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Ratchet & Clank: Rift Apart – Recensione

Dopo mesi di sprazzi, finalmente possiamo annunciare a tutti che la next gen è qui, sotto forma di Ratchet & Clank: Rift Apart. L’ultimo titolo di Insomniac arriva in un periodo in cui molti sono già proiettati verso quello che è ancora incerto, come l’E3 2021, ma con cui Sony ha deciso di dare un clamoroso strappo, mostrando al mondo in autonomia quali sono le potenzialità del suo nuovo hardware e cosa dovremmo aspettarci negli anni a venire. Ratchet & Clank: Rift Apart è la prima vera prova della bontà di questa nuova generazione, quel salto in avanti che tutti aspettavamo da anni e che finalmente è arrivato.

C’era una volta un Lombax, o forse due

Ratchet & Clank: Rift Apart ripropone le avventure del dinamico duo in una storia folle, variopinta e tani toni leggeri, senza quindi allontanarsi dai canoni della saga, per riuscire a catturare tutte le fasce d’età. Ci siamo goduti questo gioco esattamente come ci saremmo potuti godere un ottimo film d’animazione, sviluppato puramente per intrattenere, con qualche piccola frecciatina alla società moderna e alcune citazioni per palati davvero fini.

Dopo le angoscianti atmosfere di Returnal e la brutalità di Demon’s Souls, Ratchet & Clank: Rift Apart arriva proprio come una brezza estiva in un pomeriggio assolato, esattamente quello che ci voleva. La storia gira tutta intorno alle anomalie dimensionali del titolo, con il nostro amato Lombax e il suo amico robotico che durante una parata in loro onore vengono attaccati dall immancabile dott. Nefarius, tanto malvagio quanto pasticcione, che ruba il Dimensionatore e scatena il caos nel multiverso.

Sarà proprio tra queste dimensioni che faremo la conoscenza di Rivet, la nuova protagonista lombax del gioco e versione alternativa di Ratchet. L’introduzione di un nuovo personaggio giocabile è di per sé una grandissima novità nel franchise e il design di Rivet è eccellente, tanto da preferirla di gran lunga al protagonista storico, che ha decisamente bisogno di una svecchiata. E’ davvero un peccato però che Ratchet e Rivet siano praticamente identici, riducendola in termini di gameplay ad una mera skin, quando sarebbe stato davvero molto più interessante vederla con abilità del tutto diverse.

Qualcuno ha parlato di armi?

Questa fa parte di una serie di scelte “sul sicuro” che Insomniac ha deciso di intraprendere, dando di fatto a Ratchet & Clank: Rift Apart una connotazione classica, con qualche guizzo creativo in più ma che non si prende mai nessun rischio più del dovuto. Parliamoci chiarissimo, il gioco è davvero un ottimo action con elementi platform e le circa 12 ore che servono per completare il gioco quasi al 100% scorrono via come niente fosse; rimane sempre quell’amarezza di fondo (molto in fondo) che poteva elevarlo al rango di pietra miliare. Il gameplay del gioco è preso di peso dai precedenti capitoli, dove orde di nemici vi verranno letteralmente lanciate addosso e starà a noi farle fuori grazie alla varietà dell’arsenale a nostra disposizione.

Si va dalle classiche pistole alle armi “naturali”, passando per trivelle automatiche o scudi esplosivi. Tutte le armi hanno due modalità di fuoco e possono livellare ed essere potenziate per diventare ancora più letali. Il gunplay beneficia tantissimo dell DualSense Controller di PS5, restituendo un feedback differente per ogni bocca di fuoco ed è una vera gioia vedere come tutti i giochi PS5 finora sfruttino al meglio le potenzialità del controller. A tal proposito è impressionante la varietà di effetti che vengono riproposti sul pad: se si cammina sull’erba si avrà una risposta differente rispetto a dei salti nel vuoto, persino ogni singolo bullone raccolto avrà il suo feedback nelle nostre mani. Davvero un’esperienza eccezionale.

Platform o non platform?

I combattimenti in Ratchet & Clank: Rift Apart sono la componente principale e vengono riprodotti esattamente come ci si aspetta: caotici, veloci, stipati in arene disegnate in maniera superba. A tutto questo va aggiunta la mobilità garantita dai varchi dimensionali, che permettono di raggiungere diversi livelli della mappa in maniera istantanea e fluida. Le sezioni platform sono davvero poche rispetto agli scontri e vengono per lo più relegate ad piccole sezioni nascoste, mentre durante la storia principale sono tutte per lo più molto lineari e spettacolarizzate, piuttosto fini al garantire l’eccezionalità della narrazione.

E’ un peccato anche perchè sono le uniche sezioni del gioco dove si percepisce il rischio vero e proprio, dato che Ratchet & Clank: Rift Apart è un titolo semplice, forse troppo. Anche a livello di difficoltà elevato è davvero difficile morire in uno scontro, soprattutto se si considera la potenza spropositata di alcune armi del gioco. Non possiamo poi non citare la componente sandbox del gioco, timida novità di questo capitolo che in alcune mappe planetarie ci permette di esplorare liberamente la zona grazie all’ausilio di stivali gravitazionali. Ci sarebbe davvero piaciuto vederne di più perchè non snatura affatto il tipo di gioco e fa parte di quella serie di scelte coraggiose che si sarebbero potute intraprendere.

Benvenuti nel futuro

Ma veniamo finalmente alla parte che tutti stavano aspettando, la prova definitiva dell’arrivo della next gen. Ratchet & Clank: Rift Apart è per la prima volta un titolo che rispecchia appieno tutte le aspettative che vi erano state costruite attorno durante tutte anteprime e presentazioni. Tutto, ma proprio tutto, è riprodotto con un livello di dettaglio spaventoso e con una fluidità disarmante, tanto che molto spesso appoggerete il pad per rimettere a posto la mascella.

Tutto questo ben di dio, giocato a 4K con ray tracing attivo e tutti i dettagli al massimo ha il prezzo di dover per forza utilizzare una risoluzione a 30 FPS, scalabile però a 60 FPS con l’utilizzo del preset Performance da poco rilasciato, che può eliminare il ray tracing e riduce di poco gli effetti. Segnaliamo inoltre anche la presenza di una terza modalità di gioco che va ad aggiungere il Ray Tracing ai 60 FPS, il tutto però con un leggero grado di dettaglio inferiore rispetto alla modalità contraddistinta dai 30 fotogrammi per secondo. Inutile dire che il raddoppio della risoluzione vi dà l’impressione di avere tra le mani un altro titolo, ma comunque l’effetto visivo in 4K è un gioco che vale la candela. Tutto il gioco scorre nella totale assenza (o quasi) di caricamenti e la transizione da filmati a gameplay praticamente non esiste, disegnando un unico e perfetto continuum narrativo. A conti fatti, se questo è quello che c’è da aspettarsi per il futuro, allora non vediamo l’ora di godercelo.

Ratchet & Clank: Rift Apart