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Call of Duty: Warzone – Un ragazzino di 11 anni racconta la sua straziante esperienza con i bulli

I bulli partano all'attacco anche su Warzone.

Call of Duty: Warzone è senza alcun dubbio uno dei giochi più grandi, importanti e giocati in tutto il mondo, titolo questo ad opera di Activision e Raven Software che, complice la tipologia di gioco e la sua natura da free to play, riesce ad attrarre fasce di utenza di ogni tipo, a partire dai giocatori più piccoli fino ad arrivare a quelli più giovani.

Ma si sa perfettamente come quando si parla di numeri così grandi è impossibile non accettare l’idea che al loro interno trovino posto anche utenti piuttosto scontrosi, imbroglioni, altri maleducati ed altri ancora addirittura con comportamenti da bulli. Questo è il caso di Adam_THR, utente che ha condiviso su Twitter una breve clip di una delle sue partite in Warzone, il tutto con degli episodi di bullismo al suo interno.

Difatti questo ha raccontato dell’episodio con protagonista un giovane giocatore di appena undici anni che è stato letteralmente oggetto di bullismo da alcuni suoi ex compagni di squadra, il tutto mentre erano alle pese con una partita su Call of Duty: Warzone:

“Quindi sono riusciti ad ottenere due ottime armi uccidendo dei giocatori in partita. Ma poi loro [i suoi precedenti compagni di squadra, ndr] volevano darmi delle pistole grigie, dicendomi che si trattava della migliore rarità di armi disponibili nel gioco, e mi dicevano che che se non le prendevo, mi avrebbero segnalato”.

Impaurito dalla possibilità di perdere l’accesso al proprio account, l’undicenne ha quindi accettato di scambiare le proprie armi d’oro con armi grigie per per poi farsi togliere anche tutti i soldi da questi compagni di squadra, lasciando in questo modo il giovane giocatore senza nulla e quindi senza nessuna capacità di difendersi efficacemente dagli avversari.

A quel punto è intervenuto Adam_THR prima attaccando i bulli che avevano preso di mira il giovane ragazzo e poi incoraggiando proprio quest’ultimo, raccontandogli delle sue partite ad Halo 3, quando anche lui era soltanto un ragazzino di 11 anni, così da dargli una sorta di abbraccio virtuale ristoratore.

“Era così felice che qualcuno gli avesse parlato. Mi ha detto che Assassin’s Creed è la sua serie di videogiochi preferita, poi mi ha detto che sono la prima persona a non essere stata cattiva con lui”.