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Tell Me Why Episodio 1 | Recensione

Dontnod Entertainment ormai sembra trovarsi a suo agio con la realizzazione di giochi ad episodi che da Life is Strange in poi hanno fatto la fortuna dello studio francese. Tell Me Why è uno di questi, un gioco che riprende la stessa formula di pubblicazione (seppur con alcune differenze), dove ogni episodio sarà incluso sin dal lancio all’interno dell’Xbox Game Pass. Da oggi è possibile accedere al primo dei tre episodi che saranno pubblicati con cadenza settimanale: ve ne parliamo nella nostra recensione.

Gemelli diversi

Tell me why recensione

Tell Me Why è un’avventura grafica che segue molto da vicino l’impronta del suo predecessore, Life is Strange. Malgrado vengano trattate tematiche delicate (Tyler, uno dei due protagonisti, è transgender) come in Life is Strange 2, il titolo si riavvicina come stile al primo, riportandoci ad una storia più ordinaria e meno sovrannaturale (almeno all’apparenza). Il primo capitolo del videogioco ci presenta i gemelli Alyson e Tyler, che dopo parecchio tempo trascorso lontano decidono di tornare al loro paese natale in Alaska, nel tentativo di risistemare e vendere la casa della madre. Questo li metterà davanti a particolari oggetti ed eventi che rievocheranno il loro passato, in particolare per Tyler, la cui infanzia è stata tormentata dalla transizione: nato come femmina, già da piccolo manifestava la volontà di identificarsi in un uomo, col pieno supporto della sorella ovviamente. La madre invece sembrava tentare di scoraggiarlo. Durante una notte di pioggia, un evento fatidico scatena tutto quello che poi andremo a dipanare durante la storia.

Scavare nella verità non è un gioco

Tell me why recensione

Come in ogni videogioco fortemente narrativo, il gameplay è estremamente ridotto all’osso. Tell Me Why non fa eccezione anche se aggiunge quelle particolarità che avevano trascinato il pubblico nel primo, mitico capitolo della saga di Life is Strange. Per rimettere assieme pezzi del loro passato Alyson e Tyler, controllati a turno, possono girare nelle stanze e negli ambienti indagando, osservando, aprendo porte e guardando tutto quello che viene messo a disposizione. Inoltre, essendo gemelli, un particolare potere li unisce, un legame che si attiva nell’attimo in cui provano forti emozioni, permettendo loro di vedere scorci di avvenimenti avvenuti precedentemente. Un altro particolare “potere” che li lega è la Voce: pare che in quanto gemelli possano comunicare telepaticamente, e che rispondano l’uno al dolore dell’altro e viceversa. Tutte queste loro potenzialità, che rispecchiano vecchie leggende che vedono i gemelli come creature in simbiosi tra loro, sono funzionali al gameplay e alla narrativa, in quanto ci renderanno in grado di scovare indizi altrimenti incomprensibili o invisibili, quindi di procedere passo a passo nel gioco, in una direzione o nell’altra. I due protagonisti possono difatti avvicinarsi o andare in disaccordo mano a mano faremo diverse scelte, fino a eventualmente (si vedrà nei futuri episodi) tranciare del tutto il loro legame. I poteri rendono inoltre il titolo più dinamico e apprezzabile, in linea con i prodotti usciti fin’ora. Abbiamo parlato di decisioni, tipiche del genere che stiamo trattando: Tell Me Why ci proporrà delle scelte sottili ma potenzialmente catastrofiche in futuro, come scegliere di credere ai ricordi di Alyson o di Tyler, di appoggiare determinati personaggi contro il fratello o viceversa la sorella. Compito dei giocatori sarà capire la verità, tra un colpo di scena e l’altro. Si è a lungo sentito parlare di come i titoli episodici fossero un mercato morente nella produzione dei videogiochi, voci smentite da giochi venuti in seguito come Song of Horror, ad esempio. Tell Me Why persiste nella tradizione, semplicemente modificando la pubblicazione che diventerà più serrata, per evitare il rischio di perdere particolari importanti tra un’attesa e l’altra: il primo capitolo uscirà il 27 agosto, seguito dal secondo per il 3 settembre e dall’ultimo per il 10.

Un passo in avanti rispetto ai precedenti titoli

Tell me why recensione

Tell Me Why ci inserisce in un contesto inaspettato e interessante, ovvero ci permette di interagire direttamente con (e nei panni) di un personaggio transessuale. Le tematiche LGBTQ+ in effetti sono state poco affrontate fin’ora tramite il medium del videogioco (a parte forse nell’era di Dragon Age e Mass Effect, quando tra le scelte romantiche a disposizione del giocatore iniziarono a comparire personaggi che coprivano ogni genere). DONTNOD in questa avventura intende educarci sull’uguaglianza ed il rispetto nei confronti delle altre persone, a prescindere dalla loro natura, e poter affrontare le problematiche che riguardano la transizione in prima persona è un atto decisamente coraggioso e apprezzato, che magari aiuterà a sciogliere un nodo nella gola di chi non vive bene questo passaggio, o non vive serenamente con sé stesso. Per quanto riguarda il comparto tecnico, Tell Me Why è stato sviluppato da un team diverso rispetto a quello di Life is Strange 2, e la cosa si sente e si vede. Lo stile visivo torna ad essere più simile al primo titolo, anche se con le ovvie migliorie che lo rendono fruibile al pubblico del giorno d’oggi. La rinnovata carica narrativa invece ci offre un racconto più maturo e meno trainato dall’uso delle abilità di Tyler ed Alyson. I modelli tridimensionali e le animazioni sono verosimili e ben strutturati, anche se il poco marcato uso delle ombre potrebbe farli sembrare un po’ piatti. Un plauso per l’utilizzo delle luci invece: oltre ad aver scelto un’ambientazione che ben si presta a certi scorci spettacolari, come l’Alaska, ancora una volta l’illuminazione aiuta a dare risalto al particolare stile grafico estremamente delicato, ed estremamente affascinante, da sempre usato in Life is Strange.

Sempre molto evocativo anche il comparto sonoro, che non vanta più lunghe canzoni introduttive come succedeva durante gli episodi di Max, giustificate dalla presenza dell’mp3 sempre a portata di mano del personaggio, ma che ci diletta con tracce musicali cantate di sottofondo ai passaggi più particolari. Il resto è composto da tracce esclusivamente sonore da lunghi silenzi in grado di amplificare i rumori, i sentimenti ed il senso di quanto viene detto dai personaggi.

Sotto questo punto, il doppiaggio inglese si rivela ottimo e credibile, dando tridimensionalità ai personaggi con interpretazioni che non cadono mai nello scontato o nel forzato. Fortunatamente, per chi dovesse avere problemi con l’inglese, abbiamo a disposizione anche i sottotitoli in italiano, che fanno egregiamente il loro dovere. Per quanto riguarda la longevità, il primo episodio risulta piuttosto corto, oscillando tra le quattro e le quattro ore e mezza di gioco.

Versione testata: PC

Versioni disponibili: PC, Xbox One

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