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Splitgate: il provato dell’FPS arena che unisce Portal e Halo

Splitgate è il classico esempio di un gioco che riesce a risorgere dalle sue ceneri grazie alle community ed ai content creators. Uscito in sordina come accesso anticipato nel 2019, lo shooter firmato 1047 Games non era riuscito ad accaparrarsi una fetta di utenza abbastanza consistente, finendo presto nel dimenticatoio. Oggi invece, complice l’uscita su console, Splitgate torna alla carica e lo fa con una mole di contenuti molto interessanti ed una stagione nuova di zecca, vediamo come se la cava. 

Splitgate
Anche dal punto di vista tencico, Splitgate è cresciuto tantissimo negli ultimi anni.

L’attenzione per gli FPS arena da parte dei giocatori è in forte declino da qualche anno a questa parte. Complice l’ascesa dei Battle Royale e di shooter più leggeri, il sotto-genere degli sparatutto in prima persona non è riuscito a destare quell’interesse che un tempo riempiva le sale LAN. Con Quake Champions come ultimo baluardo, zoccolo duro di un genere davvero troppo skill-based per incontrare i sistemi di progressione odierni, quello degli FPS Arena sta cominciando a diventare terreno fertile ancora una volta. L’arrivo di Halo Infinite su PC potrebbe aver dato un’ulteriore spinta alla rinascita del genere oppure più semplicemente il fenomeno dei Battle Royale, senza novità davvero incisive, sta pian piano scemando assestandosi come spesso accade con i nuovi generi. Sta di fatto che Splitgate è ritornato sulla cresta dell’onda segnando numeri impressionati sia su PC che su Console ed uscendo da quel marasma di titoli Free To Play spesso anonimi e aggressivi in termini di monetizzazione. Per chi non lo conoscesse, Splitgate è un FPS arena che prende a piene mani da due titoli amatissimi dai giocatori: Portal ed Halo. Il titolo è infatti spaventosamente simile allo shooter di casa Microsoft ma con una differenza sostanziale: i portali. Se per alcuni si può tranquillamente parlare di plagio, il lavoro svolto su Splitgate è quanto di più bilanciato e curato possibile. I ragazzi 1047 Games sono infatti riusciti a rimescolare le carte proponendo un prodotto solido, innovativo e ricco di sfaccettature. La stagione 0, annunciata durante L’Opening Night Live, ha aperto la strada all’uscita completa del titolo che ancora, almeno ufficialmente, si pone sotto la bandiera dell’early access. 

Splitgate
La conoscenza della mappa giocherà un ruolo fondamentale nel controllo delle partite.

Splitgate, a differenza dei cugini maggiori come Quake Doom, ha capito che mirare soltanto all’utenza competitiva non è la strada giusta per ritagliarsi una fetta importante di utenza. Il titolo offre infatti un ampio ventaglio di modalità che vanno a soddisfare i vari palati dei giocatori, dai classici Deathmatch a Squadre a modalità più complesse come VIP ad altre ancora direttamente tratte da Halo come Oddball Shotty Snipers. La consistenza offerta da Splitgate permette al titolo di offrire un’esperienza di gioco sempre impegnativa ma su diversi livelli. Abbiamo affrontato diverse partite non classificate contro team agguerritissimi in competizioni all’ultima kill in sessioni fatte di impegno, sudore ed imprecazioni, insomma, la ricetta vincente per uno shooter di qualità. Il gioco si fa invece ancor più duro nelle modalità classificate che, oltre a proporre una ladder ben definita ed un sistema di ranking basato sulle vittorie, varia in modalità in base alla composizione della squadra. 
La chiave di Volta in Splitgate è quella del controllo della mappa attraverso i portali. Le diverse mappe proposte nel gioco offrono tutte un’esperienza competitiva che lascerà spiazzati durante le prime partite, la conoscenza della mappa e dei punti più importanti dove piazzare i portali per spostarsi e controllare il gioco è fondamentale per riuscire a portare a casa la vittoria. Durante le prime partite i giocatori sono fortunatamente piazzati con altri giocatori alle prime armi in maniera tale da non essere completamente obliterati da chi il gioco lo mastica già piuttosto bene. Nonostante Splitgate tenti infatti di aprirsi ad un pubblico più casuale, la sua natura di FPS Arena lo mette di fronte ad uno skill-gap difficilissimo da colmare, diventa dunque necessario incontrare i giusti avversari per non rovinarsi l’esperienza e non è insolito imbattersi in partite vinte senza troppa fatica alternate da match senza via di uscita, basta prenderla con filosofia ed imparare al meglio le mappe e le dinamiche di gioco.  

Splitgate
Il sistema di personalizzazione apre la strada a diverse ricompense cosmetiche davvero interessanti.

Anche in termini di arsenale e personalizzazione del personaggio e delle armi Splitgate va a porsi su un gradino superiore rispetto ai vecchi FPS Arena. Il Battle Pass proposto con la stagione 0 mette sul piatto diversi contenuti accessibili in parte gratuitamente o pagando un prezzo davvero irrisorio mentre il già rodato sistema di sfide non soltanto spinge il giocatore a provare diverse modalità ma permette di scalare i ranghi del Battle Pass senza tropppe difficoltà. Dopo una ventina di ore passate sul titolo di 1047 Games possiamo dire senza troppi complimenti di esserci parzialmente innamorati di Splitgate sebbene il titolo non sia estraneo a qualche difetto. In primis troviamo la consistenza alla base del modello di shooting, il paragone con Halo in questo caso è giustamente naturale e Splitgate non riesce a proporre quella consistenza tale da far percepire il peso dei colpi andati a segno sebbene la sua fluidità e la rapidità delle azioni spesso non danno il tempo necessario per fermarsi su questi dettagli. Secondo poi troviamo, com’è giusto che sia in un titolo ancora in fase di sviluppo, qualche problema di bilanciamento nelle armi che sarà sicuramente corretto con le patch future senza troppe difficoltà. Nonostante le power weapon presenti sulle mappe che in titoli come gli FPS arena diventano punti cardine per il controllo della partita, su Splitgate avere in mano un lanciarazzi o un fucile da cecchino non necessariamente andrà a fare la differenza, complice un sistema di movimento molto dinamico dato dai portali ma soprattutto il bilanciamento del loadout di partenza che ci mette tra le mani un fucile d’assalto davvero ottimo che si presta in moltissime situazioni. Nella versione competitiva, quindi nelle partite classificate, i giocatori cominceranno con il BR e la pistola, riducendo sensibilmente l’egemonia del fucile d’assalto, il risultato in questo caso è una maggiore importanza al controllo delle armi e delle zone sulla mappa. Questo bilanciamento è stato chiesto a grandissima voce dai giocatori e sicuramente arriverà a stretto giro. 
 
Non ci resta dunque che salutarci e darci appuntamento per quella che sarà la recensione finale di Splitgate che, in maniera non proprio programmata, dovrà fare i conti con un minacciosissimo Halo Infinite in arrivo a Dicembre. 

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Alessandro Di Liberto

Alessandro Di Liberto

Cresciuto a pane, Pink Floyd e videogames, Alessandro è il tipo di videogiocatore che riuscirebbe a far spuntare notifiche di obiettivi e trofei anche su un Sega Master System. Non esiste nel continente persona più adatta a rivelarvi tutti i segreti dei vostri titoli preferiti. Assicuratevi solo di portare con voi dei calendari di ricambio nel caso in cui gli chiediate di provare giochi che presentano instabilità nel multiplayer, bug e glitch.

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