Oggi faremo un salto indietro nel tempo nel mondo dei supporti di memoria, parlandovi di una tecnologia che ormai non è più disponibile, almeno nella sua forma originale. Ecco di cosa si tratta.
La tecnologia ha fatto dei passi da gigante nel corso del tempo, e considerando come si sviluppano rapidamente device e nuove apparecchiature, abbiamo idea che tutto ciò proseguirà anche in futuro. Il floppy disk è un qualcosa di cui tutti i più “attempati” avranno memoria, e che oggi non viene più utilizzato. Si tratta di un supporto di memoria digitale di tipo magnetico, che fu inventato da un colosso del settore, ovvero la IBM.

Pensate che la sua creazione risale addirittura agli anni Sessanta, ed è stato molto in voga sino alla fine degli anni Novanta, prima di essere rimpiazzato da dispositivi ben più moderni. Esso è stato per decenni il metodo più utilizzato per la memoria esterna, e nei computer dell’epoca era un oggetto fondamentale. Andiamo a scoprire la sua storia, che ha lasciato in eredità qualcosa anche ai nostri tempi.
Floppy disk, oggi la sua immagine è associata al salvataggio di dati
Essendo stato popolarissimo per circa 30 anni, l’immagine del floppy disk viene ancora utilizzata per simboleggiare il salvataggio dei dati nelle nostre interfacce sui computer, e questa funzione è rimasta attiva anche quando la tecnologia del supporto fisico divenne ormai superata. La struttura di questo device è composta principalmente da sette elementi:

- Indicatore del disco ad alta capacità;
- Perno del disco;
- Linguetta protettiva;
- Plastica dell’involucro;
- Poliestere protettivo;
- Disco magnetico;
- Settore di scrittura
Il floppy disk venne al mondo nel 1967, ed il suo sviluppo fu molto rapido e duraturo nel tempo, visto che subì diversi aggiornamenti sino agli anni Ottanta. Divenne così il supporto di memoria più utilizzato, ma anche più capiente e meno ingombrante, venendo così utilizzato come memoria di massa economica. L’aumento delle dimensioni del software, all’inizio degli anni Novanta, portò a distribuire diversi programmi su più floppy disk, così da inserire una parte di software in ciascun disco. Per questo motivo, si iniziò a trasportare la distribuzione dei software sui CD-ROM, sino al progressivo abbandono di questa tecnologia.
