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Turtle Beach Stealth 700 Gen 2 | Recensione

Che l’audio sia diventato un affar serio in questa generazione, ormai, l’avrete capito un po’ tutti. Con Dolby Atmos e Audio 3D sempre più protagonisti dell’esperienza di gioco e, inutile dirlo, con Microsoft e Sony in primissima linea sin dai rispettivi Day One, ciascuna con il proprio headset ufficiale progettato per godere al meglio di quanto le nuove ammiraglie hanno da offrire, si sono spalancate le porte di un nuovo universo sonoro per tutti. Anche per quei giocatori che, storicamente, davano alla componente audio importanza “relativa”, magari accontentandosi di un headset low/mid senza troppe pretese o del più tradizionale audio televisivo. Ora che concetti come spazializzazione o tridimensionalità sono diventati normale routine per chiunque stringa un pad current-gen tra le mani, è più che lecito drizzare le antenne e guardare cosa il mercato abbia da offrire, compatibilmente con le proprie tasche, per fare il proverbiale salto. E se delle Pulse 3D di Sony e dell’Xbox Wireless Headset abbiamo già avuto modo di parlarvi, oggi è il turno di una vecchia conoscenza del pianeta headset che, con una revisione dannatamente interessante, getta sul piatto della bilancia un’alternativa leggermente più “pro” e ricca di feature. Stiamo ovviamente parlando delle Turtle Beach Stealth 700 Gen 2, provate per l’occasione nella loro variante PS4/PS5.

Materiali ed ergonomia

Chiunque abbia già avuto di recente a che fare con un headset mid/high di Turtle Beach, difficilmente non noterà qualcosa di familiare in queste Stealth 700 Gen 2. Estetica, materiali, form factor e branding sono tutti elementi distintivi degli headset del colosso statunitense, che anche in questo caso propone linee semplici e sobrie, che strizzano l’occhio a stile ed eleganza senza incappare, come spesso accade, in led piazzati “per far scena” o in strutture plastiche troppo vistose. All’interno della confezione troviamo l’headset, il trasmettitore wireless-RF a 2.4GHz per la connessione a PS5, PC e persino Switch (in docked mode), il cavo di ricarica USB-C e, ultimo ma non meno importante, l’immancabile adesivo Turtle Beach. Il modello che ci è stato fornito per questa recensione, a scanso di equivoci, non è compatibile con le console di casa Microsoft – che prevedono una connessione wireless automatica a Series S/X senza la necessità di utilizzare un apposito dongle. Discorso diverso per i dispositivi mobile, che come vedremo sono ampiamente supportati via Bluetooth 4.2 su codec SBC. 

Strette tra le mani, queste Stealth 700 Gen 2 convincono in termini di resistenza e solidità. La plastica, come da tradizione, è l’elemento principale di cui si compone tale fascia di headset: e se da un lato l’assenza di qualche finitura più “premium” (al netto degli inserti in metallo attorno ai padiglioni) potrebbe far storcere il naso a qualcuno, specie a fronte dei circa 150€ necessari a portarsi a casa questo modello, dall’altro si ha davvero la sensazione di stringere qualcosa di solido e robusto, capace di sopravvivere a qualche caduta accidentale senza troppe preoccupazioni. Fatta questa premessa, la texture delle plastiche costruttive regala un feedback aptico piacevole, fattore che colloca queste Stealth 700 Gen 2 decisamente al di sopra dei prodotti di fascia “media” di Turtle Beach. Inoltre, tale robustezza (unita all’archetto interno in metallo, regolabile sull’asse verticale) non grava in modo sensibile sul peso complessivo dell’headset, di poco superiore ai 450 grammi.

Le Stealth 700 Gen 2 appartengono alla categoria delle cuffie overear, con dei padiglioni semiliberi di dimensioni generose che avvolgono completamente i lobi dell’utente – garantendo un leggero isolamento da fonti sonore esterne. I padiglioni sono realizzati in memory foam morbida e confortevole, ricoperta da pelle sintetica di qualità e corroborata dall’utilizzo del gel refrigerante Aerofit – che normalizza la temperatura delle parti a contatto con la pelle, specie nel caso di sessioni di gioco più durature del solito. Foam e Aerofit sono ovviamente presenti anche nella fascia superiore, morbida e confortevole oltre che abile a scaricare il peso dell’intera struttura senza gravare in modo sensibile sulla testa dell’utente. Nel complesso, siamo di fronte ad un prodotto eccellente in ottica di ergonomia: e se già l’apporto del gel refrigerante ha un peso ragguardevole nell’economia di questo headset, non mancano ulteriori accorgimenti speciali, primo su tutti il sistema di alleggerimento lenti ProSpecs che, grazie alla presenza di piccoli canali all’interno dei cuscinetto auricolare, allevia la pressione sui lobi dei giocatori che indossano occhiali. La qualità, inutile dirlo, passa anche attraverso questi dettagli. 

