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Epic Games ottiene l’appoggio del Giudice ma è Apple ad aver vinto in realtà la causa

A conti fatti cambierà poco o nulla.

Venerdì 9 settembre 2021 è finalmente stata resa nota la sentenza dell’ormai celeberrimo processo riguardante Epic Games ed Apple, compagnie queste che sono giunte allo scontro in tribunale a causa della gestione delle microtransazioni riguardanti Fortnite.

Ebbene il giudice Yvonne Rogers ha emesso l’attesa sentenza, affermando che il colosso di Cupertino non può in alcun modo impedire al publisher di Fortnite di inserire gli acquisti in-game all’esterno dell’App Store, eludendo in questo modo le tasse da pagare per ogni acquisto effettuato nello store digitale di Apple.

Rogers ha infatti affermato che l’azienda a cui dobbiamo iPhone e Mac deve sottostare alle leggi della California, con l’ingiunzione che sarà attiva tra 90 giorni. Ma sì, le cose in realtà sono molto, molto diverse rispetto a quanto ci si poteva aspettare.

Difatti Apple è sì costretta ad aprire l’App Store ad altre forme di pagamento, ma queste non devono essere delle forme di pagamento dirette in-app. Insomma in sintesi possiamo affermare con una certa sicurezza che il modello di business di Apple ha convinto pienamente il giudice di cui sopra, con il colosso di Cupertino che deve essere giustamente ricompensato per l’ecosistema che è riuscito a creare.

Sostanzialmente l’azienda degli iPhone deve ottenere del guadagno, stando alle attuali leggi americane, per ogni prodotto che finisce sul suo store digitale.

Queste sono le dichiarazioni di Kate Adams, Apple Senior Vice President and General Counsel, in merito alla sentenza di cui sopra:

Siamo molto soddisfatti della sentenza della Corte e consideriamo questa sentenza una grande vittoria per Apple. Questa sentenza stabilisce infatti che il “successo di Apple non è illegale”, come ha detto il giudice. La Corte ha stabilito infatti che “sia Apple che gli sviluppatori di terze parti come Epic Games hanno simbioticamente beneficiato della sempre crescente innovazione e crescita dell’ecosistema iOS. La Corte ha confermato, dopo aver esaminato le prove di un processo durato 16 giorni, che Apple non è un monopolista in nessun mercato rilevante e che i suoi accordi con gli sviluppatori di app sono legali secondo le leggi antitrust.Permettetemi di ripeterlo:La Corte ha trovato che Apple non è un monopolista sotto “le leggi antitrust federali o statali”. Stiamo ancora analizzando la decisione che è lunga 180 pagine, ma il titolo è che il modello di business dell’app store di Apple è stato convalidato. La Corte ha correttamente respinto la visione “artificiale” di Epic dell’ambiente competitivo in cui opera Apple e ha stabilito che “gli sviluppatori come Epic Games hanno beneficiato dello sviluppo e della coltivazione dell’ecosistema iOS di Apple, compresi i suoi dispositivi e il software sottostante”. Alla base del business dell’App Store c’è una struttura, tra cui App Review, che si cura della protezione e della privacy dei nostri utenti.La Corte ha stabilito che questo quadro è legittimo e Apple aveva tutto il diritto di bloccare l’account sviluppatore di Epic su App Store.Il rigoroso processo di Apple per la revisione delle app protegge inoltre i consumatori.Come ha osservato la Corte, “la sicurezza e la privacy sono rimaste un elemento di differenziazione competitiva per Apple”.La Corte ha convenuto, e cito, che “fornendo queste protezioni, Apple fornisce un’esperienza utente sicura e affidabile su iOS”.Importante, la Corte ha anche riconosciuto il valore della sempre crescente innovazione di Apple e la crescita dell’ecosistema iOS. In breve, questa è una vittoria clamorosa e sottolinea il merito del nostro business sia come motore economico che competitivo.”

Quindi grazie a questa nuova sentenza gli sviluppatori sono ora liberi di fare effettuare degli acquisti altrove, ma in questo caso devono mettere su una piattaforma dedicata. E questo elemento porta a galla un bel po’ di problemi di non poco conto, perché i vari team devono prima di tutto realizzarla, renderla sicura e dopo di queste cose riuscire a convincere il pubblico a non effettuare un acquisto diretto in-game, inserendo i dati della propria carta di credito su un sito esterno all’App Store. Il tutto mentre prima gli bastava effettuare un semplice click all’interno del gioco in questione e l’acquisto era effettuato.

C’è inoltre da considerare come ad oggi il 98% degli sviluppatori di app che guadagnano grazie l’App Store pagano soltanto il 15% delle commissioni, invece del 30%, poiché guadagnano meno di 1 milione di euro. Cosa questa che li induce ancora di più a non cambiare nulla del proprio business.

Fonte: DDay

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Alberto Rossi

Alberto Rossi

Nasco Nintendaro grazie al Super Nintendo per poi subìre la seduzione d'altri lidi, con monoliti neri e croci verdi. Per fortuna che ancora una volta arrivò Navi a dirmi: "Ehy listen..."

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