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L’appello di Greenberg: non chiamate vostro figlio Game Pass

Un nome improbabile, ma non cosi improbabile

Ci sono genitori capaci di troppa fantasia nel dare nome ai propri figli, altri invece di fantasia ne hanno ben poca, e appioppano nomi improbabili alla propria prole. Ecco perché Aaron Greenberg, capo della divisione marketing di Xbox, nel corso di una diretta streaming della Gamescom 2021, ha rivolto un appello ai futuri genitori: quello di non chiamare il proprio figlio o la propria figlia Game Pass.

Per quale motivo una simile raccomandazione? Per un episodio che ha avuto protagonista Bethesda che, nel 2011, durante la QuakeCon, vide una donna andare in travaglio sul luogo dell’evento e uno degli intervistati, scherzando, disse che il nascituro si sarebbe dovuto chiamare come il protagonista di The Elder Scrolls V: Skyrim, Dovahkiin. Ciò non accadde in quel frangente, ma accadde in un futuro, ad una differente coppia, che realmente battezzò il proprio figlio Dovahkiin.

A questa coppia Bethesda decise di fare un dono: una fornitura gratuita dei propri giochi per la loro intera vita. Ecco perché Greenberg ha deciso di mettere le mani avanti chiedendo di non battezzare il proprio figlio come il popolare servizio ad abbonamento Game Pass. Uno degli intervistati ha anche colto l’occasione per sottolineare come, almeno negli Stati Uniti, è contro la legge battezzare il proprio figlio con quel nome.

Certamente Xbox Game Pass è un servizio di grande qualità e innegabile successo, ma da qui a chiamarci un figlio il passo è decisamente più lungo della gamba, e forse conviene orientarsi verso un nome più tradizionale, o anche qualcosa di più originale, inteso come un nome di propria invenzione o di proprio gusto. V’immaginate se il vostro nome fosse Game Pass? Temo per un bambino o una bambina con un tale nome le scuole sarebbero potenzialmente un inferno, perché con un tale nome sarebbe come servirli su un piatto d’argento ai bulli di ogni scuola.

Fonte: GameSpot

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Giovanni Carrieri

Giovanni Carrieri

Amante dei videogiochi sin dalla più tenera età ho trascorso la fanciullezza sulle console per poi passare, crescendo, al PC, mia attuale piattaforma di riferimento. Amo in particolar modo i giochi di ruolo e gli adventure, specie se open world e con una componente narrativa ben scritta e sceneggiata. Non disdegno il gioco multiplayer, sempre che la compagnia sia buona.

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