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Shin Megami Tensei V Recensione

Dopo un’estenuante attesa di 8 anni, il quinto capitolo della celebre saga RPG targata Atlus è finalmente tra noi. Shin Megami Tensei V per Nintendo Switch giunge dopo il successo globale di Persona 5, un successo commerciale a tutto tondo che ha spinto la casa giapponese a puntare nuovamente sul suo brand storico e tentare nuovamente il colpaccio. Forte delle stesse caratteristiche che hanno contraddistinto la serie principale, Shin Megami Tensei V propone un JRPG dal gameplay profondo e complesso ricamato con una trama dai toni dark e apocalittici, che strizza però l’occhio alle nuove generazioni. La vera killer application di terze parti per Nintendo Switch è finalmente giunta fra noi?

Non chiamatelo Persona…o forse si?

Si è detto tanto in questi giorni circa la correlazione fra questo Shin Megami Tensei V e Persona 5, forse troppo. Ho deciso di trattare l’argomento unicamente in questo capitolo, così da non dovermici più soffermare in seguito e chiarire una volta per tutte la questione, almeno dal mio punto di vista. Il web si è scagliato contro parte della stampa rea di aver paragonato eccessivamente questo nuovo Shin Megami Tensei V al bestseller di Atlus uscito nella scorsa generazione di console. Partiamo dal principio: Shin Megami Tensei è la serie fantasy-RPG per eccellenza di casa Atlus, che fece il suo esordio circa 30 anni fa su Super Nintendo e che proseguì nelle generazioni di console a venire. Nel 1996 Atlus pubblico Revelations: Persona, uno spinoff nato da una costola di Shin Megami Tensei che ne riprendeva gameplay e meccaniche ma che approfondiva maggiormente il lato umano e quotidiano della vita dei suoi giovani protagonisti. Nel corso degli anni le due serie si sono evolute parallelamente, tanto che Persona 5 ha perso il prefisso di “Shin Megami Tensei” divenendo così a tutti gli effetti un brand a parte. Purtroppo nel caso recente Shin Megami Tensei V si sono registrati un po’ ovunque casi massicci di gatekeeping, che hanno visto i fan più irriducibili indispettirsi per il paragone con Persona 5. Pur essendo un dato di fatto che la serie di Persona sia nata grazie a Shin Megami Tensei, è altrettanto vero che questo quinto capitolo deve molto a Persona 5 e al suo successo. In primis quest’ultimo ha spinto Atlus ad investire per un nuovo capitolo della sua saga principale, ma soprattutto Shin Megami Tensei V è giunto da noi (quasi) interamente localizzato senza attese bibliche come accadde per i precedenti episodi. In aggiunta a ciò, ma lo approfondiremo meglio nei prossimi paragrafi, elementi del gameplay Shin Megami Tensei V sono stati rivisti e modernizzati sulla base del modello di P5.

Come un Dio in mezzo al deserto

Il mondo non è più lo stesso, un cataclisma di proporzioni enormi ha sconvolto Tokyo e il resto del pianeta trasformandolo in un’immensa distesa desertica chiamata Aldilà. Un ignaro studente del liceo Jouin viene proiettato in questo futuro distopico popolato da creature ostili dopo che, assieme ad altri compagni di liceo, avevano attraversato il Tunnel di Takanawa preso dalla curiosità di alcuni strani avvenimenti. Queste creature, un tempo esseri deiformi assetati di anime, adesso sono conosciuti come Demoni e hanno infestato l’Aldilà mietendo vittime su vittime. Dopo essere stato salvato da un’entità chiamata Aogami dall’attacco di un demone inferocito, il protagonista fonde la propria anima con quella del suo soccorritore, generando così un essere vicino ad un Dio chiamato Nahobino. Sotto questa forma, l’eroe protagonista di questa avventura dovrà scoprire i segreti dietro all’evento che ha sconvolto l’intero pianeta, partendo dalla sua città natale. Un incipit tetro e cupo che lascia presagire i temi che verranno poi snocciolati nel corso della trama di Shin Megami Tensei V in maniera lenta e graduale. Un gioco però che mette subito in chiaro le cose se si parla del suo articolato gameplay.

