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Deathloop fa scoppiare l’ennesima console war ma Dring di GamesIndustry non ci sta

L'interconnessione tra le aziende secondo Dring dovrebbe essere fonte di ispirazione per noi, ma ne siamo davvero sicuri?

Deathloop è finalmente disponibile all’acquisto per le piattaforme PC e anche per PlayStation 5 come esclusiva console temporale, nonostante l’IP e il team di sviluppo siano ora proprietà di Microsoft e Xbox Game Studios.

Già da anni infatti, Sony ha stretto un accordo di collaborazione ed esclusività con Arkane Studios al fine di portare Deathloop prima su PlayStation 5 e poi dopo su Xbox Series X|S.

Solo successivamente a questi accordi Microsoft ha acquisito l’intero agglomerato aziendale noto come ZeniMax Media/Bethesda Softworks.

Di conseguenza, si trova nella stessa identica situazione anche Ghostwire: Tokyo, in sviluppo come esclusiva console temporale per PlayStation 5 presso Tango Gameworks, sempre interni a Bethesda Softworks e quindi Microsoft.

PS5 XBOX Series X

A questo punto, il redattore e analista di GamesIndustry.biz Christopher Dring ha voluto esprimere le sue considerazioni sulla situazione da un punto di vista più generale e contro la console war che ormai su internet è diventata praticamente senza controllo.

Dring ha così fatto notare come i mercati di Sony, Microsoft e Nintendo siano ormai intrinsecamente connessi uno all’altro e come tra queste aziende non ci siano affatto guerre di alcun tipo.

Una delle esclusive di PS5 più apprezzate dai giocatori è proprietà di Xbox, mentre il gioco più venduto su Switch non è di Nintendo ma sempre di Xbox. Inoltre, uno dei nuovi giochi per il Game Pass è proprio un gioco di Sony, ossia MLB The Show.

Queste aziende lavorano insieme anche nella lotta contro la pirateria e hanno firmato insieme per Playing for the Planet, mentre Rare ha collaborato con Nintendo su Smash Bros. e Microsoft si sta occupando di fornire servizi per il cloud di Sony.

Dring allora si chiede perché anche i fan non riescono ad andare d’accordo come le stesse aziende. In realtà il discorso sembra essere un po’ troppo generalista e semplicistico, in quanto è stata proprio l’MLB ha obbligare Sony a rendere multipiattaforma MLB The Show. Quindi Sony non ha deciso di sua spontanea volontà di pubblicare su Xbox.

Anche Microsoft non ha deciso di pubblicare su PlayStation, ma Deathloop e Ghostwire: Tokyo erano già in sviluppo per PlayStation per cui non avrebbe potuto farci niente. La stessa cosa vale anche per Minecraft in fin dei conti.

Inoltre, se Sony deve affidarsi a un’infrastruttura cloud a chi dovrebbe riferirsi se non a una delle pochissime aziende in grado di offrire servizi cloud, soprattutto per quanto riguarda i videogiochi? Anzi, proprio per via di queste collaborazioni tra aziende le rispettive fanbase iniziano a scaldarsi, deridendo l’azienda nella situazione più curiosa, ad esempio Sony che chiede i servizi cloud a Microsoft e ora Deathloop che non sarebbe un successo di publishing e marketing da parte di Sony ma di Microsoft che invece ha comprato l’IP soltanto successivamente (come accaduto con Hellblade). Anche per questi motivi Facebook, Twitter e altri social network si riempiono di vere e proprie lotte da parte dei fanboy di ogni piattaforma.

Però se vogliamo rimanere sulla visione un po’ caramellosa di Dring possiamo pure farlo, sperando che le persone smetteranno dei reiterare in maniera così spudorata e tossica la console war (che se fosse costruttiva sarebbe altra roba).

Qui sopra trovate i tweet di Christopher Dring che abbiamo preso in considerazione per scrivere l’articolo.

Fonte: twitter.com

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Simone Balboni

Simone Balboni

Sono soltanto un videogiocatore pieno di passione, ho in casa solo 14 console e 3 PC, ma nessuno di questi fa girare Quake Champions. Nel frattempo mi diletto su server competitivi alla ricerca di una buona Tripla Uccisione.

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