Recensione | FIREWORK

Conoscete IMSCARED? L'ha creato uno sviluppatore italiano, lo stesso che ora ci porta FIREWORK. E i due giochi sono completamente diversi l'uno dall'altro. Come se la cava Ivan Zanotti con i platform/action?

Se girovagate nel variegato mondo delle produzioni indie, probabilmente conoscerete IMSCARED. Di cosa si tratta? E’ un titolo “metahorror” prodotto e pubblicato nel 2016 su Itch.io, aggregatore di titoli indipendenti come pochi altri al mondo. Il gioco ha fatto un gran successo soprattutto grazie ai numerosi youtubers (spiccano nientemeno che PewDiePie ed il nostrano Favij) che hanno ripreso spaventi ed esperienze, ma l’autore Ivan Zanotti ha un’anima da retrogamer e lo dimostra con il suo nuovo lavoro. Com’è noto, la fama è effimera: grande notorietà acquisita grazie ad un titolo perfetto per YouTube non garantisce uguale seguito quando si esce dalla strada del successo commerciale per seguire il proprio cuore. Ma l’autore non si ferma e crea FIREWORK, un gioco assai particolare nella sua anima arcade che non mancherà di sorprendere giocatori desiderosi di intraprendere un’avventura fuori dagli schemi.

NON SI FERMA IL FUOCO

Yan si occupa delle sfere, è il suo compito: sono piccole palline dal carattere dolce ed infantile, seppur tendano spesso a commettere imprudenze a causa della loro natura impulsiva e fin troppo allegra. Yan deve tenere le sfere al sicuro, deve far si che siano felici e deve intrattenerle con storie e racconti: questo è il suo “programma” ed è ciò che il sistema si aspetta da lui. La Struttura (maiuscola voluta) è un luogo freddo, ordinato e di solito silenzioso ma all’improvviso accade qualcosa: un allarme avverte Yan della minaccia imminente che sta prendendo forma all’interno degli sconosciuti meandri della Struttura. Il robot (ma è davvero un robot?) si dirige diligentemente in zona per verificare ed assiste ad un evento tanto inspiegabile quanto pericoloso: l’armata del fuoco è giunta e minaccia di prendere possesso della Struttura. Colui che sembra comandare l’esercito fiammeggiante si rivolge a Yan chiamandolo “difettoso” e promette di conquistare l’intera zona: il fuoco avanzerà inesorabilmente. Yan tenta di opporsi ma i tre generali dell’esercito del fuoco giurano battaglia ed il robot è costretto a ripiegare per sfuggire alle fiamme che già hanno invaso i cunicoli della Struttura. Armato con un braccio/cannone che può spegnere le fiamme, Yan si lancia al salvataggio delle sue amate sfere… ma è davvero questo ciò che è giusto fare?

FIREWORK si presenta come platform/action dalle meccaniche fortemente ispirate ai classici della serie Rockman/Megaman, con attenzione particolare agli episodi della serie X: Yan può infatti scivolare sulle pareti, scattare grazie al suo jetpack incorporato e compiere elaborati salti utilizzando lo stesso strumento in aria per raggiungere zone fuori portata. Un titolo fortemente classico da parte di un autore noto per aver creato un metahorror dalle meccaniche assai inusuali: è chiaro l’amore dello sviluppatore per esperienze da retrogamer e FIREWORK ne è un chiaro esempio.

SFERE SELVAGGE

Il fuoco che ha invaso la Struttura ha fatto si che molte sfere si siano allontanate dalle stanze di contenimento che le tenevano al sicuro. Yan, mentre avanza all’interno degli stratificati livelli che compongono il gioco, dovrà cercarle per rimandarle a casa: meccanica che parla al lato “completista” di alcuni giocatori (tra i quali il sottoscritto) ma che possiede anche un enorme valore in termini di combattimento ed esplorazione. Più sfere verranno salvate e più Yan verrà potenziato: maggior portata del braccio cannone, maggior velocità degli scatti e maggior numero di “slanci” aerei tramite jetpack. Salvare sfere si traduce in poteri aggiuntivi, in maggior efficacia in combattimento e possibilità di esplorazione. FIREWORK non dura moltissimo ma aggiunge alcuni elementi utili per giocate aggiuntive come una modalità alla “New Game +” una volta terminato il gioco che permette di riprendere dall’inizio con tutti i potenziamenti acquisiti e maggior livello di difficoltà. Per il resto si tratta di un titolo dalla spiccata anima retro’ sia a livello tecnico che di meccaniche: è consigliato l’uso di un joypad per fruire appieno dell’esperienza poiché (avviso presente anche sulla schermata di avvio) i comandi da tastiera potrebbero soffrire di keyboard ghosting. Al di là di freddi tecnicismi abbiamo a che fare con un gioco davvero ben concepito sia nelle fasi di avanzamento che durante le competitive boss battles. Interessante anche la meccanica che “chiede” di spegnere le fiamme incontrate durante i vari schemi prima di avanzare al livello successivo.

Un plauso va fatto alla trama scritta da David de la Rosa, un addendum intrigante che dona al gioco uno spessore maggiore. Normalmente titoli in stile action/platform non puntano più di tanto sulla storia a meno che non si tratti degli ormai classici “metroidvania”, ma qui abbiamo tra le mani una trama molto interessante che si sviluppa a piccoli passi man mano che Yan avanza nella Struttura e si scontra con i temibili generali dell’esercito di fuoco. Una storia sapientemente scritta che culmina in un plot twist finale ben concepito. Sul fronte tecnico siamo a livelli buoni seppur non eccellenti: la pixel art messa in campo è semplice e funzionale seppur a volte un po’ troppo povera di dettagli e di colori, ma potrebbe essere una scelta specifica dell’autore e comunque si presta a valutazioni personali. Il comparto sonoro vive di alti e bassi sia a livello di temi musicali che di effetti sonori: alcuni elementi sono ben fatti ed orecchiabili, altri meno incisivi. FIREWORK è in definitiva un titolo davvero solido e divertente, un gioco creato con amore per un genere classico che tenta con successo di inserire elementi più moderni. Se cercate un motivo per scoprire un autore videoludico nostrano, questa è una buona occasione.

PRO:

  • Gameplay solido e funzionale
  • Interessanti meccaniche di gioco
  • Trama ben costruita con tanto di sorpresa finale

CONTRO:

  • Comparto tecnico sottotono
  • Un po’ breve

Voto finale: 8.5

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