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Age of Empires 3: Definitive Edition | Recensione

Age of Empires 3: Definitive Edition arriva a chiudere il cerchio iniziato qualche anno fa con l’avvento delle remastered di AoE 1 e 2, volte probabilmente a rilanciare l’interesse (come se ce ne fosse bisogno) verso Age of Empires IV. Il terzo capitolo, non è un mistero per gli appassionati, è ovviamente il più debole della serie, quindi anche questa remastered risente moltissimo della qualità altalenante del gioco originale. 

La rinascita della civiltà

Se infatti Age of Empires: Definitive Edition e Age of Empires II: Definitive Edition erano eccezionali dal punto di vista del gameplay, a patto di accettare il venti anni di passaggio, non si poteva dire lo stesso per quanto riguarda la parte tecnica, ancorata purtroppo sempre a delle restrizioni dettate dall’età. In Age of Empires 3: Definitive Edition la situazione è invece capovolta: siamo di fronte ad un ottimo comparto estetico, ma intaccato da un gameplay assolutamente non all’altezza. 

age of empires 3Le motivazioni sono da ricercare innanzitutto nell’eccessiva semplificazione delle meccaniche rispetto ai due giochi precedenti, nel tentativo di attirare il pubblico di massa. Code di costruzione più veloci, micro management ridotto all’osso, risorse passate da cinque a tre tipi, con conseguente eliminazione della loro scarsità e dei combattimenti legati al loro possesso. Tutto questo si è tradotto in partite molto più veloci ed immediate, adatte ai neofiti, ma che hanno inevitabilmente tolto profondità alla formula originale. Se fate un giro nel sottobosco degli appassionati, vedrete che tutto quello che rimane di Age of Empires III sono i meme. Tutto questo non è stato possibile correggerlo proprio perché siamo davanti una remastered e non un vero e proprio remake (che speriamo arriverà con il quarto capitolo),  finendo inevitabilmente per penalizzare il prodotto finale, nonostante alcune aggiunte ex novo. La Città Madre è la prima e più importante, rappresentando di fatto la capitale della vostra civiltà che vi fornirà dei bonus aggiuntivi durante le partite man mano che andrete avanti. Una buona idea, ma che finisce inevitabilmente per annullare qualsiasi tipo di varietà tra i popoli perché si tenderà ad utilizzare sempre la stessa civiltà per poter sbloccare più bonus possibili. E’ un vero peccato, proprio perché Age of Empires 3: Definitive Edition è il capitolo con il maggior numero di fazioni ben distinte tra loro. 

Nuovo e migliore?

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L’altra grande novità è rappresentata da ben due nuove civiltà, ovvero gli Svedesi e gli Inca. I primi sono specializzati tantissimo nelle tecniche difensive, una sorta di Teutoni in 3D alla AoE 2; i secondi invece sono nettamente più aggressivi e incredibilmente potenti, tanto da farci sorgere dei dubbi sul loro bilanciamento.  Per il resto abbiamo delle nette migliore al matchmaking, un imprescindibile cross play e nuove mappe multiplayer, che potranno tenervi impegnati per tutti i mesi a venire, considerando il prezzo irrisorio a cui viene venduto. 

Il comparto tecnico di Age of Empires 3: Definitive Edition è quello che ovviamente ha subito gli interventi maggiori, per i quali gli sviluppatori hanno potuto sbizzarrirsi in maniera differente rispetto ai primi due episodi. Abbiamo quindi modelli tridimensionali molto più definiti, animazioni più fluide e decisamente più belle da vedere e la stessa distruzione degli edifici è stata completamente riscritta, risultando molto più appagante dal punto di vista visivo. Chicca non trascurabile, la completa riscrittura dei filmati nelle campagne, ora sviluppata con il motore di gioco, che rende finalmente onore alla struttura del single player. Ottimo anche il lavoro svolto sull’IA, ora davvero performante soprattutto ad alti livelli di difficoltà, che renderà la vostra avventura davvero ostica anche se siete veterani. 

Versione testata: PC Steam

Versioni disponibili: PC Steam

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