RECENSIONI

Crash Bandicoot 4: It’s About Time | Recensione Next Gen

Con Crash Bandicoot 4: It’s About Time, uscito per la prima volta lo scorso autunno su PS4 e Xbox One, Activision ha compiuto un vero e proprio tuffo nel passato riportandoci indietro ai giorni in cui Naughty Dog era conosciuta principalmente per le avventure del peramele pubblicate sulla prima PlayStation. La ripresa della numerazione originale in questo sequel proiettato ai giorni nostri, un chiaro rimando alle origini del Bandicoot, sta a significare un netto cambio di rotta rispetto alla gestione del brand durante gli ultimi decenni, tempestato da sequel infelici e reboot di dubbio gusto. Dopo lo strabiliante successo di Crash Bandicoot: N. Sane Trilogy, un remake superbo della trilogia originale, Activision ha affidato a Toys for Bob il compito di realizzare un sequel diretto di Crash Bandicoot 3: Warped che ne riprendesse le meccaniche oltre che le atmosfere degli originali. A distanza di pochi mesi dall’uscita su PS4 di Crash Bandicoot 4: It’s About Time, questo quarto ed inedito capitolo della saga platform un tempo simbolo della console di casa Sony si rifà il trucco su PS5, PC ed Xbox Series S/X. In questo articolo vi raccontiamo come se la cava l’amichevole peramele di quartiere proprio sulla nuova generazione di console in questa riedizione.

It’s About Imprecazioni

Crash Bandicoot 4: It’s About Time

Crash Bandicoot 4: It’s About Time, come suggerisce la numerazione, riprende quindi il filone narrativo interrotto con il terzo capitolo sul finire degli anni ’90. Gli esperimenti, poco riusciti, compiuti nei due decenni a venire sono stati messi da parte in favore di un ritorno alle meccaniche e alle caratteristiche che hanno contraddistinto i primi capitoli della saga. Questo si traduce con il ritorno degli stage lineari visti fino a prima della rivoluzione, in negativo, compiuta nel 2007 Crash of the Titans. Tornano le gemme, le boss battle, Coco, ma soprattutto torna il livello di difficoltà visto nella prima iterazione datata 1996, reso ancor più ostico e sfidante. Nonostante portare a termine Crash Bandicoot 4: It’s About Time non sia impossibile, vista l’introduzione di elementi a supporto del giocatore come l’indicatore del salto o la modalità “Moderna” che elimina le vite e quindi il Game Over, raccogliere tutte le gemme e quindi tutti i collezionabili è un’impresa più che ardua e vi terrà impegnati per parecchie ore. Il level design operato dal team di Toys for Bob è un concentrato di sadismo e genialità, caratterizzato da livelli più lunghi rispetto al passato e trappole sempre più letali, senza contare i nascondigli sempre più improbabili per le casse di frutti Wumpa. La presenza di più personaggi giocabili e delle quattro maschere hanno certamente contribuito a rendere il gioco un titolo degno di nota strappando i consensi della critica, ma non sono state sufficienti per convincere il pubblico che, forse frenato dal livello di difficoltà cospicuo, ha accolto il titolo con più freddezza rispetto alla N. Sane Trilogy.

Wumpa d’oro

Crash Bandicoot 4: It’s About Time

Con l’uscita delle nuove console, non poteva mancare una riedizione next gen di Crash Bandicoot 4: It’s About Time, con tanto di update gratuito per chi possedeva già una copia del titolo su PS4 o Xbox One. Grazie a questo aggiornamento sarà possibile infatti godersi l’ultima avventura di Crash Bandicoot ad una risoluzione nativa di 4K a 60fps su Xbox Series X e PS5, mentre upscalata, sempre a 4K, per quanto riguarda Series S. I caricamenti di intermezzo sono stati diminuiti drasticamente rispetto al passato ed è stato introdotto anche il supporto all’audio 3D, un ottimo espediente per immergersi totalmente nello strampalato mondo del peramele più conosciuto dei videogames, oltre che ad alcuni chicche legate all’utilizzo del feedback aptico del controller DualSense su PS5. Se già il gioco faceva la sua porca, o meglio, marsupiala figura sulle piattaforme della scorsa gen, Crash Bandicoot 4: It’s About Time risulta essere ancora più bello da vedere su quelle di nuova generazione. I movimenti godono di una maggiore fluidità rispetto alle versioni PS4/XOne grazie ai 60fps, fluidità di cui beneficiano anche le cutscene, in precedenza minate da un anomalo e fastidioso problema di frame rate instabile. A trarne vantaggio sono sicuramente anche gli splendidi e coloratissimi fondali, qui ancora più definiti e sgargianti grazie al 4K.

Parlando di contenuti, la versione PS5 e Xbox Series S/X non aggiunge assolutamente nulla rispetto alla sua prima edizione, confermando comunque una longevità di tutto rispetto se considerato il livello di sfida offerto e la mole di stage primari e secondari presenti. La natura gratuita dell’update infine non fa in alcun modo rimpiangere l’assenza di contenuti aggiuntivi, aggiornamento reso ancor più appetibile dalla possibilità di sfruttare su PS5 e Xbox Series i salvataggi effettuati sulle vecchie console in modo da poter riprende la propria avventura laddove la si era interrotta. Questo update di Crash Bandicoot 4: It’s About Time si rivolge quindi perlopiù a chi non ha ancora potuto cimentarsi nella nuova avventura del bandicoot oltre che a tutti coloro che hanno acquistato un nuovo hardware in corso d’opera, ma non offre altre soluzioni di rigiocabilità per chi invece l’ha già portato a termine.

Crash Bandicoot 4: It’s About Time

L’update di Crash Bandicoot 4: It’s About Time non fa altro che riconfermare quindi la qualità complessiva del gioco (vi invitiamo a leggere la nostra recensione per la versione old gen) limitandosi a “rispolverare” l’aspetto tecnico senza alcun tipo di aggiunte in termini di contenuti. Un platform dal sapore retrò che riesce a mescolare tradizione ed innovazione ridando il giusto lustro ad una saga fin troppo travagliata dopo un periodo d’esordio da pietra miliare del videogame. Da segnalare però l’eccessiva difficoltà in alcuni frangenti, soprattutto negli stage bonus e nella raccolta dei collezionabili, cosa che fa di Crash Bandicoot 4: It’s About Time un titolo adatto perlopiù ai fan di vecchia data.