Recensione | All-Star Fruit Racing

I giochi di corse arcade con i sfreccianti go-kart esistono da tanto e ne esistono di tanti tipi, ma nonostante gli anni il genere non ha mai perso il suo appeal sul pubblico. Evoluta e rinnovata, questa tipologia ha sempre mantenuto tutte le rare peculiarità che hanno reso i giochi quasi immuni al tempo: una curva di apprendimento accessibile, un divertente multiplayer (soprattutto locale) e la capacità di coinvolgere un ampio e variegato pubblico non solo per l’età, ma anche per l’esperienza videoludica. Il merito del successo e delle solide basi va sicuramente dato al capostipite del genere ovvero Mario Kart targato Nintendo. Un franchise che non ha mai visto battute d’arresto come testimoniano gli 8 milioni di copie vendute dell’ultimo capitolo, a cui nuovi racing game devono inesorabilmente confrontarsi. Un paragone difficile ma che di certo non ha scoraggiato gruppi di sviluppatori coraggiosi come il team italiano 3Dclouds che ha creato All-Star Fruit Racing, un porting interessante che aggiunge al genere qualche fruttata novità.

Questione di frutta

Se avete visto il film Disney Ralph Spaccatutto, avrete sicuramente trovato delle somiglianze tra il gioco di Vanellope, Sugar Rush e All-Star Fruit. Nel film l’amica di Ralph sfrecciava insieme ad altre ragazzine a bordo dei kart in un mondo coloratissimo composto interamente da dolci. Il gioco dei ragazzi di 3Dclouds si basa più o meno sullo stesso principio, ma la differenza principale è che il tema portante non sono i dolci ma ovviamente la frutta. In All-Star Fruit Racing avremo un roster di 22 personaggi (dieci subito disponibili i restanti sbloccabili mediante le gare) ognuno rappresentante un particolare frutto sia nello stile che nell’abbigliamento, con in dotazione un kart in tema completamente personalizzabile. A questo tocco salutista va poi aggiunto il tripudio di frutta presente anche nei circuiti, con ben cinque isole (rigorosamente a tema) per un totale di 21 tracciati.

L’impatto con il gioco è piacevole e colorato, ma fino a qui abbiamo citato una serie di caratteristiche non esattamente rivoluzionarie che non fanno di All-Star Fruit Racing un innovatore del genere. Ci troviamo di fronte all’ennesimo clone di Mario Kart? Non esattamente. Gli sviluppatori hanno inserito nel gioco alcune apprezzabili novità, soprattutto legate alla gestione dei bonus. Durante le gare, infatti, non saremo travolti da casse o bonus sparsi per tutto il tracciato e non avremo a disposizione un determinato strumento con cui ostacolare gli avversari. L’unico modo che avremo per avere un po’ di vantaggio è mediate un sistema originale chiamato Juicer, basato per l’appunto sulla raccolta di succhi. Troveremo sparsi per il percorso vari tipi di frutta che, una volta raccolta, andrà a riempire uno dei quattro serbatoi differenti. Una volta raggiunto il massimo della capienza, avremo accesso a un diverso tipo di power-up (per esempio recuperando i kiwi è possibile eseguire un breve sprint per distanziare gli avversari), ma la cosa più interessante è che potremo combinarli a piacimento tra loro, escludendo alcuni e mescolando altri, per ottenere diverse combinazioni e power-up che più si avvicinano al nostro stile di gioco.

La gestione tutti gli elementi risulterà difficile, così come ricordarsi ogni singola proprietà, ma dopo un po’ di pratica riusciremo a prendere dimestichezza con il nuovo sistema non riuscendo, però, mai padroneggiarlo del tutto. Un gameplay decisamente poco pratico, specialmente per un gioco che si presenta e vorrebbe essere tecnico. L’elemento più “tradizionale” nel gameplay lo riscontreremo una volta caricato al massimo tutti gli slot, riuscendo così ad attivare la mossa speciale del personaggio. Ed è proprio nella tradizionalità che si iniziano a vedere problemi. Le mosse finali non sono affatto bilanciate: alcuni elementi saranno sempre più efficaci utili di altri, spingendo il giocatore, dopo alcune ore, a scegliere, nonostante il corposo roaster di personaggi, sempre gli stessi. Power-up, il sistema Juicer e i bonus, sono degli elementi di gameplay interessanti e in buona parte innovativi, ma ai fini del gioco non saranno sufficienti per vincere una gara. Il livello di difficoltà, infatti, è piuttosto alto fin dall’inizio, quindi alle varie “armi” va aggiunto una buona conoscenza dei tracciati, ma soprattutto le derapate, che si effettuano tenendo premuto il tasto del freno mentre si indirizza la curva. Dovremo, però, fare attenzione, perché se le ruote del kart dovessero brillare di un rosso acceso, perderemo del tempo prezioso.

La frutta non perfetta 

All-star Fruit Racing è un gioco piacevole, ma di certo non è perfetto. Il racing sviluppato dai ragazzi di 3Dclouds, oltre al sopracitato problema di gestione, si perde e mostra i suoi difetti laddove invece dovrebbe eccellere. Il gioco è bello da vedere ma artisticamente parlando sembra essere molto colore e poco contenuto. Ottime risultano essere le tante personalizzazioni dei kart, ma per quanto riguarda i circuiti, escludendo tutto il contorno, risultano un po’ piatti senza un guizzo creativo. Lo stesso discorso vale per le protagoniste che restano, nonostante il loro “stile colorato”, anonime e dimenticabili. Anche su pista la sensazione le cose non cambiano. Dopo alcune gare ci renderemo conto che i bolidi si comportano tutti nello stesso modo nonostante riescano a trasmettere bene la sensazione di velocità.

All-Star Fruit Racing nel complesso è un buon tentativo, un titolo che prova a non essere l’ennesimo dimenticabile clone di Mario Kart. Il tentativo è riuscito abbastanza bene e quello che ci troviamo di fronte è un gioco interessante e divertente: un plauso al team italiano.

PRO

  • Livello tecnico solido
  • Variegate modalità di gioco
  • Personalizzazione

Contro

  • Power Up sbilanciati
  • Tracciati dimenticabili
  • Poca praticità nelle gestione dei power-up

Versione provata: Xbox One

Voto: 6.5

Commenti