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Il 2022 di Xbox, siamo azionisti o giocatori?

Uno dei temi più caldi degli ultimi giorni riguarda sicuramente il rinvio di Redfall e Starfield su Xbox Series X|S, la reazione dei giocatori e dell’intera industria del videogioco, da Phil Spencer agli influencer fino a ex-sviluppatori abbastanza famosi ci ha dato modo di avere un quadro della situazione più chiaro. Il dibattito è ancora in pieno fervore e, tra schieramenti e becera console war, abbiamo deciso di tirare un po’ le somme.

Il rinvio di Redfall e Starfield peseranno come un macigno nel già povero 2022 di Xbox? Forse

Sarò sincero, questa generazione di console, vuoi a causa del Covid, della crisi dell’hardware o dell’invasione delle remastered e dei remake, mi sta dando davvero poche soddisfazioni. Volendo evitare di dover mettere le mani avanti, prima ancora di essere un redattore, io sono un videogiocatore appassionato e, come tutti, un consumatore, non ho preferenze in quanto ho sempre avuto la fortuna di poter giocare a tutto in ogni piattaforma, lasciamo fuori dalla porta la console war, almeno in questa sede. Prima di arrivare al punto dolente, ovvero al rinvio di Starfield e Redfall, ritengo sia giusto riflettere per un attimo sull’attuale situazione. La next-gen di Microsoft è partita in sordina, reduce del rinvio di Halo Infinite e della totale assenza di esclusive importanti per tutto il primo anno di vita di Xbox Series X|S. Il 2021 ha saputo regalarci un meraviglioso Forza Horizon 5 ed il tanto atteso Halo Infinite che, tra problemi legati al supporto da parte di 343 Industries e carenze importantissime sul fronte di contenuti e meccaniche, continua ad avere molte difficoltà. Il 2022 rischia, di fatto, di essere un altro anno vuoto per Microsoft e questo non va bene. In una situazione disastrosa come quella in cui versa il parco titoli di Xbox, l’unica ancora di salvezza è rappresentata dal Game Pass, un servizio formidabile che fino a qualche anno fa sarebbe stato pura fantascienza. L’abbonamento, punta di diamante della strategia di Microsoft, riesce a far da collante per tutto l’ecosistema messo in piedi dalla casa di Redmond. La sola idea di poter giocare ai titoli più importanti della line-up di Microsoft ed alcune terze parti senza dover mettere mano al portafogli in un mondo in cui un titolo costa 80€ di listino è qualcosa che ancora oggi sembra troppo bella per essere vera.

La fregatura? Non ci sono i giochi.

Se da un lato questa vuole semplicemente essere una provocazione, (il catalogo del Game Pass è effettivamente molto ben fornito) dall’altro nasconde un fondo di verità legato a promesse ancora non mantenute, aspettative ancora non rispettate ed annunci lasciati a marcire nei canali ufficiali di Youtube. Abbiamo avuto un assaggio di quanto può essere travolgente la carta Game Pass con l’arrivo di Forza Horizon 5, numeri fuori di testa, record infranti ed un titolo che è riuscito a raggiungere milioni di giocatori in pochissimo tempo. Ma a questo punto viene il bello, se da un lato non si può far altro che lodare la strategia di Microsoft nella distribuzione dei suoi titoli e nel tentativo di uscire dal concetto esclusivo-centrico legato alla vendita dell’hardware tramite le ormai scomparse “killer application”, dall’altro veniamo al titolo di questo speciale: siamo giocatori o azionisti?

XBOX Microsoft

Da giocatore posso affermare con tranquillità che non ho alcun interesse nell’apprezzare strategie di mercato di nessuno. Certo, il successo di una compagnia porta a maggiori investimenti ed una maggiore qualità sul lungo termine ma da consumatore, appassionato e giocatore non posso che ritenermi semplicemente insoddisfatto. Riconosco gli enormi vantaggi di Xbox Game Pass e non ho alcun problema nell’affermare che, ad oggi, non è presente nulla anche lontanamente competitivo sul mercato (si Sony, parlo con te, ndr) ma troppo spesso ci dimentichiamo che il videogioco è un bene di lusso e tutta l’industria multimiliardaria che vi ruota attorno non è una onlus. Quindi si, capita che per avere i videogiochi sia necessario pagarne il prezzo e se oggi potessi scegliere di pagare a prezzo pieno uno Starfield per averlo al day one lo farei ad occhi chiusi. È forse colpa del Game Pass se i giochi vengono rinviati? Sicuramente no ma è chiaro ormai che la priorità di Microsoft con Xbox non è quella di puntare sulle esclusive e questo, come giocatore, non mi sta per niente bene.

