Game Experience
LIVE

PlayStation 5, gli SSD ed il ruolo del marketing – Speciale

“Più passa il tempo e più i giocatori console si stanno ritrovando a dare peso alle caratteristiche tecniche delle componenti, senza però rendersi conto di quanto queste vengano sfruttate”. L’altra sera ero in Discord con un altro redattore, Alessandro, e gli stavo raccontando dei test che stavo facendo con l’SN750 SE di Western Digital montato su PlayStation 5 per verificarne il funzionamento con la console di Sony, cercando di replicare quanto fatto da Richard Leadbetter di Digital Foundry. “Mi piacerebbe sapere quanto un gioco come Ratchet e Clank sprema effettivamente l’SSD in lettura randomica, secondo me non lo mette minimamente sotto sforzo, per questo funziona tutto correttamente. Peccato non poter fare benchmark per console” continuò lui mentre giocava su PC a Forza Horizon 5 in vista della recensione.

“Ma perché, per esempio Forza quanto ti fa in lettura?” chiesi io pensando che un gioco di guida open world richiedesse di caricare velocemente un gran numero di modelli e texture. “Guarda, di picco mi dice che non fa neanche i 400 MB/s di lettura, ma sembra aggirarsi intorno ai 300 di media”. Penso alle caratteristiche dell’SN750 ed al fatto che dubito che un gioco di inizio generazione, anche se si sta parlando di Ratchet e Clank, possa mettere in crisi l’SSD“di fascia bassa” di WD_BLACK. Ma allora perché abbiamo tanto discusso degli SSD per le console, quale storage fosse il migliore fra quello millantato da Cerny alla presentazione tecnica di PlayStation 5 e lo storage interno di Xbox Series X, o se fosse meglio l’idea di semplicità offerta da Microsoft con le sue schede di espansione o la competitività e la possibilità di scelta sulla quale si basa la decisione di Sony?

Ma quindi l’SN750 funziona su PlayStation 5?

Risposta breve: Si,funziona con i giochi che sono attualmente disponibili per la console, ma consigliamo comunque di attenervi ai requisiti minimi consigliati da Sony in quanto non sappiamo cosa ci si prospetti nel futuro. Se questa era l’unica considerazione che cercavate sappiate che la messa è finita, andate in pace.

Risposta lunga: andando a leggere sul sito di Sony le caratteristiche che deve avere l’SSD da montare sulla PlayStation 5 trovo questa tabella

InterfacciaSSD NVMe M.2 (Key M) supportato da PCI-Express Gen4x4
Memoria di archiviazione250 GB – 4 TB
Dimensioni supportate2230, 2242, 2260, 2280, 22110
Dimensioni comprensive di meccanismo di dissipazione del caloreLarghezza: fino a 25 mm
Lunghezza: 30/40/60/80/110 mm
Profondità: fino a 11,25 mm (fino a 8 mm da sopra la scheda, fino a 2,45 mm da sotto la scheda)
Velocità di lettura sequenziale5,500 MB/s o superiore consigliati
Tipo di presaPresa 3 (Key M)

Teoricamente l’SN750 non rispetta il requisito legato alla velocità di lettura, ma la tabella parla di velocità consigliata e non minima, pertanto una volta montata l’unità di memoria la PlayStation 5 l’accetta comunque di buon grado. Dopo aver aperto la scocca della console e sostituito l’SSD presente con l’SN750, accendo la console ed il messaggio che appare è il seguente:

PlayStation 5 SSD SN750

Impossibile” penso, “l’SSD ha una velocità massima di 3600 MB/s, come fa ad andare ad oltre 5000?”. Capisco che i check preliminari della console non hanno attendibilità sulle reali caratteristiche tecniche del prodotto ma ne danno solo un’idea indicativa come avviene con gli speedtest per misurare la velocità di rete che non hanno l’attendibilità di un test avanzato come l’iPerf.

Installo quindi Ratchet e Clank sull’SSD, lo avvio ed inizio a giocarci e durante le mie 2-3 ore di test (che si sono dimostrate una semplice scusa per rigiocare al titolo di Insomniac) mi sono ritrovato in tutto ciò che Leadbetter ha detto nel suo video: i tempi di caricamento praticamente istantanei sia all’avvio che al caricamento del livello dall’hub principale, il framerate inchiodato ai 60 fps, gli spostamenti da un portale all’altro caratterizati solo dasporadici mini-freeze di centesimi di secondo che non vanno ad inificiare l’esperienza di gioco (e che comunque avevo riscontrato anche nei miei test con l’SN850 sempre di Western Digital).

Come evidenzia anche Digital Foundry, i tempi di caricamento (cronometro alla mano) differiscono di veramente pochi decimi di secondo sui titoli provati che oltre a Rift Apart include Control e la Director’s Cut di Ghost of Tsushima. Il vero elemento chiave che contraddistingue l’SN750 SE dall’SN850 è la copia dei file dalla memoria interna all’SSD aggiuntivo: qui la console cerca di sfruttare tutte le caratteristiche fisiche dell’SSD e la sua velocità di scrittura diventa ovviamente il vero bottleneck al punto che se per spostare i 100 GB che compongono Cyberpunk 2077 l’SN850 ci mette appena 70 secondi mentre l’SN750 SE si aggira intorno ai 10 minuti, una differenza tempo significativamente più incisiva.

