Pensate ad uno strategico a turni, in cui due o più capitani battagliano con le proprie armate spostandole all’interno di una scacchiera, ciascuna “pedina” con il proprio potenziale e raggio d’azione, il tutto condito con una coloratissima veste grafica in stile “chibi”. State pensando tutti alla stessa cosa, vero? Bene, sostituite fucili e carri armati con cavalli e spade ed otterrete Wargroove.

Cavalieri, alla pugna!

Inutile girarci troppo attorno, il gioco è esattamente ciò che sembra, ovvero un emulo di Advance Wars. E no, non siamo di fronte ad un Fire Emblem-like, ma più propriamente ad una rivisitazione “fantasy” della serie strategica bellica Nintendo, sparita dai radar da ormai una decina d’anni dopo l’ultimo capitolo per Nintendo DS, ma ancora nei cuori di ogni Nintendaro accanito.

Wargroove, ci porta in un mondo fatto di cavalieri, maghi e creature, principi e principesse, al tempo in cui l’equilibrio e la pace vengono spezzati dall’assassinio di Re Mercival, sovrano delle terre Cherrystone, ad opera della vampira maligna Sigrid. Già scombussolato dalla perdita del suo Re, il Regno di Cherrystone dovrà fare i conti anche con la comparsa di Valder, oscuro necromante e mandante dell’assassinio del Sovrano, che brama di mettere mano anche sui possedimenti del defunto sovrano. Sarà compito della ex principessa e neo-regina Mercia, abile spadaccina rimasta orana del padre, di riportare la pace a Cherrystone combattendo contro le armate di non-morti del temibile Valder, accompagnata dal fido stregone Emeric e dal suo cane Ceaser. Nella modalità storia percorreremo missione per missione il lungo viaggio di Marcia in fuga dal malvagio Valder, alla ricerca di aiuto per ristabilire la pace in tutto il Regno. Nonostante gli eventi oscuri e sanguinari narrati nel gioco, Wargroove riesce sapientemente a non prendersi troppo sul serio, risultando così un titolo dai toni vivaci e scanzonati.

Chi non Risika…

Come già citato in precedenza, Wargroove riprende le meccaniche dei tactical game a tema bellico. In ogni missione, infatti, ci troveremo a disporre le nostre armate all’interno di uno scacchiere che fungerà da campo di battaglia. In alcune missioni avremo a disposizione un certo numero di unità di partenza, ma sarà possibile reclutarne di nuove dalla caserma tendendo sempre d’occhio le finanze a disposizione. Le unità disponibili in Wargroove sono molteplici: dai semplici picchieri ai più forti e più rapidi cavalieri, dai cani, dotati di ampio campo visivo, ai balestrieri, ottimi per gli attacchi a distanza.  Spostando le nostre unità nelle vicinanze di un nemico sarà possibile avviare lo scontro e misurarci contro di esso (la funzione di pronostico dell’esito ci impedirà di mandare al macello inutilmente le proprie armate). Tutto dipenderà dalla forza e dalla costituzione delle nostre e delle truppe avversarie. In modo simile a quanto accadeva in Advance Wars, anche qui sono presenti i Capitani, unità speciali dotati di un potere esclusivo, il “Wargroove” appunto, attivabile dopo aver caricato la relativa barra. I poteri sono differenti per ogni capitano: se, per esempio, Marcia curerà tutte le unità vicine grazie al suo Wargroove, lo stregone Emeric evocherà invece una pietra difensiva che aumenterà la corazza delle armate alleate. Di contro, la perdita di un capitano durante una missione ne determinerà il suo fallimento.

Wargroove è certamente un gioco impegnativo e alcune missioni possono risultare davvero ostiche, richiedendo vari tentativi prima di essere portate a termine, questo perché anche un minimo errore di valutazione potrà compromettere l’intera missione. Non conoscere la mappa o la disposizione degli avversari (inizialmente nascosti dalla nebbia, come ogni buon tattico che si rispetti) significa sacrificare le proprie unità e quindi perdere la guerra. La modalità storia, in ogni caso, ci introdurrà alle meccaniche di gioco in maniera graduale e intuitiva, senza mai gettarci nella mischia impreparati.

Mi ritorni in mente

Nonostante si tratti comunque di tutta roba già vista, il gioco funziona eccome. Chucklefish ha saputo replicare alla perfezione la filosofia che contraddistingue i tactical game per portatili: semplici da apprendere, interfaccia minimale ed intuitiva per chiunque ma comunque ingegnosi e stimolanti.  La qualità del gioco non si limita però soltanto al gameplay. Wargroove, infatti, gode anche di un ottimo comparto grafico, un chiaro omaggio all’epoca 32-bit del GameBoy Advance ripensata per le console attuali. Grazie ai 6 capitoli complessivi della modalità Storia e alla presenza di alcuni contenuti extra (tra cui la modalità “Eroi” con sfide esclusive per ogni protagonista e un editor di livelli per poter realizzare i propri scenari), la longevità del titolo oltrepassa la soglia delle 30 ore. Ciliegina sulla torta la modalità multiplayer. Niente più cavi link a collegare i GameBoy come ai vecchi tempi ovviamente, ma una modalità multiplayer online e locale per azzuffarci con i propri amici condividendo il proprio pad o mouse, oppure a distanza.

PRO:

  • Praticamente Advance Wars riportato ai giorni nostri
  • Trama ispirata e coinvolgente
  • Prezzo decisamente invitante
  • Tante ore di gioco…

CONTRO:

  •  …e altrettante imprecazioni in alcune missioni
  • Non proprio tutta farina del sacco di Chucklefish

Versioni disponibile: PC, Switch, Xbox One, PS4

Versione testata: PC

Voto: 8

Commenti

RASSEGNA PANORAMICA
VOTO FINALE
8
Articolo precedenteAnthem: BioWare ha fiducia nel futuro del suo gioco
Articolo successivoDemon’s Souls: La rete vocifera d’una possibile edizione rimasterizzata
Matteo Marchetti
Musicista e videogiocatore incallito. Quando non è impegnato a produrre suoni orripilanti con il suo basso, lo troverete di certo a pigiare tasti sul pad per salvare un'altra principessa o per distruggere l'ennesimo boss.