Il leggendario William “B.J” Blazkowicz lascia il posto alle due figlie, Jessica e Sophia in quella che è l’interminabile e violentissima lotta che vede schierati da una parte il mondo, dall’altra i nazisti. Wolfenstein Youngblood potrebbe tranquillamente essere considerato uno spin-off della saga ma la violenza ed il divertimento nell’uccidere i nazisti è rimasto sempre uguale.

 

 

Questione di eredità

Wolfenstein Youngblood raccoglie a tutti gli effetti l’eredità di Wolfenstein II: The New Colossus e porta a questa torrida estate una bella ventata di sangue di nazista fresco fresco. Questa volta Machine Games, in collaborazione con Arkane Studios ha scelto di concentrarsi sull’aspetto cooperativo e, sfruttando le figure di Jessica  e Sophia, propone un’esperienza di gioco frenetica e diverte che non dimentica le sue origini. Al di là dell’ormai conclamato feeling, al di là della violenza e dell’adrenalina tipica di Wolfenstein, Youngblood va ad inserire all’interno di una formula già consolidata tantissimi elementi di game design pensati per la cooperativa. L’intero titolo è infatti affrontabile con un amico o, in alternativa, in compagnia di un NPC guidato dall’IA. La deluxe edition del gioco, sulla falsa riga di A Way Out introduce, grazie al Buddy Pass, la possibilità di invitare un amico che non possiede il gioco ad affrontare l’avventura insieme a noi. Spendibile con un numero illimitato di amici, il Buddy Pass incarna il valore aggiunto della cooperativa, ci teniamo dunque a specificarlo subito: Wolfenstein Youngblood è un gioco pensato pensato per due e perde davvero tantissimo se affrontato in solitaria.
Wolfenstein Youngblood ci porta a Parigi sulle orme di nostro padre che, scomparso da mesi, potrebbe essere morto o peggio, catturato dai nazisti. Le due coraggiose sorelle affrontano dunque un viaggio alla ricerca del padre lasciandosi dietro la giusta dose di cadaveri di nazista. Il titolo si presenta come un Wolfesntein in piena regola, stesso feeling, molte delle armi già viste ed un level design ricco di segreti, scorciatoie e collezionabili che sicuramente faranno felici i cultori del perfezionismo. Sulle orme di Wolfenstein II: The New Colossus, Youngblood propone un hub centrale situato nelle catacombe di Parigi dal quale poter raggiungere i vari quartieri della città che andranno a rappresentare l’intera mappa di gioco.

 

Il nuovo che avanza

 

La natura da “spin-off” di Wolfenstein Youngblood, che si riflette anche sul prezzo di vendita ridotto, comincia ad emergere nel momento in cui ci si addentra nei meandri del titolo e della progressione. Ogni arma è completamente potenziabile attraverso diversi perks ed i nostri personaggi potranno crescere in termini di statistiche. Il sistema di leveling rappresenta un punto chiave nella progressione di gioco che questa volta viene scandita anche dal livello dei nemici. A differenza dei capitoli precedenti sarà infatti necessario livellare il nostro personaggio per poter accedere a determinate missioni vitali per la progressione della campagna principale, lasciando che un backtracking spesso fastidioso ed una mole di missioni secondarie non proprio brillanti ci separino dal nostro scopo finale. Lo scopo ultimo di Wolfenstein Youngblood in termini di trama e di mission è quello di uccidere i 3 UberKommandant che presidiano le torri Brother per rubarne le chiavi ed accedere così al Lab-X dove dovrebbe trovarsi Blazkowicz. Le missioni della campagna principale si riducono dunque a questi semplici ma intensi punti, lo svolgimento del gioco impone dunque un muro di quest secondarie frapposte tra il giocatore e le missioni principali. In Wolfenstein Youngblood ci ritroveremo dunque a tornare sui nostri passi molto più spesso del dovuto, affrontando missioni secondarie e potenziando il nostro personaggio per prepararci alla vera battaglia. La narrazione, in termini di cinematiche e dialoghi mantiene comunque gli ottimi livelli raggiunti dai capitoli precedenti, intavolando un paio di plot-twist molto interessanti e caratterizzando bene i personaggi coinvolti. L’esperienza da Run and Gun di Wolfenstein Youngblood, nonostante la leggera ripetitività degli ambienti e degli scenari è comunque molto divertente e gli elementi cooperativi che rendono indispensabile la presenza di un compagno vanno a raffinare un’esperienza già consolidata. Tra porte da aprire in due, codici segreti e nemici pensati per essere affrontati da due giocatori, Wolfenstein Youngblood inserisce alcuni elementi molto interessanti come i gesti, ovvero un’evoluzione delle emote che, oltre a dare quel tocco di ironia e divertimento, garantiscono diversi bonus scambiabili tra compagni di squadra. La scelta tra le due gemelle è puramente estetica, ogni giocatore potrà utilizzare le stesse abilità ed armi dell’altro senza alcuna restrizione.