Una volta presa confidenza con la vostra nuova forma partirete quindi all’esplorazione dei meandri dell’Aldilà alla ricerca di risposte ma, soprattutto, cercando di portare a casa la pelle. Il mondo di Shin Megami Tensei V, a differenza dei suoi predecessori, è un open map liberamente esplorabile in maniera simile a quanto visto con il Mementos e i Palazzi di Persona 5. Non più labirinti lineari quindi, ma più libertà d’azione per poter vagare sulla mappa alla ricerca di mostri, NPC ed oggetti preziosi. Alcune aree più grandi si alterneranno a dungeon più articolati e capillari, esplorabili in lungo e in largo con tanto di mappa e minimappa, una rivoluzione sostanziale quanto necessaria per rendere Shin Megami Tensei apprezzabile ai più, vista la farraginosità di queste fasi tipica delle iterazioni passate. Lungo la strada troverete alcune Sorgenti Energetiche, ovvero dei checkpoint che, oltre a permettervi di salvare la partita e ricaricare vita e MP alla squadra (previo pagamento di una determinata somma di Macca), vi consentiranno di accedere ad aree speciali come il Covo del Cadavere, un market dove poter comprare qualsivoglia tipo di chincaglieria utile alle battaglie, e il Mondo delle Ombre, dove la tenebrosa Sophia ci offrirà diverse opzioni per potenziare il nostro Nahobino e i Demoni arruolati.

La filosofia del press turn

Press turn

Shin Megami Tensei V è, come del resto tutta la serie, un JRPG basato su incontri a turni, nei quali il protagonista assieme ad un team di demoni catturati nel corso dell’avventura faranno squadra contro i demoni ostili incontrati lungo il percorso. Questo solidissimo sistema di combattimento tanto caro ai fan della serie è definito “Press Turn“, ed è alla base anche del gameplay di Shin Megami Tensei V. Ciascun incontro è suddiviso in azioni, ogni azione consentirà a noi o ai nostri nemici di eseguire un comando, che sia esso utilizzare una Skill, un oggetto, effettuare una parata e quant’altro. L’ordine delle azioni e il loro numero sono determinate da regole ben precise: ad esempio incominciando un incontro colpendo un nemico nell’overworld con la propria spada ciascun membro del nostro party avrà subito a disposizione un’azione, in modo da anticipare gli avversari. Inoltre colpendo un nemico con una skill il cui elemento sfrutta una sua debolezza otterremo un token azione aggiuntivo a disposizione dell’attaccante. Di contro, colpire un nemico con una skill a cui è resistente ci farà perdere due token, peggio ancora gli avversari inizieranno ad attaccare per primi qualora dovessero coglierci di sorpresa durante le fasi d’esplorazione. Se perciò la gestione dei turni è molto variabile, lo è anche l’andamento degli stessi visto che tutto (o quasi) dipende molto dalla potenza e dalla varietà di skills in forza al nostro party.

Man mano che i membri del nostro party avanzeranno di livello potranno imparare nuove skill da utilizzare in battaglia, contraddistinte da una tipologia, da un effetto e, naturalmente, dall’eventuale danno inflitto. La strategia varia quindi a seconda dei demoni affrontati, ciascuno dei quali avrà delle proprie debolezze e/o resistenze ad alcuni specifici elementi, caratteristiche che andranno scoperte nel corso del gioco. La vera difficoltà di Shin Megami Tensei V è dettata soprattutto dallo forza di alcuni Demoni e, in particolar modo, di alcuni miniboss sparsi per l’Aldilà chiamati Ascessi. Questi conglomerati di malvagità si frapporranno fra noi e alcuni accessi secondari impedendoci di proseguire verso specifiche aree della mappa finché non vi sbarazzerete di loro. Una volta individuato un Ascesso (ve ne accorgerete da un area rossastra evidenziata sulla minimappa) verrete accolti da un’ondata di Demoni piuttosto arrabbiati da sconfiggere prima di poterne raggiungerne il nucleo. Sgominati gli scagnozzi potrete quindi cimentarvi in una lotta particolarmente impegnativa contro il Demone o i Demoni che si celano dietro all’Ascesso. Shin Megami Tensei V, e ve ne accorgerete fin da subito, richiede tanta pazienza e soprattutto lunghe sessioni di farming. Le sfide sono già toste nelle prime ore e gettarvi nella mischia troppo velocemente significa scontrarsi inesorabilmente con la schermata di Game Over. Come in ogni Shin Megami Tensei che si rispetti l’obbiettivo, tutt’altro che semplice, è quello di cercare di concludere la battaglia il prima possibile impedendo ad ogni modo l’iniziativa da parte dei nemici. Novità durante le battaglie di questo Shin Megami Tensei V è la funzione di Magatsuhi, una barra che potrà essere ricaricata man mano che si incontrano e sconfiggono nemici e che consentirà al nostro party di utilizzare delle Skills speciali che non consumeranno alcun token d’azione. Inizialmente potrete contare solo sul Nahobino ma via via procedendo nella storia il nostro party si arricchirà di demoni con diverse caratteristiche e skills. Fondamentale per tutti gli Shin Megami Tensei, così come i Persona, è infatti la contrattazione coi demoni per convincerli letteralmente ad unirsi al proprio party.