Passiamo dunque all’elefante nella stanza, il rinvio di Starfield e Redfall. Era nell’aria, qualsiasi titolo importante negli ultimi cinque anni o forse più è stato rinviato almeno una volta prima del suo rilascio. Da The Witcher 3, Red Dead Redemption 2, Cyberpunk 2077 e lo stesso Horizon Forbidden West, tutti hanno subito dei ritardi ad un certo punto, in alcuni casi anche molto pesanti. Il problema oggi non è il rinvio di Starfield ma il vuoto cosmico che si lascia dietro. Il nuovo RPG di Bethesda ha probabilmente bisogno di più lavoro ed è sacrosanto rinviarlo, anzi, è un bene per tutti i giocatori che sceglieranno di mettere le mani sul titolo al Day One. Questo addolcisce la pillola? Dalle parti del Tevere direbbero “manco per niente”. Il 2022 di Xbox è vuoto, un deserto di produzioni esclusive da un produttore che ad ogni conferenza ci ricorda quanti studi ha acquistato, ma allora dove sono i titoli? Il 2023 rischia di essere davvero molto affollato, ma lo era anche il 2022; è solo marketing o c’è qualcosa di vero dietro ai trailer in CGI? Battere i piedi e fare i capricci di fronte al rinvio di Starfield non serve a nulla ma è imperativo, in questo momento, schiarirsi la mente e riflettere su un’offerta che, per quanto conveniente sia grazie a Game Pass, manca di sostanza.

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Prima di chiudere, giusto per scongiurare ancora una volta una Console War alimentata da tifosi più che giocatori, voglio fare un salto dall’altra parte della barricata parlando del grande atteso del 2022 su Playstation: God of War Ragnarök. Il titolo di Santa Monica è ancora appeso ad un filo, se vengono rinviati i titoli con una data, figuriamoci quelli che ancora devono essere annunciati. God of War Ragnarok verrà rinviato al 2023? Questo è il dubbio di tutti i giocatori Playstation, l’anno di uscita è stato più volte ribadito ma nulla è al sicuro ormai. Il punto qui è abbastanza semplice: se God of War Ragnarök dovesse essere rinviato sicuramente sarebbe un gran dispiacere per un 2022 altrimenti scoppiettante ma con Horizon Forbidden West, Gran Turismo 7 e l’esclusiva temporale di Forspoken la carne al fuoco su Playstation 4 e 5 ci sarebbe comunque, siamo certi di poter dire la stessa cosa di Microsoft e Starfield? Probabilmente, anzi, sicuramente, no.

L’unico baluardo di speranza per me, così come tutti gli appassionati di videogiochi e giocatori che giocano su Xbox e PC, resta il 12 Giugno e la conferenza di Microsoft e Bethesda. Nelle mie aspettative rientra un Forza Motorsport in uscita quest’anno come base minima dalla quale partire, per il resto il mio cuore non smetterà di credere nelle sorprese in uscita a fine anno ma si sa, io sono un sognatore.

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Alessandro Di Liberto

Alessandro Di Liberto

Cresciuto a pane, Pink Floyd e videogames, Alessandro è il tipo di videogiocatore che riuscirebbe a far spuntare notifiche di obiettivi e trofei anche su un Sega Master System. Non esiste nel continente persona più adatta a rivelarvi tutti i segreti dei vostri titoli preferiti. Assicuratevi solo di portare con voi dei calendari di ricambio nel caso in cui gli chiediate di provare giochi che presentano instabilità nel multiplayer, bug e glitch.

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