Ah le avventure grafiche! Un genere che ha visto la sua epoca d’oro negli anni ’80/’90 per poi subìre un lento declino nel mercato fino ai tempi odierni. Ora, grazie soprattutto al lavoro di instancabili studi indipendenti, i titoli punta-e-clicca continuano a vivere trovando dimensione ideale nella narrazione e nella sperimentazione. Tuttavia quando si parla di Unforeseen Incidents, avventura narrativa targata Backwood Entertainment, si torna prepotentemente alle radici di questo genere. Una storia intrigante, un protagonista tutt’altro che perfetto e strane vicende che richiederanno tutta la nostra capacità di deduzione per venir chiaramente comprese.

MALATTIE MISTERIOSE

La città di Yelltown nasconde un segreto, sepolto sotto ai cadaveri che una misteriosa epidemia si sta lasciando alle spalle. Il morbo è potenzialmente letale e si presenta sotto forma di febbre alta e copioso sanguinamento dal naso. A causa della malattia gli abitanti sono costretti a restare rintanati in casa con occhi ed orecchie incollati ai mezzi d’informazione nella speranza di udire buone nuove.

Harper, protagonista del gioco, è un giovane tuttofare specializzato in varie discipline informatiche e tecnologiche. Sarebbe un personaggio assai utile se non fosse per la sua costante tendenza all’ignavia: sempre rilassato, svogliato e poco interessato a ciò che lo circonda. Tra i “clienti” di Harper c’è anche il professor MacBride, brillante scienziato costantemente al lavoro per trovare una cura alla malattia che dilaga. Sembra infatti che la corporazione farmaceutica RHC, ufficialmente impegnata a contenere e debellare l’epidemia, non stia facendo un buon lavoro e sembra più costante nell’isolare e far sparire chi si ammala.

Il professor MacBride sa bene come destreggiarsi tra provette e microscopi ma non sembra altrettanto versato per l’informatica. Harper infatti si reca presso il laboratorio del professore per risolvere un problema alla batteria del suo computer portatile. Un incontro casuale sulla strada del ritorno determinerà per sempre la sua vita: una donna in fin di vita, una lettera misteriosa da consegnare ad un tizio sconosciuto. Harper non potrà far finta di nulla: ormai c’è dentro fino al collo.

Certamente Unforeseen Incidents sa come intrattenere il giocatore: un protagonista tutt’altro che perfetto è facile da prendere rapidamente in simpatia e lo sfondo di una vicenda misteriosa e perfettamente plausibile funziona bene a livello narrativo. Storia e personaggi quindi convincenti: ma il gameplay?

FUMETTO DA GIOCARE

Unforeseen Incidents presenta uno stile di gioco assai basilare per un’avventura grafica. Di fatto non si vuole “inventare” nulla dal punto di vista puramente stilistico o di meccaniche: per chiunque sia cresciuto (come il sottoscritto) con le classiche avventure punta-e-clicca targate Sierra o Lucasarts sarà come tornare a casa. E chi invece non ha mai vissuto quell’epoca? Sicuramente, rispetto a titoli moderni che ormai tentano di ibridare la narrazione cinematografica a scampoli d’azione e shooter, il ritmo è assai più lento.

C’è da leggere, da capire, da interagire e poi c’è il classico dei classici: si resta bloccati a causa di alcuni enigmi un po’ troppo cervellottici. Quindi si inizia ad “usare tutto con tutto” e parlare con tutti di tutto finché salta fuori il piccolo pezzo del puzzle che avevamo perso per strada.

A livello di meccaniche quindi nessuna novità nel senso più stretto del termine: punto sia positivo che negativo, considerato l’immane bisogno che le avventure grafiche avrebbero di sperimentazioni innovative. Alcuni problemi per l’interazione tra menu di gioco e hotspots ma a parte questo nulla da segnalare.

Il comparto grafico convince fin da subito: eccezion fatta per le animazioni in stile Flash games (non sono un fan di quel genere di animazioni purtroppo) tutto il resto è piacevolissimo alla vista. Stile fumettoso con linee nere volutamente visibili per arricchire il tutto, interessante chara design, buona la scelta di colori che aiuta ad entrare in contatto con una città triste e desolata. Comparto sonoro nella norma, senza infamia né lode, caratterizzato da temi musicali rilassati/misteriosi ed un doppiaggio in lingua inglese nella media. Unforeseen Incidents è una buona avventura grafica quindi? Altroché se lo è. Il suo unico problema sta nell’essere una “semplice” avventura punta-e-clicca che non tenta in alcun modo di scardinare o modificare i canoni di un genere che ha ormai i suoi anni.

PRO:

  • Una storia interessante e ben costruita, supportata da un buon protagonista
  • Stile grafico ben concepito e piacevole
  • Meccaniche rodate e classiche…

CONTRO:

  • …forse fin troppo, un po’ d’aria fresca al genere servirebbe
  • Alcune imprecisioni su gestione del menu e hotspot cliccabili

Voto finale: 8

Versione provata: PC/Steam

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RASSEGNA PANORAMICA
VOTO FINALE
8
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Simone Granata
Circa 30 anni di passione videoludica, nata nell'infanzia per poi sfociare in interesse che sfiora il morboso. "Nintendese" madrelingua, ma odio vero per le tifoserie: la qualità innanzitutto. Pensate che i videogiochi siano cose per il tempo libero? Cose per le quali sprecare solo alcuni minuti della giornata? 異議あり!