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Le influenze di Berserk nei videogiochi | Speciale

Lo scorso 8 maggio, il creatore del manga di fama mondiale Berserk Kentaro Miura è passato a miglior vita. Un colpo duro per il mondo dell’illustrazione nipponica e oltre, data l’importanza del manga e della sua influenza nel settore sin dalla sua prima pubblicazione datata 1989. Sin da allora, l’impatto di Berserk nel mondo dark-fantasy è innegabile, ispirando moltissimi creativi nella realizzazioni delle proprie opere, comprendendo pure il settore dei videogiochi.

Per chi non ha visto l’anime o letto il manga, molti riferimenti sicuramente gli saranno sfuggiti, anche quelle più palesi come vedremo tra poco. C’è chi ha voluto omaggiare Berserk o c’è chi ha preso dei concetti per poi riadattarli ai propri giochi, dimostrando quanto l’opera del maestro Miura fosse unica e visionaria.

I giochi dedicati a Berserk

Come è giusto che sia, parliamo prima dei giochi dedicati a Berserk che nel corso degli anni non sono mai mancati, toccando molteplici generi. Il primo e memorabile gioco dedicato all’opera di Kentaro Miura risale al 1999 con “Sword of The Berserk: Guts’ Rage” per Dreamcast. Il gioco è ambientato durante l’Arco del Falco Millenario, anche se la storia trattata non è considerata canonica nonostante il progetto sia stato supervisionato da Miura in persona, oltre a essersi occupato di tutto il comparto artistico.
L’Hack and Slash della Eidos Interactive e Yuke’s ottenne un notevole consenso da parte della critica internazionale e tutt’ora è considerato un must have per la datata console Sega.

Dopo il successo di vendite che ottenne il gioco, specialmente in Giappone, la Yuke’s produsse un sequel per Playstation 2 intitolato “Berserk Millenium Empire Arc: Chapter of the Holy Demon War”, ma in esclusiva per la terra Nipponica. Però a differenza del titolo per Dreamcast, questo non aveva una storia originale, ma bensì era un adattamento del manga partendo dal volume 22 al 27. Fu una cosa apprezzata dai fan in quanto l’anime degli anni 90’ copriva solamente gli eventi dell’Età d’Oro, oltre al fatto che il doppiaggio era affidato agli stessi che hanno lavorato all’amato anime.

Il gioco più recente dedicato a Berserk mai pubblicato è “Berserk and the Band of the Hawk” di Koei Tecmo e Omega Force’s per Pc, Playstation 4, Playstation Vita e Playstation 3 (esclusiva Giappone) rilasciato nel febbraio 2017. Conosciuto come Berserk Mosou in Giappone, il gioco è un crossover tra la serie Dynasty Warriors e Berserk, adattando il manga fino all’arco del “Falco dell’imperio millenario”. Come suggerisce il nome affidatogli, il gioco è un mosou simile ai titoli della saga di One Piece: Pirate Warriors che tratta la storia di Berserk fino agli ultimi volumi, ricco di scontri frenetici e boss fight memorabili. Il gioco tutt’ora è considerato uno dei mosou meglio riusciti del genere, offrendo al giocatore un giusto equilibrio di gameplay frenetico e narrativa, colpendo nel segno l’obbiettivo di adattare un manga immenso come Berserk.

I giochi ispirati da Berserk

Sull’influenza che Berserk ha lasciato nei videogiochi ne potremmo parlare per ore, considerando poi la profondità di alcuni titoli. Quello di sicuro che è certo è che i titoli che tratteremo li avrete sicuramente giocati, o almeno sentito parlare.

Hidetaki Itsuno si è sempre mostrato grande fan di Berserk, e dopo anni a dirigere il franchise di Devil May Cry, al GDC talk del 2019 ha confessato che Devil May Cry 5 è ispirato fortemente allo stile e ai toni cupi del manga di Miura, come anche gli altri capitoli precedenti. Un’altra firma dell’amore di Itsuno verso Berserk è che in Dragon’s Dogma vi si può trovare l’armatura di Gatsu e Griffith, realizzate in collaborazione con lo studio di produzione dei film “Berserk: Golder Age Arc” per promuovere l’uscita dei film nelle sale.

Anche Yoko Taro, ultimamente acclamato dalla stampa per Nier: Replicant, ha sempre mostrato la sua passione nei confronti dell’immaginario di Berserk, esplorando nei suoi giochi temi dark e maturi. Taro ha affermato in passato che il protagonista di Drakengard, Caim, è stato ispirato da Gatsu. Un altro palese riferimento è che l’arma Broken Iron in Drakengard e NieR abbia una strana somiglianza con la spada di Gatsu, la Dragon Slayer.

Infine, una serie di giochi dove possiamo affermare che il manga di Berserk è la principale fonte di ispirazione: From Software e tutti i suoi giochi da Demon Souls a oggi. Ovviamente è un’esagerazione, anche se moltissimi elementi dell’universo narrativo sono stati letteralmente trasposti dal manga ai videogiochi: come il semplice riferimento dello Spadone Grosso o dell’assomiglianza di Andre di Astora a Godo, fino ad arrivare all’eclissei (cit.) in Dark Souls 3. Armi, nemici, boss, ambientazioni e concetti sono elementi che si sono ispirate a Berserk e che il genio di Hidetaka Miyazaki è riuscito a trasporre nei suoi giochi in una maniera eccelsa, trasformando l’ispirazione in originale. I riferimenti sono tantissimi e noi siamo fortemente convinti che la volontà di Miyazaki fu quella di omaggiare il maestro Miura donando al giocatore le stesse sensazioni che il Designer provò leggendo Berserk, ma questa volta gamepad alla mano.

Possiamo dire che chiunque ami Berserk, partendo dai creativi citati pocanzi, comprendendo anche noi semplici lettori, da quelli più grandi ai più piccoli, fino ad arrivare a chi non piace il manga del maestro Miura ma che ne riconosce l’effettivo valore. In 30 anni si è sempre parlato della filosofia di Berserk, della sua importanza nei tempi moderni e di come Miura abbia effettivamente lasciato un segno indelebile in tantissimi settori, mostrando come l’illustrazione nei manga non è solamente un insieme di tavole, ma una pura e vera galleria d’arte da ammirare e riflettere. Kentaro Miura può essere definito tranquillamente un’artista, un creativo che riesce a faceva intuire ai lettori l’amore della sua professione attraverso i dettagli di ogni suo singolo disegno. Un uomo che sempre verrà ricordato e che ha ispirato e che ispirerà moltissime persone di qualsiasi settore. Grazie Kentaro Miura.