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PAC-MAN WORLD Re-PAC – recensione della versione PS5

Da oltre 40 anni la sua fame non conosce i limiti, e sembra non fermarsi nemmeno in PAC-MAN WORLD Re-PAC, il titolo di questa nostra recensione per console PS5. Chissà se Tōru Iwatani, quando in quel lontano maggio del 1980 dava alla luce quel singolare eroe, immaginava una carriera così longeva per la sua creazione. Era l’epoca dei platform 2D e dei puzzle game. C’erano ancora le sale giochi, e le prime console domestiche costavano un occhio della testa. Era l’epoca delle leaderboard e delle classifiche, e i videogiochi iniziavano a preparare il terreno per la loro inarrestabile ascesa.

La leggenda narra che tutto è nato vedendo una pizza a cui mancava uno spicchio. Ora, quel surrogato alimentare ritorna per reclamare un posto tra la nuova generazione di giocatori. PAC-MAN WORLD Re-PAC è una versione rimasterizzata del titolo uscito nel 1999 su Playstation e Game Boy Advance. Era la prima uscita sul campo di un Pac-Man in 3D, decisamente in ritardo rispetto ai cugini Sonic e Super Mario. L’occasione fu quella della celebrazione del suo 20° anniversario, ricorrenza rievocata anche nel gioco stesso.

PAC-MAN WORLD Re-PAC recensione ps5

Nulla era stato mai detto sulla lore del personaggio, è l’occasione arrivò propizia per costruire una narrativa dietro questo iconico personaggio. La nuova edizione rimette a nuovo il titolo dal punto di vista grafico anche se Bandai Namco e NOW PRODUCTION Co Ltd non aggiungono nulla dal punto di vista della storia. Si concentrano, invece, su una rinnovata veste grafica di personaggi e ambientazione, e su un gameplay fluido e reattivo. La potenza della nuova generazione di console, in tal senso, fornisce una grande mano agli sviluppatori, anche se non viene proprio del tutto sfruttata a dovere.

Su PS5 – l’edizione con cui ho avuto modo di giocare – non vengono presi in considerazione l’esistenza del feedback aptico, dei trigger adattivi e dell’Audio 3D. Voi direte, e che servivano in un gioco in stile Pac-Man? Chiedetelo ad Astro Playroom se siete alla ricerca di una risposta. La sola grafica carina, a distanza di 4 generazioni di console, non basta per annunciare al mondo un grande ritorno.

Ciao papà, chi è Pac-Man?

Come spiegare al proprio figliolo che si è davanti ad un pezzo di storia videoludica? Semplicemente non puoi, perché la storia di quel bimbo inizia proprio oggi. E dall’alto della mia “sufficienza” sono dovuto scendere con umiltà e riiniziare tutto da zero, ritrovando quello stupore che sembrava avessi perso già da un po’ di tempo a questa parte. E sapete perché? Perché ho dimenticato come tutto è cominciato, ed è stata proprio una semplice domanda che mi ha fatto capire come il mio cinismo sta pian piano divorando la mia umiltà. E meno male che ci sono le nuove generazioni, dove la loro ingenuità funge da propellente per innescare il vulcano della curiosità.

Nelle vesti di professore senza cattedra, pad alla mano ho spiegato le dinamiche di gameplay dei puzzle game a questo piccolo vampiro “del sapere”, cercando di rispondere ad ogni sua domanda. Ma mentre mi preparavo una giusta risposta mi accorgevo che i quesiti non arrivavano più. Sapeva già cosa fare e come fare. Didattica applicata al videogioco, il miracolo di questa splendida forma d’arte.

PAC-MAN WORLD Re-PAC recensione ps5

PAC-MAN WORLD Re-PAC è l’ultimo discendente di quelli che ho sempre amato definire come “entry point game”, quei titoli che con la loro semplicità ti espongono in maniera chiara e trasparente le dinamiche del genere senza troppi giri di parole. 6 livelli con 3 stage ciascuno, con un mini-boss che ci attende prima di passare allo step successivo. Il cattivo di turno è un tale di nome Toc-Man. Il giorno del compleanno di Pac-Man questo malvagio robot rapisce familiari ed amici invitandolo sull’isola Fantasma, teatro dell’epica battaglia finale.

Non sappiamo se PAC-MAN WORLD Re-PAC rappresenti il primo capitolo di una nuova trilogia. Le premesse ci sono tutte ma occorre rivedere i piani sotto il profilo contenutistico. Oggettivamente ci sono le stesse identiche cose del 1999, riproposte con una grafica migliorata che enfatizza gli effetti di luce e la fluidità del gameplay. Va bene per le nuove leve… sino, però, ad un certo punto. La nuova generazione è molto più esigente della vecchia.

