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La retrocompatibilità di PlayStation 5 delude Digital Foundry

A poco è servita la patch rilasciata da Sony

C’è qualcosa che non funziona affatto a dovere, nella retrocompatibilità di PlayStation 54 con i giochi dell’era PS1, PS2PSP introdotti in queste ultime due generazioni dalla libreria di titoli classici inclusi nell’abbonamento top-tier di Sony: PlayStation Plus Premium. I giochi, attentamente esaminati da molti esperti di settore, sono risultati in pessime condizioni d’ottimizzazione.

La retrocompatibilità di PlayStation 5/e lascia molto a desiderare, e non serve essere esperti per dirlo:

La prima opinione decisamente negativa arrivò alcuni giorni addietro da parte di ElAnalistaDeBits, pagina esperta di analisi tecniche che ha esaminato però solo in modo superficiale le prestazioni della console – e tanto già basto a definirlo un disastro senza ombra di dubbi. Ora, ad aggravare la situazione, arriva la ben più approfondita analisi di un altro gruppo di esperti d’analisi tecnica: Digital Foundry. Secondo loro la funzione di retrocompatibilità “non è sufficientemente buona” – La sola nota positiva giunge dal fatto che l’emulatore adoperato per i giochi PlayStation 1 non è il medesimo sfruttato dalla disastrosa PlayStation Classic. Il nuovo emulatore è ben più avanzato, ma purtroppo condivide molti problemi con il suo predecessore.

Molti si sono anche lamentati della forzatura delle 5o Hz PAL imposte anche nei giochi di natura NTSC, soluzione che Digital Foundry evidenzia non essere in comune tra tutti i giochi ma, purtroppo, nella maggioranza dei casi, si. Fatto curioso: al momento tutti i titoli first party risultato ancorati ai 50 Hz. Un buon esempio è l’amatissimo Ape Escape, vero e proprio gioco di culto a suo tempo, che in retrocompatibilità offre cutscene a 30 FPS (ma con evidenti problemi di frame pacing) mentre il gameplay gira a soli 25 fotogrammi per secondo.

L’esperienza di retrocompatibilità di PlayStation Plus Premium è flagellata da un continuo stutter aggravato da un frame rate incostante e traballante che deriva dalla forzata visualizzazione di un codice sviluppato a 50 Hz su sistemi pensati per i 60 Hz. Purtroppo anche cambiare le impostazioni della console per incontrare tale frequenza è completamente inutile, poiché i rallentamenti non ne giovano in alcun modo. Altri giochi flagellati dalla natura esclusivamente PAL 50 Hz sono Everybody’s Gold, Wild Arms, Kurushi, Jumping Flash e i due Worms di Team 17. Fatto curioso, alcuni giochi come Tekken 2Mr Driller sono a 60 Hz, e la resa è decisamente migliore sebbene lontana dalla perfezione.

C’è anche un problema che sorge da una feature volta a migliorare la qualità dei giochi: su PlayStation 5 i titoli classici subiscono un upscale a 1920×1440, incontrando la risoluzione 2K riadattata a un format 4:3. Questo dona una definizione mai vista a texture e modelli poligonali, tuttavia però rende più evidenti i difetti del sub-pixel, rovinati dalla mancanza di precisione nelle operazioni a virgola mobile. Il tutto, naturalmente, si traduce in modelli evidentemente brutti a guardarsi, che sarebbero risultati migliori senza upscale.

Il sistema presenta problemi anche con i filtri, in linea di massima poco convincenti, e con le opzioni di aspect ratio che, a parte i 4:3 forzati nei 16:9 di default, per il resto delle opzioni risulta in forti distorsioni delle immagini. I giochi PSP, pur affrancati dal problema dei 50 Hz, sono deboli per molteplici altre ragioni, a cominciare dall’eccessivo upscale che, portando i giochi dalla risoluzione di 480×272 a quella di 1920×1080, restituisce immagini visibilmente filtrate e malamente sfumate. L’emulazione dei giochi PS2 è la medesima vista in PlayStation 2 Classic su PlayStation 5, ed è quella che tra tutte esce meglio, con risoluzione aumentata a solo alcuni problemi ancora irrisolti.

A poco è purtroppo servita l’introduzione di diverse patch, da parte di Sony, mirate proprio a risolvere i problemi con alcuni dei titoli classici dell’era PS1 (i più flagellati dai problemi, ndr). Le patch miravano a forzare l’aumento della frequenza fino a 60 Hz adoperando la tecnica blending frames, purtroppo però l’effetto ottenuto genera una serie di artefatti grafici decisamente scomodi. Il frame rate ne esce migliorato, ma i difetti che prendono il suo posto sono altrettanto fastidiosi, come potete giudicare da voi nelle immagini presenti qui di seguito.

PlayStation Plus
Fonte: PushSquare

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Giovanni Carrieri

Giovanni Carrieri

Amante dei videogiochi sin dalla più tenera età ho trascorso la fanciullezza sulle console per poi passare, crescendo, al PC, mia attuale piattaforma di riferimento. Amo in particolar modo i giochi di ruolo e gli adventure, specie se open world e con una componente narrativa ben scritta e sceneggiata. Non disdegno il gioco multiplayer, sempre che la compagnia sia buona.

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