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Twitch si muove contro i “raid d’odio” a seguito della protesta

La protesta #ADayOffTwitch ha convinto la piattaforma a fare di più

La piattaforma di streaming Twitch ha svelato i propri piani volti a contrastare il fenomeno dei raid d’odio che, nel recente passato, hanno piagato la piattaforma portando molti streamer a protestare nell’evento reso celebre dall’hastag #ADayOffTwitch, una mossa compiuta poiché scontenti delle deboli e inadeguate risposte della piattaforma all’odioso fenomeno.

I raid d’odio sono un fenomeno recente e particolamente molesto che vede alcuni utenti programmare dei veri e propri attacchi in massa agli streamer, in particolar modo quelli appartenenti alla comunità LGBTQ+, al fine di bombardarli di offese di ogni tipo. In tempi ancor più recenti gli organizzatori di questi discutibili attacchi d’odio si sono muniti addirittura di bot capaci di lanciare i raid. Una situazione che ha spinto la comunità degli streamer a protestare, in particolar modo contro la passività con cui Twitch ha risposto a questo fenomeno.

Twitch ha dunque deciso di rimboccarsi le maniche per organizzare una risposta più massiccia a tutto ciò. Per cominciare si è visto aggiornare il centro di sicurezza, che ora permette agli streamer di bloccare questi raid sfruttando le nuove funzioni di AutoMod dalle opzioni di moderazione. Una novità temporanea, poiché i vertici del canale hanno già dichiarato di essere al lavoro su nuovi tool pensati specificatamente per contrastare questi cosidetti raid d’odio. Non resta dunque, per i molti streamer colpiti dal fenomeno, che restare in paziente attesa di questi nuovi tool, tamponando momentaneamente il fenomeno con gli strumenti di AutoMod messi a disposizione.

Ancora è fresca la notizia di una streamer con decisamente pochi scrupoli che, al fine di veder accrescere la propria fama e aumentare i propri guadagni, si è finta malata di cancro, finendo con il venire scoperta e ritrovandosi nell’occhio di un ciclone di polemiche. Una dinamica, questa, che certo non aiuta chi cerca di combattere i movimenti d’odio di cui tratta questo articolo. Va però sottolineato, a uso dei lettori, che il caso di un soggetto disonesto isolato non giustifica ne mai giustificherà attacchi d’odio rivolti all’intera categoria.

Fonte: Dexerto

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Giovanni Carrieri

Giovanni Carrieri

Amante dei videogiochi sin dalla più tenera età ho trascorso la fanciullezza sulle console per poi passare, crescendo, al PC, mia attuale piattaforma di riferimento. Amo in particolar modo i giochi di ruolo e gli adventure, specie se open world e con una componente narrativa ben scritta e sceneggiata. Non disdegno il gioco multiplayer, sempre che la compagnia sia buona.

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