ARTICOLI

Recensione | Age of Empires: Definitive Edition

Viviamo in un periodo storico decisamente strano per il mondo videoludico: nomi provenienti dal passato che ritornano con sempre maggior insistenza, tra gli applausi dei membri della “vecchia scuola” e l’interesse dei neofiti nel notare tutta questa eccitazione per giochi vecchi che tornano in vita. E’ il caso di Age of Empires, primo di una serie di titoli RTS (acronimo di Real Time Strategy) targati Microsoft Studios/ex Ensemble Studios ben prima che la casa di Redmond pensasse anche solo lontanamente di entrare nel mondo videoludico con le console Xbox. Va detto che il brand vive al giorno d’oggi grazie non solo ad una fanbase appassionata ma anche grazie alla recente versione HD rilasciata su Steam del ben più celebre Age of Empires II: The Age of Kings, da sempre considerato il capolavoro della serie. Con Age of Empires: Definitive Edition però si vuole andare oltre, almeno a livello tecnico, proponendo un remake con stile grafico attuale. Riuscirà un gioco con più di 20 anni sulle spalle a divertire ancora oggi?

LA STORIA DA GIOCARE

Age of Empires: Definitive Edition è strano tra le mani di chi ha vissuto quell’epoca fatta di avventure grafiche, city builder e RTS su PC: è un vero tuffo nel passato già dai primi istanti di gioco grazie alla narrazione vocale che introduce in uno specifico scenario con tanto di tab “cenni storici” per informarsi su eventi realmente accaduti centinaia di anni fa. Era una caratteristica tipica di strategici e city builder della seconda metà degli anni ’90: darsi una parvenza “educativa”, probabilmente per risultare più digeribili a genitori e parenti vari. Si inizia con la campagna tutorial single player ambientata nell’Antico Egitto, la fusione di Alto e Basso impero fino alla grandiosità delle piramidi per poi passare a Grecia, Antica Roma, Impero Cinese e così via passando in rassegna tutte le più importanti civilità dall’età della pietra all’era del ferro. Un abbozzo di trama che segue eventi storici ben precisi e siamo pronti a gestire il nostro personale impero in ascesa: Age of Empires: Definitive Edition non differisce dal prodotto originale in nulla…e quando dico nulla intendo proprio NULLA eccezion fatta per il comparto grafico.

Sul fronte estetico il lavoro svolto dagli sviluppatori è certamente lodevole: il gioco funziona molto bene grazie ad una grafica pulita e brillante, animazioni fluide e piacevoli coronate da 60fps stabili anche su configurazioni non proprio recenti. Si passa a volte ai 30fps in situazioni davvero troppo ricche di elementi su schermo ma nulla di allarmante. Anche gli effetti d’acqua e di luci dinamiche sono di ottima fattura, rendendo questo Age of Empires: Definitive Edition sicuramente la versione esteticamente più apprezzabile del titolo che ha dato il via ad una serie così famosa. Chi ha avuto modo di muovere i primi passi nel mondo degli strategici con l’originale Age of Empires riconoscerà con piacere un gran numero di meccaniche note: coda di produzione in specifici edifici, potenziamenti per le truppe in modo da personalizzare le battaglie secondo il proprio stile strategico, un gran numero di civilità tra le quali scegliere per cimentarsi nella gestione di economia e battaglie. Il problema principale salta fuori dopo un pò di tempo, soprattutto se l’utente in questione è appassionato di RTS ed ha seguito il genere nel corso degli anni.

MARCIATE E DISPERDETEVI

Se da un lato la sensazione di “già visto” potrebbe inizialmente risultare piacevole, notare come gli sviluppatori abbiano lasciato il gioco esattamente com’era nella sua versione 1997 a livello di gameplay fa rapidamente scemare la sensazione positiva lasciando il posto ad alcune frustrazioni poco intriganti. Le truppe marciano disordinatamente da un punto all’altro senza la possibilità di dare ordini di formazione o di comportamento specifici: è soltanto possibile muovere il gruppo, definire se adottare un atteggiamento aggressivo o più difensivo. Non è una sorpresa rendersi conto del perchè Age of Empires II: The Age of Kings è considerato un capolavoro intramontabile e probabilmente il miglior episodio della serie finora: la gestione delle truppe è perfetta e variegata permettendo ampia personalizzazione. In Age of Empires: Definitive Edition siamo invece ancora fermi ad una gestione delle unità dell’epoca pre-Windows 98 con tutti i problemi del caso: truppe che si spostano male, cavalieri che fanno giri larghi attorno a macchie di vegetazione perchè la zona di destinazione è occupata da altre unità e via discorrendo.

Un cambiamento radicale è dato dalla IA, che però presenta un punto a favore ed uno a sfavore: l’intelligenza artificiale è settata su livelli più alti rispetto al passato e questo sarebbe un bene…se non fosse che a volte verremo “rushati” senza pietà all’inizio della partita da miriadi di unità nemiche probabilmente già presenti a causa dello scenario pre-made. Risultato: ci ritroveremo spesso a riavviare alcune missioni in particolare ed a variare le nostre strategie per resistere ad attacchi iniziali spietati, per poi inseguire truppe nemiche sparse che si comportano in modo assurdo in fasi avanzante del match. Di fatto Age of Empires: Definitive Edition è la copia esatta del titolo originale seppur con uno stile grafico moderno: sono ovviamente presenti tutte le modalità aggiuntive come la creazione di scenari, mappe e missioni (sempre apprezzabilissima come feature) e la possibilità di competere con altri giocatori in partite multiplayer. Qui spesso casca l’asino come si suol dire: la longevità di un gioco come questo deriva indubbiamente dalla presenza di giocatori online, ma con le premesse di gameplay appena spiegate siamo certi che ai nostri tempi qualcuno vorrà cimentarsi in un titolo dalle meccaniche buone ma tutto sommato grezze? Ai posteri l’ardua sentenza…per il momento possiamo soltanto dire che Age of Empires: Definitive Edition è sicuramente un buon titolo ma si ferma a questo: riproporre copie-carbone di giochi gloriosi a 20 anni di distanza è un’ottima operazione che mescola marketing e nostalgia, ma potrebbe (o ancor meglio DOVREBBE) essere l’occasione per ripulire il prodotto originale dai difetti e presentare la versione perfetta. Così non è stato.

PRO:

  • Remake graficamente eccellente sotto tutti i punti di vista
  • Classico gameplay da RTS anni ’90…

CONTRO:

  • …che ormai si rivela però completamente fuori dal tempo: nessun miglioramento apportato alle svariate meccaniche legnose
  • I comandi touch implementati sono praticamente inutili: sempre meglio un buon joypad

Versione testata: PC

Voto: 7