Il marketing ti fa bella

Quando annunciarono la possibilità di mettere un SSD M.2 all’interno di PlayStation 5 ne fui maggiormente soddisfatto rispetto a Xbox che invece adotta una soluzione indubbiamente più user-friendly ma che comunque prevede un’interfaccia proprietaria, la quale innalza il prezzo delle unità di memoria per via dell’assenza o del minor numero di competitor. Tuttavia, considerando l’esigua lista di SSD che attualmente rispondono alle caratteristiche enunciate da Sony, si va un po’ a perdere quella competitività sui prezzi e quella flessibilità che invece è tipica del mondo PC, che va a cucire le caratteristiche hardware di un prodotto sulle proprie esigenze e sulla disponibilità economica. Perché allora chiedere un SSD con determinate caratteristiche quando abbiamo constatato che con un prodotto di fascia più bassa si ottengono risultati molto similari? Perché per espandere la memoria di PlayStation 5 devo spendere di più di quanto sia realmente necessario se poi tanto non sfrutterei il “delta di potenza” data dalla maggior velocità di lettura? A queste domande avrei due possibili risposte.

La prima, forse la più probabile, è una questione di necessità sul lungo termine: è chiaro che stiamo grattando solo la superficie delle caratteristiche offerte da queste due nuove console così come è chiaro che ci vorrà del tempo prima che i giochi comincino a mettere seriamente in difficoltà PlayStation 5 e Xbox Series X, ma Sony ha previsto che entro la fine del ciclo vitale della sua console quei 5500 MB/s saranno indispensabili per poter usufruire in maniera più che degna di tutti i giochi che saranno prodotti nel futuro.

La seconda, un po’ più complottista e infondata, è legata ad una questione di marketing. Pensateci: il tanto decantato SSD presentato da Cerny nel marzo dell’anno scorso che sarebbe stato uno dei punti di forza della console al punto da ridurre drasticamente i tempi di caricamento ha delle caratteristiche di lettura e scrittura inferiori ai prodotti già presenti sul mercato all’uscita della console (compreso il già citato SN850) con una velocità massima di 5500MB/s in lettura randomica. Ora, può Sony permettersi di far sapere al giocatore che SSD con caratteristiche inferiori sono più che sufficienti per caricare i giochi alla stessa straordinaria velocità del miracoloso SSD? Certo che no, scriviamo quindi che serve un SSD con velocità di lettura almeno paragonabili a quello interno della console, sperando che nessuno si metta a provare altri prodotti. Ed in ogni caso scriviamo che quella velocità minima è consigliata e non mandatoria. C’è da dire che di quella conferenza di marzo probabilmente non abbiamo capito nulla e se ci fossilizziamo solo sui numeri snocciolati finisce che prendiamo una cantonata: penso che questa teoria complottista sia fallace perché alla fetta più grande dell’utenza queste cose interessano relativamente ed i numeri vengono usati più dalla parte tossica delle fanbases per farsi guerra fra di loro, non credo che i potery forty del marketing c’entrino poi molto.

Credo che in questo confronto sia involontariamente emersa la vera capacità della console di Sony, ovvero il lossless data compressor Kraken che si sta dimostrando estremamente versatile sia per lo storaging dei giochi sulle memorie (permettendo che il gioco pesi molto meno rispetto alla controparte per Xbox Series X) sia per il sorprendente rapporto fra dati compressi letti dall’SSD e quello fra i dati decompressi elaborati poi dalla console.

Ma quindi l’SN750 funziona su PlayStation 5?

PlayStation 5 SSD SN850

Ricapitolando quanto detto finora, posso affermare che anche SSD M.2 che non corrispondono interamente alle caratteristiche elencate sul sito di Sony possono essere utilizzati su PlayStation 5. Ci tengo però a precisare che questa mia affermazione tiene conto unicamente dei test fatti con l’SN750 SE e l’SN850, ma non con altri SSD attualmente presenti in commercio, così come fa riferimento ai giochi che oggi sono disponibili sul mercato ed ignora tutte quelle che possono essere le evoluzioni dei futuri giochi. Pertanto il mio consiglio è il seguente: se avete estrema necessità di espandere la memoria di PlayStation 5 senza affrontare costi eccessivi potete anche decidere di acquistare un SSD di fascia “bassa” tenendo conto che potrebbe funzionare correttamente fino alla fine del supporto alla console così come non essere più adatto in un paio di anni. A vostro rischio. Per tutti gli altri, il consiglio è sempre quello di attenervi alle specifiche dichiarate da Sony.

Articoli correlati

Francesco Enriù

Francesco Enriù

Quando nacque gli misero nella culla un Game Boy e da quel giorno non esce di casa senza qualcosa che gli permetta di giocare per strada. Adora qualsiasi cosa abbia a che fare con Zelda e Castlevania e si crede un grande stratega solo perché conosce a memoria i Fire Emblem e gli Advance Wars.

Condividi