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Continua la bufera su Activision Blizzard

Phil Spencer e Xbox come PlayStation, tutti contro Activision

A poco è servito decurtarsi lo stipendio del 99% per Bobby Kotick, CEO di Activision Blizzard finito al centro della bufera che negli ultimi mesi ha stravolto la compagnia. In molti hanno chiesto a gran voce le dimissioni del CEO, e ora questa voce si è tradotta in una petizione che, in breve tempo, ha raccolto oltre 1.200 firme.

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Le firme sono state raccolte da ABK Workers Alliance, un gruppo di lavoratori di Activizion Blizzard che ha messo assieme questa petizione, firmata da ogni dipendente con nome, cognome e studio, in cui si condannano le sue azioni e si chiedono le sue immediate dimissioni.

“Noi sottoscritti non abbiamo più fiducia nella leadership di Bobby Kotick come CEO di Activision Blizzard. Le informazioni emerse a riguardo dei suoi comportamenti e delle sue pratiche nella gestione delle nostre aziende sono contrarie alla cultura e all’integrità che richiediamo alla nostra leadership e sono dierttamente in conflitto con le iniziative avviate dai nostri colleghi. Chiediamo che Bobby Kotick venga rimosso dalla carica di CEO di Activision Blizzard e che gli azionisti possano selezionare il nuovo CEO senza il contributo di Booy, che sappiamo possedere una parte sostanziale dei diritti di voti degli azionisti”. Questa la dichiarazione alla luce della quale tutti hanno apposto la firma.

Al momento si contano 1211 firme, vale a dire il 12% della forza lavoro complessiva di Activision Blizzard. E non è solo il mondo interno ad Activision Blizzard a essere in tumulto. Anche il mondo che lo circonda lo è. Anche Phil Spencer, noto capo della divisione Xbox di Microsoft, ha dichiarato di star “valutando tutti gli aspetti” dei rapporti che legano Microsoft ad Activision Blizzard. Una mail attribuita a Phil Spencer e poi riconosciuta ufficialmente come tale il capo di Xbox scrivava ai dipendenti che lui e il team dirigenziale sono rimasti “disturbati e profondamente turbati dagli eventi e dalle azioni orribili” di Activision Blizzard, e che “questo tipo di comportamento non trova posto nel nostro settore”.

“Stiamo valutando tutti gli aspetti della nostra relazione con Activision Blizzard e apportando continui aggiustamenti proattivi”, ha dichiarato spencer in reazione al report del Wall Street Journal che per primo ha dichiarato che Bobby Kotick era consapevole dei presunti casi di violenza sessuale e molestie che avrebbero interessato la compgnia per anni, senza mai riuscire a reagirvi in modo utile. “Io personalmente ho dei valori forti per quanto riguarda un ambiente accogliente e inclusivo per tutti i nostri dipendenti in Xbox. La dirigenza di Xbox e Microsoft è al fianco dei nostri team e li supporta nella creazione di un ambiente di lavoro più sicuro per tutti”, ha successivamente dichiarato Spencer in un comunicato inviato alla reazione di IGN.

In risposta ai commenti, i portavoce di Activision Blizzard hanno dichiarato a IGN: “Rispettiamo tutti i feedback dei nostri stimati partner e ci impegniamo ulteriormente con loro. Abbiamo implementato importanti cambiamenti nelle ultime settimane e continueremo a farlo. Ci impegnamo a garantire che la nostra cultura e il nostro posto di lavoro siano sicuri, diversificati e inclusivi. Sappiamo che ci vorrà del tempo, ma non ci fermeremo finché non avremo il miglior posto di lavoro per il nostro team”.

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Anche Sony, nella persona di Jim Ryan, non è felice di questa bufera attorno ad Activision Blizzard. Egli fu il primo, ispirando poi Spencer, ad avvertre i dipendenti via mail per informarli di aver contattato Activision per “esprimere la nostra profonda preoccupazione e chiedere come intendono affrontare le affermazioni fatte nell’articolo. Non crediamo che le loro dichiarazioni di risposta affrontino adeguatamente la situazione”.

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Giovanni Carrieri

Giovanni Carrieri

Amante dei videogiochi sin dalla più tenera età ho trascorso la fanciullezza sulle console per poi passare, crescendo, al PC, mia attuale piattaforma di riferimento. Amo in particolar modo i giochi di ruolo e gli adventure, specie se open world e con una componente narrativa ben scritta e sceneggiata. Non disdegno il gioco multiplayer, sempre che la compagnia sia buona.

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