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Cloudpunk | Recensione

Con tutta la pioggia incessante (figurativa e letterale) che sta sommergendo in questo periodo il genere cyberpunk a causa del suo fulminante ritorno in auge, vi aspettavate davvero che il mercato dei videogiochi non prendesse – almeno in parte – il testimone? Saranno passati anche anni dall’uscita di film cult come Jhonny Memnoic e Blade Runner o dagli intriganti libri di Gibson, dove il cielo è scuro e la notte è più luminosa del giorno nei locali rave e nelle lussuose sale delle multinazionali, ma il buon cyberpunk non muore mai per davvero – perchè la distopia è insita nell’umano. E mentre aspettiamo la venuta dell’attetissimo gioco della CD Projekt, dopo titoli piuttosto spigliati sul tema come The Red Sings Club o Ruiner, Game-Experience vi propone ancora una volta il colorato e oppressivo futuro immaginario di Cloudpunk in questa recensione, creato dai ragazzi della ION LANDS.

Tra Blade Runner ed il Quinto Elemento
Cloudpunk ed i veicoli tra le nuvole.La storia di Cloudpunk è semplice e fila dritta al punto: la nostra protagonista Rania arriva dalla costa orientale ed è nuova nella città di Nivalis, suggestiva metropoli che si distende all’infinito. Per sopravvivere, come tutti, ha bisogno di un lavoro e Rania si affida ad un’azienda di trasporti chiamata Cloudpunk, che fa consegne ai margini del legale per corporazioni, sindacati e criminali. La ragazza ha nostalgia della sua vecchia vita meno estraniata e dipendente dalle tecnologie, ma comunque accetta di buon grado il lavoro e già dalla prima notte le assegnano un HOVA, un aero-veicolo per girare tra le strade sospese nel cielo di Nivalis, ed un capo che lei conosce solo col nome “Controllo”. Non avete da temere se pensate di diventare (solo) i fattorini delle consegne di Novalis: Cloudpunk è principalmente un gioco di esplorazione nella città estremamente viva e stratificata in cui Rania si ritrova.