Intramontabili puzzle game

Il genere puzzle game ha un’inclinazione che oserei definire “dannatamente ipnotica”. Le regole sono abbastanza chiare: corri, salta, schiva e picchia. Il level design in 3D ci porta a fare i conti con il concetto di profondità, una cosa che conosciamo molto bene grazie a Crash Bandicoot. Occorre, in un certo modo, prendere le misure in tutto, e capire come si muove il personaggio all’interno dello stage. Ogni livello ha una sua tematica e questa viene riproposta in tutto il level design. Gli ostacoli e le sfide aumentano progressivamente di intensità e difficoltà, veicolando, in un certo modo, un reset del nostro stile di gioco dopo ogni boss fight.

Il nostro obiettivo, però, non è solo quello di arrivare sani e salvi alla fine dello stage. Nel mentre, infatti, dobbiamo collezionare pac-dots (eh sì, sono quei pallini gialli che vengono divorati da Pac-Man), frutta (che serve ad aprire le porte), monete (per tentare la fortuna con la slot machine) e lettere che formano la parola P-A-C-M-A-N (che a sua volta ci permettono di accedere ad un livello bonus). Ovviamente non finisce qui.

PAC-MAN WORLD Re-PAC recensione ps5

Per cancellare con un colpo di spugna tracce di apatia di ripetitività gli sviluppatori hanno rivisto il numero di mini-game presenti nel gioco, che a mio avviso sembrano di più rispetto quanto mi ricordassi. Non vi è una logica ben precisa circa la loro presenza e questo aiuta a rinnovare il contratto di fiducia nei confronti del gameplay. Certo, dopo aver passato un’ora del vostro tempo a saltare e mangiare come se non ci fosse un domani, è normale che “i sintomi dell’abbandono” inizino a dare i primi segni della loro presenza.

Poco male, anche perché non stiamo parlando di un’avventura alla Horizon Forbidden West. Non è che dobbiamo per forza passare ore ed ore su un titolo per veder appagato il nostro intrattenimento. Basta anche il “poco ma buono”. Una piccola partita a Pac-Man, dopo una dura giornata di lavoro, è cosa buona e giusta.

PAC-MAN WORLD Re-PAC: 42 anni, 3 mesi e 4 giorni fa…

È sempre importante parlare di un titolo procedendo per paragoni e confronti, il tutto sempre in ottica costruttiva e critica. Il passaggio dal 2D al 3D è stato obbligato. Super Mario lo aveva già fatto con il Nintendo 64 e Sonic addirittura prima con Sonic CD su Sega Mega Drive (con periferica Mega CD). Pac-Man è stato un’icona degli anni ’80 e rischiava di finire nel dimenticatoio se non si correva ai ripari quanto prima.

Il ventennale fu la prima grande occasione per rimettersi in pista e PAC-MAN WORLD fu un successo. Con un milione e mezzo di copie vendute in tutto il mondo gli sviluppatori erano pronti per un nuovo corso della saga, anche se la successiva accoglienza non è stata all’altezza. Il problema è che, al tempo, trovare spazio nella miriade di titoli esistenti non era facile e il rischio di finire divorati nel vortice dell’obsoloscenza era dietro l’angolo. Niente di nuovo e gameplay già visto e ri-visto. Di eroi e simboli ce ne erano già abbastanza è il nostro povero Pac-Man finii per essere “uno tra i tanti”.

PAC-MAN WORLD Re-PAC recensione ps5

A distanza di oltre 20 anni la musica non sembra cambiata. Non basta la sola rinnovata veste grafica per costruire un qualcosa di veramente originale, ma occorreva una soluzione realmente al passo con i tempi. Per quale motivo non è stata inserita una componente multigiocatore visto che oggi tutta l’esperienza passa per il condiviso? E i nuovi contenuti dove sono? E perché non sono stati minimamente prese in considerazione le feature PS5 dedicate?

Domande a cui non ho saputo trovare una risposta. Solo un grande rammarico, anche in virtù del glorioso passato di questa famosa serie. Dispiace dirlo ma è un’ennesima occasione persa. PAC-MAN WORLD Re-PAC poteva essere quel reboot tanto atteso, in grado di unire sotto la stessa bandiera più generazioni a confronto.

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Dino Cioce

Dino Cioce

Esperienza deriva dal latino experientia: provare, sperimentare. Ho sottoposto la mia vita a numerose prove e sperimentazioni, motivo per cui mi sento pronto a tirare le somme e mettere sul piatto il mio know-how. Genitore di giorno e nerd di notte (e anche nei festivi e pre-festivi). L'obbiettivo è solo uno: raccontarvi il mondo dei videogiochi come lo vedo io, nel bene e nel male. Punto tutto sulla prima, ce se vede raga!!!

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