Colloquio di lavoro

Demoni

Attraverso una specifica funzione in-battle sarà possibile avviare un dialogo con un demone, il cui esito determinerà la decisione dello stesso di unirsi alla causa oppure continuare ad attaccarci. Come in una vera e propria visual novel saremo chiamati a dialogare con l’interlocutore scegliendo fra diverse opzioni di risposta ad ogni provocazione del demone. Una contrattazione che metterà a dura prova i vostri nervi visto che ogni demone ha un proprio carattere e reagirà positivamente o negativamente alle vostre risposte. Un metodo decisamente bizzarro quanto iconico della serie che ha da sempre diviso fan e detrattori per la sua natura fin troppo casuale, ma che che può anche risultare dannatamente irriverente. I demoni non vanno unicamente reclutati, ma possono essere creati da zero o combinati fra loro presso il Mondo delle Ombre. Qui Sophia ci illustrerà tutte le opzioni per poter dare alla luce nuovi mostriciattoli da schierare in battaglia. Ad esempio, potremo avere una preview del risultato della fusione dei Demoni in nostro possesso. Qualora mancassero invece uno o più ingredienti fondamentali per la fusione sarà sempre comunque possibile mettere mano al portafogli per colmare così la lacuna, soluzione però decisamente più dispendiosa. L’ultima opzione consiste nel tentare alla cieca una fusione nella speranza di ottenere qualcosa di insolito ma di altrettanto utile. Naturalmente non tutte le fusioni saranno disponibili fin dal principio, ma bisognerà raggiungere un determinato livello di fusione.

(Quasi) bello e tenebroso

Shin Megami Tensei

Shin Megami Tensei V ruota attorno al concetto di mitologia, dei e demoni. La trama del gioco alterna quindi fasi prettamente slice of life ad altre più dark fantasy. Nonostante un incipit altisonante, la narrazione di Shin Megami Tensei V impiega diverse ore prima di entrare nel vivo, un approccio di certo familiare ai fan di lunga data della serie, meno per coloro che si avvicinano al titolo da neofiti. Questo senso di spaesamento però rende il gioco ancor più misterioso e affascinante, puntando quindi a premiare coloro che non cederanno di fronte alle battaglie quasi proibitive proposte da Shin Megami Tensei V. A differenza di Persona 5 qui non abbiamo un party di umani ciascuno con la propria caratterizzazione, sarà invece il giocatore a dare forma e profilo al Nahobino in base alle scelte compiute in-game.

Il vero e proprio tallone di Shin Megami Tensei V, ed è proprio il caso di dirlo, sta nella sua realizzazione tecnica piuttosto superficiale. Nonostante un art direction ispirata ed originale che riassume alla perfezione lo stile delle opere Atlus viste negli ultimi due decenni, i limiti tecnici di Switch si riversano negativamente su Shin Megami Tensei V rendendolo un gioco poco appagante in termini di grafica. Il gioco ha continui ed evidenti cali di framerate (si oscilla dai 25 ai 30 FPS in continuazione) che inficiano negativamente sulle fasi di esplorazioni rendendole legnose e poco gradevoli da vedere. Un peccato enorme vista la scelta degli sviluppatori di attribuire al Nahobino movenze rapide e fluide, rese però vane da una realizzazione tecnica assai povera. Prestazioni che calano drasticamente se si utilizza la console in modalità portatile. Poco da dire sul comparto audio, non memorabile come in altre occasioni ma tutto sommato piacevole. Sul fronte localizzazione va segnalata la presenza, finalmente, di una traduzione quasi completa in italiano degna di nota, eccezion fatta per alcune voci del menù di battaglia rimaste inspiegabilmente in inglese.

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Matteo Marchetti

Matteo Marchetti

Musicista e videogiocatore incallito. Quando non è impegnato a produrre suoni orripilanti con il suo basso, lo troverete di certo a pigiare tasti sul pad per salvare un'altra principessa o per distruggere l'ennesimo boss.

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