Che Gwent fosse destinato a rimaneere impresso nella mente dei giocatori ce ne eravamo accorti dai tempi di The Witcher 3. Il gioco di carte inventato da CDProjekt Red per l’ultima avventura di Geralt di Rivia ha conquistato i giocatori di mezzo mondo, confermando il talento creativo della software house polacca. Era dal tempo dei grandi editor mod dell’orange box che non si vedevano porzioni di gioco che diventavano cult, quindi sembrava assurdo che gli sviluppatori non sfruttassero il gioco di carte originale di loro invenzione. Per questo l’uscita del gioco in versione free to play indipendente su tutte le piattaforme fu praticamente conseguenziale, quasi banale. E nonostante i milioni di fan fossero comunque appagati, evidentemente non lo era la voglia di raccontare di CD Projekt, dato che anni fa annunciarono Thronebreaker, la campagna single player del gioco, promettendo non un semplice componente aggiuntivo ma qualcosa che i giocatori avessero avuto voglia di giocare e per il quale si sarebbero spese ulteriori ore nel mondo di The Witcher. Abbiamo atteso tanto e finalmente Thronebreaker è qui, con tutto il suo brutale storytelling e le centinaia di incontri da affrontare. Pronti?

La regina dei regni gemelli

Sarà banale (ma forse neanche tanto per chi non ha mai letto i libri), ma quel di Rivia nel nome di Geralt indica il suo regno di provenienza, governato dalla bellissima regina Meve, sovrana dei regni gemelli di Rivia appunto e Lyria. Sarà infatti proprio lei la protagonista della nostra storia, ambientata in termini di gioco tra il secondo ed il terzo capitolo di The Witcher. La seconda guerra di Nielfgaard sta martoriando i territori del Nord e gli eserciti spadroneggiano per tutti i regni, ed è in questo setting che muoveremo Meve ed il suo esercito, in una storia di vendetta e riscatto che coprirà ben cinque atti e oltre venti ore di gioco. L’epopea di Meve è completamente nelle nostre mani, dato che nei numerosi dialoghi che ci troveremo ad affrontare dovremo compiere molte scelte, alcune delle quali saranno fondamentali per il proseguo della storia, determinando così lo svolgersi degli eventi che ci porteranno al finale del gioco. La storia di Thronebreaker rispecchia in tutto lo stile drammatico fantasy dei titoli della serie principale raccontando storie di miseria umana, la brutalità e la drammaticità della guerra e le difficili scelte di chi tenta di fare del bene, e le scelte che ci troveremo ad affrontare saranno lo specchio di tutto questo, con la possibilità di perdere numerosi compagni lungo la strada o di guadagnarne altrettanti. Da questo punto di vista Thronebreaker conferma quindi il talento narrativo di CDProjekt, regalando un’espansione stand alone di Gwent che non ha nulla da invidiare alla serie principale di The Withcer.

La carta ferisce più della spada

Nell’ottica di gameplay, la campagna ci permetterà di interpretare Meve controllandone i suoi spostamenti in lungo ed in largo delle mappe che compongono la campagna principale, facendoci interagire con i numerosi NPC presenti o raccogliendo risorse e collezionabili utili per la realizzazione del nostro mazzo da gioco. Le missioni e le interazioni sono estremamente varie e ci danno una veduta più ampia del periodo storico di Thronebreaker e sulla situazione dei regni oltre a quella di cui sappiamo già dalle avventure di Geralt. Potremmo interagire con il nostro esercito nell’accampamento, costruendo nuove strutture e arruolando unità tramite le risorse raccolte con le missioni e l’esplorazione, utili per ampliare il mazzo da gioco e conversare con alcuni tra i più interessanti personaggi del gioco. A proposito degli NPC, durante le sue avventure Meve incontrerà molti dei personaggi più iconici del gioco, rendendo Thronebreaker perfettamente amalgamato nell’universo di The Witcher. Oltre a girovagare per il mondo e ad interagire con i personaggi, lo scopo principale del titolo è ovviamente quello di farvi giocare a Gwent. Tutti gli scontri del gioco sono ovviamente trasposti sotto forma di partite di Gwent, variando i mazzi degli avversari a seconda del nemico incontrato.  In questo versante arriva la prima grande novità di Thronebreaker, ovvero lo snellimento dell’area di gioco, dove le linee di combattimento sono passate da tre a due, rendendo tutto molto più fluido e veloce, fondamentale data la grande quantità di scontri che dovremmo affrontare. Inoltre gli sviluppatori hanno inserito tantissime situazioni particolari ed originali nelle partite per rappresentare i combattimenti più impegnativi o fantasiosi, proprio per rendere gli scontri tutti diversi tra loro e impegnare il giocatore costantemente, senza mai annoiarlo. Una scelta a nostro parere azzeccatissima, che rende ogni scontro estremamente interessante e coinvolgente, anche adrenalinico a volte. Il rovescio della medaglia è che il mazzo vero e proprio, creato dal giocatore durante la campagna, verrà usato molto poco in relazione agli scontri, dato che le partite classiche di Gwent saranno davvero pochissime, favorendo invece incontri programmati e rompicapo che vi costringeranno ad usare carte specifiche in situazioni ben definite. Poco male comunque, dato che il focus di Thronebreaker è la storia e nel caso si volesse approfondire la questione della costruzione del mazzo e degli scontri classici, c’è sempre lo sterminato comparto multiplayer del gioco da affrontare.

Per la realizzazione artistica del gioco abbiamo solo parole eccellenti, partendo soprattutto dalla visuale isometrica della mappa in cui Meve si muove. Un meraviglioso incrocio tra cell shading e pittura in movimento, Thronebreaker incanta il giocatore con il suo aspetto cartoonesco ma duro e diretto nei messaggi, contrapponendo colori accesi alla cupezza della guerra. Inutile parlare poi delle illustrazioni sulle carte, molte delle quali anche in movimento, che raggiungono lo stato dell’arte di rappresentazione, dei veri e propri capolavori illustrativi che rivaleggiano con alcune tra le migliori illustrazioni di Games Workshop e Wizard of the Coast.  Incredibile anche il doppiaggio, come sempre vanto di CDProjekt, così come la colonna sonora, evocativa e per certi versi, nostalgica.

 

PRO:

  • Storia adulta e brutale
  • Longevità e rigiocabilità elevata
  • Tantissimi scontri diversi ed orginali
  • Qualità artistica ad altissimi livelli

CONTRO:

  • Poche opportunità per sfruttare il proprio mazzo

Versione testata: PC

Voto: 9

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RASSEGNA PANORAMICA
VOTO FINALE
9
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Renato Passalacqua
Apparso nella redazione di Game-eXperience come Terminator e con un' unica missione, ovvero la recensione perfetta. É come una macchina inarrestabile, non teme nessun gioco. Qualsiasi sia la piattaforma, da quella Next Gen alla Retró, lui é sempre li pronto come un giudice di X-Factor per dare la sua ardua sentenza. È talmente immerso nel suo lavoro che potrebbe dare un voto anche alla vostra prestazione sessuale.