loro  parte.

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Redazione

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