Poveri giochi per cellulari: bistrattati dalla communità dei gamer tradizionali che nel migliore dei casi li vede come mero passatempo privo di valore ludico o artistico e nel peggiore come creazioni del demonio, in diversi casi hanno dimostrato di poter offrire anche ai più scettici un tipo di esperienza molto differente da quella più classica offerta da PC e console, ma meritevole di essere vissuta. Lo scetticismo che circonda i prodotti per smartphone e tablet è così forte che certi prodotti destinati alla community di videogiocatori rimangono poco conosciuti che per riuscire ad avere un minimo di riconoscimento devono essere convertiti per console o PC. Io stesso non sapevo nulla di questo Bury Me, My Love prima di vederlo convertito su Switch e su PC e proprio di quest’ultima versione ci occuperemo oggi, spiegandovi però anche il motivo per il quale certi prodotti dovrebbero rimanere sulla piattaforma per la quale sono concepiti. Addentriamoci quindi nella recensione di questo porting di Bury Me, My Love, il cui titolo è la traduzione di un detto siriano che significa pressappoco “Abbi cura di te e non pensarci nemmeno a morire prima di me”, riadattato in italiano con Se mi ami, non morire. E no, non c’è Jim Carrey né Kate Winslet.

Se mi lasci, ti cancello

Se dovessi cercare di ricondurre Bury Me, My Love ad un genere si potrebbe dire che si tratta di un’avventura che condivide molti aspetti con le visual novel, genere che è sempre stato di nicchia trattandosi di un gioco dove le parti di testo sono tante e l’interazione limitata. Tale caratteristica è presente anche in Bury Me, My Love, ma rispetto alle più classiche delle visual novel, dove diversi personaggi dialogano fra loro mentre su schermo appaiono gli artwork degli interlocutori ed il giocatore osserva la scena dall’esterno, in Bury Me, My Love abbiamo unicamente un dialogo fra due personaggi che avviene all’interno di una chat. Il gioco narra la storia di Nour, una migrante siriana che abbandona la sua terra alla ricerca di fortuna in Germania e la storia non la vivremo dal punto di vista di Nour, ma da quello di Majd, il marito rimasto in Siria per prendersi cura dei parenti: costretti a separarsi nella speranza di rivedersi presto, Nour inizia il suo pericoloso viaggio verso l’Europa. La trama è ispirata alla vera storia di Dana, ma potrebbe raccontare la storia di centinaia di migliaia di profughi dell’area mediorientale, in fuga dal loro paese di origine dove vi si consumano guerre che coinvolgono la popolazione civile: il viaggio della speranza di Nour la vedrà coinvolta in situazioni insidiose e pericolose, le si pareranno davanti agli occhi gli orrori della guerra che noi abbiamo potuto vedere solo attraverso lo schermo della TV o del computer. La scrittura del prodotto è ottima, i dialoghi fra i due personaggi riescono a convincere per la maggior parte del tempo e momenti di gioia e condivisione di ricordi positivi si alternano a scene crude di bambini morti ritrovati sulla spiaggia e momenti di tensione in cui Nour dovrà riuscire a sfuggire al pericolo: a convincere sono soprattutto i due protagonisti dato che, nonostante la storia cominci in medias res e dei due all’inizio non sappiamo nulla, con il progredire dell’avventura i dialoghi fra i due ci permetteranno di deelineare i loro profili ed appassionarci alla loro storia.

Come abbiamo detto, il gioco è un dialogo fra marito e moglie che avviene sotto forma di un’applicazione di messaggistica istantanea simile a quella che usiamo per parlare con i nostri cari, sulla quale appaiono messaggi, foto e link che Nour ci manda durante il viaggio, con in più la possibilità di localizzare la posizione della ragazza e visualizzare la mappa del tragitto compiuto. L’unica interfaccia di gioco sarà quindi quest’app tramite la quale manderemo a Nour messaggi ed emoji: per la maggior parte del tempo ci limiteremo a seguire le conversazioni fra i due, ma di sovente Nour chiederà al marito pareri su come comportarsi in determinate situazioni ed è in questi casi che il giocatore interagirà con il gioco, scegliendo fra le opzioni preposte quella che ritiene la più adatta alla situazione, tuttavia le scelte effettuate possono avere ripercussioni più in là nella storia, soprattutto se consideriamo che Nour ha un budget limitato che deve essere gestito in maniera oculata durante tutto il viaggio. Scelte diverse portano a bivi narrativi e finali differenti, piuttosto diversificati ed al di là di numerose parti che si ripetono uguali da una run all’altra potreste essere attratti dall’idea di rigiocarlo per vedere i diversi finali. Venendo ai difetti del titolo, ho individuato un grande difetto in esso (non l’unico, ma l’unico sul quale vorrei focalizzarmi), non direttamente collegabile al gioco quanto alla versione trattata in questa recensione: giocando alla versione per PC (o per Switch) si perde un grande valore aggiunto che era proprio della versione mobile e che mette in evidenza il fatto che il titolo andrebbe giocato sulla piattaforma per la quale è nato. Al di là del fatto che la schermata della chat è impostata verticalmente proprio per emulare le applicazioni di messaggistica tipiche dei cellulari e che quindi gran parte dello schermo del nostro PC sarà composto da spazi inutilizzati riempiti con l’ultima foro inviata da Nour in chat, c’è una caratteristica della versione mobile totalmente assente in quella PC: la conversazione fra i coniugi non avviene in maniera continua, ma giustamente ci sono dei momenti in cui Nour non può risponderci in quanto impegnata in altre attività. Nella versione per PC questa cosa è mostrata con un orologio che appare a schermo e che avanza velocemente per rappresentare lo scorrere del tempo fra un messaggio e l’altro, mentre nella versione mobile era possibile giocare in tempo reale, con Nour che una volta chiusa la conversazione sarebbe andata offline e ci sarebbe stato impossibile interagire finché non fosse trascorso nella vita reale un certo ammontare di tempo: ecco che quindi la versione mobile (giocabile comunque in versione “velocizzata” come su PC) non solo va a rompere la quarta parete inserendo elementi come il trascorrere del tempo appena descritto oppure le notifiche sul cellulare proprio come se fossimo noi a ricevere i messaggi della chat e non Majd, non solo rende il gioco pensato per essere giocato, scoperto, gustato un poco alla volta, ma crea anche momenti di attesa durante i quali la preoccupazione di quando cerchi di contattare un tuo caro che non risponde e ti chiedi cosa possa essergli successo (salvo poi scoprire che aveva dimenticato il cellulare a casa) è perfettamente emulata ed aumenta l’empatia fra i protagonisti ed il giocatore. E mi dispiace dover penalizzare il giudizio sul gioco per questi aspetti, che comunque non rendono la trama meno interessante, ma sicuramente vanno ad influire su immedesimazione con la storia ed i suoi personaggi.
Per quanto riguarda l’aspetto tecnico c’è pochissimo da dire: la schermata di gioco è statica e priva di musiche, pertanto (a parte il tema iniziale) è difficile parlare di grafica o sonoro, ma considerando l’idea che sta dietro al videogioco è giusto così. Il gioco è completamente localizzato in cinque lingue fra le quali l’italiano, ottimamente tradotto salvo qualche refuso perdonabile (che magari potrebbe essere stato inserito per scelta, per rendere più credibile la conversazione).

PRO

  • Ottima narrativa
  • Idea della chat inusuale
  • Trama cruda e toccante

CONTRO

  • La versione per PC (e Switch) perde alcune caratteristiche fondamentali

Voto: 8

Versione testata: PC

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