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Destiny 2: pacchetto 30 anni di Bungie | Recensione

In questi giorni, con il lancio della campagna del nuovo Halo Infinite e dei 20 anni della serie e del brand Xbox, abbiamo parlato moltissimo del gioco di casa Microsoft sviluppato da 343 Studios. Dopo tanta attesa uno dei brand più amati su Xbox che sarebbe dovuto uscire in contemporanea con la nuova console di Redmond è finalmente approdato sui lidi di Series X ed S, ma non dimentichiamoci di chi il brand l’ha creato, di chi ha dato i natali a Master Chief, Cortana e tutti gli altri iconici personaggi che hanno affollato il mondo di Halo in questi anni, o a meno prima che il processo creativo della serie non passasse nelle mani di 343. Proprio in questo 2021 ricorre un altro anniversario ed è quello dei 30 anni di Bungie, il visionario studio di Bellevue ma fondato a Chicago autore di titoli come Marathon, Myth ed i due sicuramente più celebri più celebri Halo e Destiny. Negli scorsi giorni vi abbiamo già parlato sia della storia dello studio, dalla sua fondazione fino ai giorni nostri, compreso quel momento della storia del videogioco in cui Halo fu presentato al MacWorld del 1999 e sarebbe dovuto essere uno dei giochi di punta per i Macintosh, vi abbiamo parlato delle nostre esperienze con la serie di Destiny, un game as a service che va avanti sin dal 2014 e che negli anni ha appassionato ed intrattenuto milioni di giocatori: oggi ci focalizzeremo sul pacchetto di contenuti per Destiny 2 realizzato per i 30 anni dello studio di sviluppo, in attesa dell’uscita della nuova espansione.

I contenuti free-to-play

Destiny 2 Dares of Eternity

Partiamo da quelli che sono i contenuti che sono stati introdotti con l’aggiornamento dedicato ai 30 anni di Bungie ma che sono accessibili anche agli utenti che non hanno acquistato il pacchetto aggiuntivo (che tra l’altro è disponibile anche in versione combinata con il pre-ordine della Regina dei Sussurri): ci viene introdotta una nuova modalità chiamata Dares of Eternity dove il buon vecchio Xur, l’agente dei Nove noto per smerciare ai Guardiani equipaggiamento esotico, ci convoca al cospetto dello Starhorse, letteralmente un cavallo fatto di galassie e spazio profondo. Il cavallo, un po’ per vedere cosa siamo un grado di fare ed un po’ per puro capriccio, ci porterà ad affrontare una sfida insieme ad altri 5 Guardiani attraverso un percorso lungo il quale si affronteranno le consuete ordine di nemici: il tipo di avversario da affrontare verrà deciso attraverso una ruota girevole che sorteggerà una delle fazioni affrontabili in Destiny 2, dando a questa sfida una parvenza di gioco televisivo di zanicchiana memoria, messo in piedi per il solo diletto del cavallo. Lo Starhorse sta tra l’altro facendo parlare moltissimo di sé poiché nessuno ha idea del perché si trovi lì o che cosa voglia: non è la prima volta che lo vediamo all’interno del gioco, aveva già fatto la sua apparizione sia al lancio di Destiny 2 sia durante le Prove dei Nove, ma non si è mai parlato di elementi di lore relativi allo Starhorse e anche ora facciamo fatica a collocarlo all’interno dell’immaginario creato da Bungie, se non che ora sappiamo che si tratta di un’entità che Xur serve e non di una sua mount.

Destiny 2 Gears

Oltre alla nuova modalità, tutti i giocatori di Destiny 2 potranno accedere ad una serie di armi ed armature dedicate all’anniversario fra i quali spicca il Frorunner, un’arma di supporto ispirata alla Magnum di Halo che ha anche una quest dedicata, la Half-Truths, una spada che ricorda moltissimo l’iconica Energy Sword, e il BxR-55 Battler, fucile a impulsi basato sul Battle Rifle di Halo 2.

I contenuti a pagamento

Destiny 2 Grasp of Avarice

Nonostante lo Starhorse abbia catalizzato l’interesse della community per l’evento dei 30 anni, il grosso del contenuto dell’aggiornamento è quello che viene reso disponibile tramite l’acquisto del pacchetto dedicato. Al centro del pacchetto di Destiny 2 vi è indubbiamente il nuovo dungeon (o segreta che dir si voglia), una rielaborazione dei raid in versione mini (con solo 3 giocatori anziché 6) che richiede diverso tempo per essere portato a termine. Nello specifico Grasp of Avarice è il quarto dungeon che viene aggiunto a Destiny 2 e ci porta in aree inesplorate del Cosmodromo, affrontando Alveare e Caduti, risolvendo un buon numero di puzzle ed una corsa con gli astori, ma soprattutto raccogliendo 12 bottiglie disseminate per la segreta che permettono l’acquisizione di un ornamento del Gjallarhorn. Sì perché il vero protagonista di questo dungeon è ovviamente la celebrazione del brand e dello studio ed ecco che quindi Bungie ha deciso di riportare in Destiny 2 alcune armi provenienti dal primo capitolo come il già citato lanciarazzi esotico, l’Eyasluna o il Matador 64, ma vi è anche una spada, la Hero of Ages, ispirata a Myth, l’RTS sviluppato da Bungie su PC e Mac a fine anni ’90, o un’armatura a tema Marathon. Oltre a ciò inserite tutta una serie di contenuti extra come nuove emote, un nuovo astore, una nuova nave… e una felpa con il logo di Bungie.

Infine c’è da segnalare come la patch che ha accompagnato l’uscita dei 30 Anni abbia portato con sé una serie di cambiamenti e migliorie atte ad offrire un’esperienza migliore anche in vista della Regina dei Sussurri, come il buff alle armi esotiche ed il nuovo ribilanciamento dei cooldown delle varie abilità.

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Francesco Enriù

Francesco Enriù

Quando nacque gli misero nella culla un Game Boy e da quel giorno non esce di casa senza qualcosa che gli permetta di giocare per strada. Adora qualsiasi cosa abbia a che fare con Zelda e Castlevania e si crede un grande stratega solo perché conosce a memoria i Fire Emblem e gli Advance Wars.

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