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Xbox One TV, TV, TV e PSP “White is Coming”: le dieci campagne marketing peggiori di sempre

Un nuovo video di WatchMojo si concentra sulle dieci campagne marketing del mondo dei videogiochi meno riuscite.

Come segnalato dai colleghi di Multiplayer.it, in queste ore il noto canale YouTube WatchMojo.com ha pubblicato un nuovo video dedicato ad alcune delle campagne marketing più fallimentari del mondo dei videogiochi. Questo video va quindi ad analizzare i dieci fallimenti che hanno avuto un impatto più grande (ovviamente in negativo) all’interno del medium che tanto amiamo.

Qui di seguito trovate le dieci campagne marketing al centro di questo nuovo ed interessante video:

  1. Sony e la campagna marketing PSP “White is Coming”
  2. Hitman che uccide gli amici idioti su Facebook
  3. La macelleria Wesker & Son di Resident Evil
  4. Acclaim e la campagna marketing che si proponeva di pagare le multe per eccesso di velocità ricevute nel giorno di lancio di Burnout
  5. Allarme, allarme bomba di Ubisoft!
  6. Fake News su Call of Duty: Black Ops III
  7. La festa, in pieno stile greco, per il lancio di God of War 2
  8. L’AMA di THQ Nordic su 8chan
  9. La falsa manifestazione contro Dante’s Inferno
  10. La presentazione di Xbox One con il meme TV TV TV
  11. Bonus: il lancio a sorpresa del Sega Saturn negli Stati Uniti.
  12. Bonus: la campagna marketing “Tua madre odia Dead Space 2”
  13. Bonus: la presentazione di Wii U

Qui di seguito trovate la descrizione del video ed il filmato stesso, buona visione:

“Le aziende di videogiochi proveranno qualsiasi cosa per raggiungere un maggior numero giocatori e non sempre funziona. Per questo elenco, esamineremo i casi in cui le aziende di giochi hanno tentato di promuovere i loro prodotti, ma hanno toppato incredibilmente sia per i contenuti talvolta non appropriati, sia nella ricerca di ciò che i fan effettivamente volevano”.

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Alberto Rossi

Alberto Rossi

Nasco Nintendaro grazie al Super Nintendo per poi subìre la seduzione d'altri lidi, con monoliti neri e croci verdi. Per fortuna che ancora una volta arrivò Navi a dirmi: "Ehy listen..."

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