Una città vasta e dettagliata
In giro per le strade!Solo in apparenza sandbox, Cloudpunk è in realtà un gioco di avventura molto lineare dove le missioni, l’esplorazione e le vicende seguono quasi del tutto l’incedere della storia, senza troppe divagazioni. Sull’HOVA passeremo la quasi totalità del nostro tempo a sfrecciare per i cieli, sfruttando il nostro mezzo per effettuare le consegne nel minor tempo possibile: l’auto volante che all’inizio è a malapena un pezzo di ferraglia potrà essere migliorata col tempo, sia nella guida che nell’estetica. Come già si era anticipato, giocheremo nei panni di Rania, giovane corriere di una compagnia di spedizioni prettamente illegale della città. Le missioni non sono niente di più che tragitti dal punto A al punto B e viceversa, per andare a prendere pacchi e a portarli. Durante il viaggio, Rania verrà seguita da Camus, la sua personale IA scaricata nell’automata dell’HOVA, un moderno fido sintetico che oltre a darle indicazioni, discuterà attivamente con Rania a proposito delle sue scelte e diventera ben presto il suo migliore – e unico – amico. Ma scegliere cosa? La nostra protagonista è una brava ragazza e il suo lavoro, per quanto redditizio, è pur sempre illegale: partita senza farsi troppe domande, inizierà pian piano a rendersi conto della portata delle sue azioni. Le consegne si faranno mano a mano più sospette e a volte anche inquietanti, costringendola a rivalutare se consegnare o no un dato pacco – scelte, appunto, che influenzeranno anche la sua carriera e gli eventi dentro Nivalis. Nel frattempo, continueremo a guidare l’HOVA: pilotarlo si dimostrerà semplice sia da pad che da tastiera e mouse, potendo controllare l’altezza, l’accellerazione e le semplici interazioni con pochi tasti. Guidare il mezzo sarà invece un altro paio di maniche invece, dovendo sfidare il traffico intenso e seguire una mappa della città che all’inizio non risulta semplice da comprendere. Volendo, potremmo guidare a sproposito dentro Nivalis sfrecciando tra i complessi grattacieli, senza seguire troppo direzioni e strade – ma per le consegne dovremo cercare un parcheggio e scendere a piedi, cosa che ci costringerà a cercare la famosa “P” sulla mappa, incrociando le dita nel frattempo per trovare posto. Una volta posteggiato, il gioco passerà alla visuale esterna, facendoci seguire le orme della protagonista in prima persona o in terza a nostra discrezione, che a piedi deve raggiungere il punto stabilito per il ritiro del pacco. Potremo così proseguire nell’esplorazione degli anfratti più suggestivi della metropoli mentre ci rechiamo alla destinazione, parlando intanto con PNG per le missioni secondarie e (dopo il pagamento in Lim, la valuta del gioco) acquistando cibo in strada dal chiosco del Ramen, cercando negozi che vendano potenziamenti per il nostro veicolo e decorazioni per l’appartamento che riceveremo a seguito del lavoro svolto. L’HOVA ha anche bisogno di carburante per volare, e si danneggerà nel caso di collisioni con altri veicoli, muri, edifici e anche pali. Potremo quindi fermarci di tanto in tanto a fare il pieno pagando sonanti Lim, e all’officina a far riparare il mezzo. A dire il vero, girare con un veicolo bozzato o intatto non cambia molto il nostro modo di giocare, a parte l’estetica. Le collisioni non penalizzano difatti velocità o potenza del nostro trasporto, mentre fermarci all’officina sarà obbligatorio per montare nuovi miglioramenti o scegliere un nuovo modello di macchina volante.
Degno di nota in Cloudpunk è che i tantissimi PNG che potremo incontrare lungo la strada non fanno solo da contorno e da datori di lavoro per accedere a quest secondarie e alla raccolta di collezionabili, ma avranno modo di riempire il particolare mondo del gioco con le proprie storie, affanni e anche tanta lore che andrà a spiegarci meglio il particolare funzionamento di Nivalis. Nota dolente invece sono i punti di riferimento, i waypoint sulla mappa che l’estrema verticalità delle mappe faranno avvertire come lontanissimi o complicati da raggiungere: a piedi, dovremo difatti inventarci giri strani per arrivare ad ascensori e teletrasporti, magari sovrapposti ad altri piani – con parcheggi che si allontaneranno sempre più dalla nostra destinazione. Se da un lato il level design è quindi ben stratificato, dall’altra andrà a impattare piuttosto frequentemente sulla godibilità del gameplay, che non è già molto vario e dinamico per conto suo e che più di una volta si dimostra limitato dal classico “vai al punto A al punto B”.

Piacevole, ma con una pessima ottimizzazione
Negozi e pacchi da consegnare.Cloudpunk, contrariamente a giochi molto realistici dello stesso genere, ha preferito adottare un approccio controtendenza, optando per una grafica in pixel art molto particolare – molto retrò – con cui modellare personaggi e mezzi, che rende bene l’idea del mondo cyberpunk davanti a cui ci troviamo. L’atmosfera notturna, illuminata dai riflessi e dai neon, e la pioggia incessante che scende sulla città riflettono le emozioni cupe dei suoi abitanti e le preoccupazioni della protagonista, e rendono Nivalis viva e interessante. Il comparto audio aiuta sotto questo aspetto, offrendoci un ottimo repertorio di musiche synthwave che terranno incollati allo schermo gli amanti della fantascienza alla Gibson, piena di note vivide e colori fulminanti per gli occhi. Sempre sotto il profilo audio, il gioco è localizzato in inglese per il parlato e in italiano per i sottotitoli. Purtroppo Cloudpunk gode di poca longevità dovuta al continuo ripetersi delle missioni. A differenza della versione su pc, che risulta scorrevole e piacevole, il titolo per console soffre per l’ottimizzazione mal realizzata, tra comandi poco responsivi, cali di frame, qualche freeze e caricamenti prolungati tra i vari distretti di Nivalis.

Versione provata: Ps4

Piattaforma: Pc, Ps4, Xbox One, Switch
Pegi: 18+
Longevità: 10-15 ore
Sviluppatore: ION LANDS
Editore: ION LANDS, Maple Whispering Limited
Lingua: inglese, sottotitoli localizzati in Italiano
Anno: 23 aprile 2020
Tipologia: Fantascienza, story-driven, avventura

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