Game Experience
LIVE

Steam Deck analizzata da Digital Foundry: pro e contro della console Valve

Digital Foundry ha messo sotto la lente d'ingrandimento Steam Deck!

Steam Deck non può che essere la vera notizia bomba di questi giorni di luglio 2021, nuova console portatile di Valve annunciata appena un paio di giorni fa e pronta ad invadere il mercato di tutto il mondo tra non troppe settimane, precisamente nel corso del mese di Dicembre 2021, con un prezzo consigliato di 419,99 euro nella versione base.

Questa macchina si pone quindi l’arduo compito di andare a consegnare nelle mani dei videogiocatori un’esperienza di gioco PC ma in ambito mobile, risultato questo però che per essere raggiunto in modo quantomeno soddisfacente necessita di molta potenza computazionale. Proprio in merito a questo fattore segnaliamo un nuovo interessante articolo e video di approfondimento ad opera di Digital Foundry.

Secondo la celebre redazione quindi Steam Deck si affaccia sul mercato forte degli stessi elementi architettonici delle nuove console di Sony e Microsoft, ridimensionati e rifatti per un dispositivo portatile, il tutto con un massimo di 1,6 TF di potenza di calcolo della GPU. Questa console misura 29,8 cm di diametro, risultando ben 6 cm più lunga di un Nintendo Switch standard, dimensioni queste dettate da due fattori: la quantità di potenza che scorre attraverso la macchina e la necessità di dissipare il calore generato.

Grazie a queste dimensioni infatti gli ingegneri hanno maggiori possibilità di mantenere fresco il dispositivo, mentre il secondo fattore cruciale riguarda la durata della batteria: il processore da solo consuma 15 W di potenza, quindi è inclusa una batteria da 40 Wh che richiede spazio. Il pannello è invece un LCD da 7 pollici 1280×800 60Hz con un picco di luminosità fissato a 400 nit.

Digital Foundry nota quindi come a livello di hardware effettivamente Steam Deck sia molto più potente di un Nintendo Switch, ma al tempo stesso il software di sistema e l’ottimizzazione dei giochi da parte dei vari team di sviluppo dovranno fare letteralmente la differenza. Difatti il redattore di DF esprime qualche perplessità circa la volontà dei vari team di sviluppo di andare a sfruttare totalmente la potenza di questa macchina, così da ottenere le migliori prestazioni possibili da quello che è un processore eccellente per gli standard mobile, ma che resta piuttosto scarso se paragonato ad un PC da gioco tradizionale.

Inoltre Digital Foundry si chiede cosa accadrà con i titoli in sviluppo esclusivamente per console next-gen, difatti ad ora è stato possibile vedere girare esclusivamente Star Wars Jedi: Fallen Order e Control su Steam Deck, cosa certamente di non poco conto per un dispositivo mobile, ma che non può al momento togliere tutti i dubbi riguardanti i giochi di nuova generazione.

La celebre redazione cita infatti ad esempio Xbox Series S, console decisamente più potente di Steam Deck ma che nonostante questo sta faticando nel gestire i 60 fps con alcuni titoli, adoperando una risoluzione dinamica che sta già raggiungendo i 720p minimi in risoluzione dinamica o anche meno in alcuni casi.

Questo interessante articolo si conclude quindi con le seguenti dichiarazioni:

Tuttavia, qui e ora, dal mio punto di vista, ci sono tre fattori chiave in cui Steam Deck deve dimostrare il suo valore. Prima di tutto, si tratta della funzionalità dell’unità come portatile. Questo dispositivo è infatti davvero grande: l’ergonomia deve funzionare, lo schermo deve essere ottimo e la durata della batteria deve essere decente. In secondo luogo, la compatibilità è fondamentale: se Valve sta parlando dell’accesso alla propria libreria Steam, questo deve funzionare correttamente, ed è qui che il promesso netto miglioramento nel livello di compatibilità di Proton deve davvero funzionare bene. E infine, è tutta una questione di prestazioni. Le basi sono lì per garantire che i giochi funzionino, ma quanto bene funzioneranno? Siamo in un momento di transizione cross-gen nel settore: se i titoli di oggi girano bene, che dire dei giochi di domani?

Fonte: Eurogamer.net

Articoli correlati

Alberto Rossi

Alberto Rossi

Nasco Nintendaro grazie al Super Nintendo per poi subìre la seduzione d'altri lidi, con monoliti neri e croci verdi. Per fortuna che ancora una volta arrivò Navi a dirmi: "Ehy listen..."

Condividi