Un ottimo concentrato di tecnologia…

Turtle Beach Stealth Gen 2

Punto a favore delle Stealth 700 Gen 2 sono i due driver Nanoclear al neodimio da 50mm montati sui padiglioni. Scelta saggia quella di Turtle Beach, che viste le dimensioni generose dell’headset rifugge i più tradizionali driver da 40mm per garantire un impianto audio più potente e incisivo. L’handling del dispositivo, come di norma, è innestato nella scocca del padiglione sinistro: dimentichiamoci la pratica soluzione dell’Xbox Wireless Headset, visto che nel caso delle Stealth 700 Gen 2 il numero di tasti da gestire sarà maggiore. In ordine, troveremo il tasto di accensione, quello per modificare il preset audio corrente, il pulsante per l’accoppiamento Bluetooth, le due ruote per la gestione del volume generale e del ritorno in cuffia del microfono e, ultima, la porta usb-c per la ricarica della batteria (che garantisce un utilizzo di oltre 20 ore a fronte di una singola ricarica). Tale soluzione è certamente funzionale, anche se nelle prime fasi di utilizzo dell’headset sarà impossibile evitare di fare confusione – complice anche il fatto che le due ghiere del volume sono identiche al tatto, così come lo sono forma e dimensione dei tasti di pairing BT e cambio di modalità. 

Parlando di microfono, è tradizione Turtle Beach equipaggiare i propri headset con componenti di pregio – e le Stealth 700 Gen 2 non fanno eccezione. La qualità audio della chat è stata sensibilmente migliorata,  con un aumento delle dimensioni e della sensibilità del microfono a favore delle sue performance: e se il comportamento alle alte frequenze, come già appurato, non presenta alcun punto negativo, è proprio alle frequenze inferiori che il microfono di queste Stealth mostra le proprie capacità: l’ideale per i giocatori dalle voci piuttosto basse, puntualmente “puniti” da microfoni meno attenti a questo dettaglio. Ultimo ma non meno importante, stiamo parlando di un microfono flip-to-mute a scomparsa, che si attiverà in autonomia qualora estratto dal suo vano per mutarsi, ancora una volta da solo, quando viene riposto.

La gestione delle impostazioni delle Stealth 700 Gen 2 è interamente a carico di Audio Hub, apposita app  per dispositivi mobile che sfrutta la connettività Bluetooth all’headset per modificarne i setting. L’app desktop non offre lo stesso set di opzioni, limitandosi alla sola gestione degli aggiornamenti firmware. Potrebbe sembrare una strategia sfavorevole all’utenza PC/Mac (considerando la compatibilità estesa della versione PS5 delle Stealth), ma la scelta del produttore permette di modificare le proprie preferenze al volo e in qualsiasi situazione, anche quando non è disponibile un pc. Una volta agganciato il device mobile all’headset avremo a disposizione una companion app intuitiva ed immediata, che permette di modificare liberamente i preset dell’equalizzatore, di rimappare alcuni tasti, di attivare/disattivare e gestire una delle feature di punta, il Superhuman Hearing – che, come vedremo a breve, nel contesto gaming non rappresenta sempre la scelta migliore tra quelle disponibili.

La prova sul campo

Turtle Beach Stealth Gen 2

Partiamo dal primo pezzo forte, almeno su PS5, di queste Stealth 700 Gen 2. Contrariamente a quanto visto in sede di review delle Pulse 3D, l’headset vanta un doppio canale di trasmissione (wireless, tramite dongle, e Bluetooth 4.2 su codifica SBC): sarà pertanto possibile sfruttare questi due canali in modo simultaneo, connettendo ad esempio un tablet o un dispositivo mobile che riproduce una playlist musicale da usare come sottofondo per un nostro playthrough. La qualità sonora via BT ci è parsa sensibilmente inferiore se confrontata con quella primaria, proveniente da PS5: ma la possibilità di effettuare una chiamata, sfruttando l’ottimo microfono delle Stealth, durante una sessione al cardiopalma con il recente Resident Evil Village è sicuramente un plus che merita considerazione.