 

L’unico nazista buono…

Mantenere le dinamiche di Wolfenstein I e II, pensate in ottica da giocatore singolo, ed applicarle in toto ad un’esperienza cooperativa non era assolutamente possibile. Wolfenstein Youngblood propone un approccio molto più diretto al combattimento ed introduce alcune meccaniche pensate per fare in modo che il giocatore usi tutte le armi a sua disposizione per annientare i propri nemici. Fatta eccezione per i nemici base, privi di qualsiasi difesa, in Wolfenstein Youngblood ci imbatteremo in avversari decisamente più duri da abbattere i quali, nella maggior parte dei casi, saranno muniti di uno scudo che, in base alla tipologia, sarà più o meno resistente a determinate armi. Tra mini-boss meccanici, droni e nemici di ogni sorta, Wolfenstein Youngblood non lascia scampo nelle fasi più concitate e rende la comunicazione un elemento fondamentale per poter andare avanti. I nemici tendono a livellare con noi fatta eccezione per le missioni raid nelle torri Brother, queste ultime sicuramente più impegnative e complesse delle semplici esplorazioni. Wolfenstein Youngblood propone dunque un ibrido tra un free-roaming ed un’esperienza su binari, lasciando al giocatore la libertà di scegliere quante e quali missioni intraprendere prima di lanciarsi nelle battaglie più impegnative.

La Parigi del 1984 dipinta in Wolfenstein Youngblood non mette di certo in evidenza lo spirito degli anni ’80 che siamo abituati a conoscere, la visione distopica, quasi Orwelliana di Wolfenstein Youngblood ritrae una città profondamente segnata dalla dominazione nazista, lasciando intatte soltanto le catacombe che, nel loro tetro fascino, fungono da culla per la resistenza. Sebbene Parigi non sia stata particolarmente valorizzata, il taglio artistico rappresenta perfettamente la visione nazista già vista più volte in Wolfenstein mentre un comparto grafico d’avanguardia ed una completa pulizia e stabilità tecnica ci accompagnano per tutto il corso dell’opera. Abbiamo testato la versione PC di Wolfenstein Youngblood trovandola estremamente scalabile e, al netto di qualche bug riguardante principalmente l’audio, molto stabile. Il motore grafico è lo stesso di Wolfenstein II, arricchito questa volta di nuovi effetti ed i una cura per i dettagli che salta subito all’occhio, traducendosi in una resa grafica non particolarmente brillante ma comunque al di sopra degli standard.  L’esperienza di Wolfenstein Youngblood è tuttavia molto breve, completare la campagna principale non vi porterà via più di 6 ore ma può raggiungere tranquillamente le 10-12 qualora si vadano a completare tutte le missioni secondarie potenziando tutte le armi ed acquistando tutte le skin. Le microtransazioni presenti all’interno del titolo sono di natura puramente estetica e non ci sono elementi non sbloccabili semplicemente giocando, l’esborso di denari va dunque a ritagliarsi un ipotetico spazio soltanto per quanto riguarda l’acquisto delle skin ottenibili comunque raccogliendo le monete in gioco. Wolfenstein Youngblood si è dimostrato infine una piacevole sorpresa in quello che è generalmente un periodo abbastanza povero in termini di uscite. Un’esperienza cooperativa semplice, divertente e adrenalinica che vi porterà via qualche piacevole ora.

 

PRO:

  • Elementi cooperativi che si innestano bene all’interno dell’economia di gioco
  • Adrenalinico come ogni Wolfenstein
  • Le sorelle Bazkowicz sono ben caratterizzate

CONTRO:

  • Decisamente breve
  • Backtracking alla lunga ripetitivo
  • Missioni secondarie prive di mordente

 

Voto finale: 8

Versione provata PC

Versioni Disponibili: PC, PlayStation 4, Xbox One

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