I driver da 50mm, dal canto proprio, si comportano come da migliori aspettative. Il suono vanta corposità e robustezza, con una predilezione – come prevedibile – per le frequenze medio/alte. Il comportamento alle basse frequenze, nel complesso, supera abbondantemente la sufficienza, seppur il rischio di rendere il tutto troppo ovattato e artificioso agendo in modo esagerato tramite le impostazioni di Audio Hub non è mai interamente scongiurato. Già da questa analisi, è abbastanza evidente come il terreno di guerra delle Stealth 700 Gen 2 sia principalmente il gaming, laddove sfruttando l’apposito preset e giocando con un minimo di attenzione con le opzioni di equalizzazione, anche l’ascolto di musica e cinema/serie TV ne esce comunque piacevole e convincente. Abbiamo giochicchiato per un po’ con le impostazioni dell’EQ disponibili all’interno di Audio Hub: complessivamente, ciascun preset ha timbro e carattere definiti che, in minima parte, lo diversifica dai rimanenti, anche se (e questa volta parliamo di PS5) in gran parte dei casi abbiamo agito manualmente su tale configurazione, riequilibrando in modo più armonico alti e bassi – che, da un impostazione all’altra, risultavano spesso sbilanciati. 

Turtle Beach Stealth Gen 2

La qualità riscontrata nel corso della prova di titoli del calibro di Resident Evil Village, Spider-Man Miles Morales, Demon’s Souls e Returnal ci ha convinti appieno, complice anche il supporto alla spazializzazione dell’Audio 3D elaborato dal Tempest Engine di PS5. L’identificazione delle sorgenti sonore appare chiara e nitidamente percettibile – la pioggia e le grida in Returnal sono impressionanti, così come gli scricchiolii nel castello Dimitrescu o il brusio delle strade di Manhattan – al netto di alcune situazioni limite (specie in Village) dove la numerosità delle fonti e la loro collocazione più “disomogenea” all’interno dell’area di gioco rendeva difficile un’isolazione individuale. Ma lo ribadiamo: nell’insieme, la qualità sonora fornita dai driver da 50mm e dalla restante tecnologia di Turtle Beach, a braccetto con le API Sony del Tempest Engine, regala un’immersione assolutamente meritevole. Se migliore o peggiore delle Pulse 3D, a onor del vero, è difficile da decretare su due piedi: ambo i risultati sono strepitosi, e la differenza, a meno di non avere a disposizione apposita strumentazione, è perlopiù legata ad una percezione di natura soggettiva.Non è un caso se, per ultima, abbiamo tenuto la feature “di punta” di queste Stealth 700 Gen 2, l’opzione di SuperhumanHearing. Stiamo parlando di una tecnologia proprietaria che mira a dar maggior enfasi a sorgenti sonore basse o ai limiti del percettibile, come può essere un rumore di passi che si avvicina, il frusciare di un cespuglio dietro di noi, o una porta che scricchiola leggerissima in fondo ad un corridoio pieno di inquietanti bambole di ceramica. Una tecnologia dalle potenzialità indiscusse, che funziona come un doppio filtro passabasso/alto che va a cimare, rispettivamente, le frequenze inferiori ai 100Hz e quelle superiori ai 10KHz – il tutto, argutamente, alzando in modo sensibile il volume generale dell’output. Tradotto in termini di gioco, in special modo competitivo, tale soluzione fa sì che il rombo delle esplosioni o dei colpi d’arma da fuoco non copra suoni più “silenziosi”, permettendo dunque un’identificazione delle rispettive fonti più veloce. Nel complesso, riteniamo che questa feature aggiunga del valore effettivo proprio nel contesto del gioco competitivo, laddove l’innalzamento del volume generale e l’eliminazione delle frequenze più esterne, comunque udibili, va ad inficiare in piccola parte il piacere dell’ascolto da gaming “tradizionale”, finanche la sua precisione.