Sembra passato un secolo dall’avvento del primissimo capitolo di questa serie, ed in effetti (almeno a livello di “gen” videoludiche) è davvero passato molto tempo. Luigi’s Mansion è arrivato su Nintendo GameCube nel 2001, quando l’era di internet era ancora agli albori ed i giochi uscivano in Giappone quasi un anno prima rispetto all’edizione americana/europea. A volte definito come “la versione umoristica di Resident Evil”, il primo capitolo riscosse un enorme successo nonostante la sua presenza su una console molto sfortunata, quasi al pari di Wii U. Ciò nonostante l’amore per Luigi, fratello “minoritario” del ben più celebre Mario, ha permesso al gioco di diventare un cult classico che ogni nintendaro che si rispetti dovrebbe aver provato almeno una volta nella vita. Oggi, a distanza di quasi 20 anni (eh si, è proprio così) dall’uscita del primo episodio di questa serie “spooky” andiamo ad avventurarci in un hotel infestato dagli spettri. Benvenuti in Luigi’s Mansion 3.

E CHI CHIAMERAI?

Luigi & company si prendono una pausa dalle avventure grazie ad una fortunata coincidenza di eventi. Sono infatti invitati a vivere un’esperienza rilassante e di lusso presso il rinomato Hotel Miramostri (scelta di localizzazione a mio parere ORRENDA rispetto al ben più azzeccato Hotel Last Resort della versione inglese). Ci vorrà poco per capire che l’invito è in realtà una trappola organizzata dal malefico King Boo per vendicarsi dei problemi creati da Luigi nei precedenti episodi. Il nostro amico di verde vestito dovrà, di nuovo, unire le forze con il Professor Strambic per esplorare l’hotel infestato e liberare i suoi amici.

La storia non brilla per particolare originalità, ma come spesso accade in titoli di questo genere si tratta principalmente di un orpello narrativo atto ad introdurre le vicende di gioco e dare un “motivo” al protagonista di essere lì e fare quello ciò che deve fare. L’atmosfera in Luigi’s Mansion 3 è resa molto bene grazie alle potenzialità tecniche della console Nintendo Switch. Uno stile grafico rotondo e coloratissimo fa il paio con effetti di luci ed ombre molto curati che contribuiscono a rendere ancor più misterioso ogni piano dell’Hotel Miramostri. Luigi’s Mansion 2 ottenne al tempo alcuni commenti negativi a causa della scelta (decisamente più “arcade” rispetto al primo episodio) di far viaggiare Luigi in più livelli. Qui si ritorna agli albori con un solo grande edificio da esplorare, diviso in piani accessibili tramite l’ascensore che fa da unico e vero “hub centrale” per l’esplorazione. Il Professor Strambic proseguirà nella tradizione della serie affidandoci uno strumento per comunicare con lui che ricorda una specifica console Nintendo: il Virtual Boy.

Citazioni colte a parte, il gioco si lascia gestire benissimo e le numerose scelte di design messe in campo fanno egregiamente il loro lavoro catapultando il giocatore in un mondo ricco di misteri e segreti da scoprire. Quello che Luigi’s Mansion 3 non riesce a fare però è raggiungere i picchi di atmosfera che il primo episodio poteva vantare. Nintendo ha spinto sul pedale dell’umorismo lasciando che la parte più “creepy” si perdesse nel nulla. Eppure era proprio quella la sfumatura che rendeva unico il primo Luigi’s Mansion, con il suo bagaglio di situazioni al limite del grottesco che contribuivano a generare un’atmosfera fantastica.

Un difetto a livello di atmosfera è facilmente identificabile nel quantitativo di luce presente ovunque. L’Hotel è “scuro” ma non “buio” e ci si gioca in questo modo la possibilità di dare al giocatore sensazioni di pericolo o leggera ansia. Luigi’s Mansion 3 non aspira ovviamente ad essere un gioco veramente horror, ma viste le tematiche in campo ed il gameplay offerto sarebbe lecito aspettarsi almeno qualche momento davvero “spooky”.

ASPIRAPOLTERGEIST

Luigi potrà contare ancora una volta sul fidato Poltergust in versione aggiornata. Ora è possibile sparare ventose da aspirare per “lanciare” oggetti oppure manipolare elementi dello scenario: la nuova funzione fa il paio con il già noto Strobulbo che permette di rivelare oggetti nascosti o resi invisibili dai poteri dei fantasmi. Premendo i due tasti dorsali all’unisono è anche possibile generare una piccola esplosione d’aria compressa che sbalzerà Luigi in aria e sbatacchierà qui e là vari elementi dello scenario. Il gameplay di Luigi’s Mansion 3 si poggia interamente su queste funzioni e, va proprio detto, fa il suo lavoro in maniera egregia.

La grande novità di questo episodio è però incarnata dalla presenza di Gommiluigi (altra scelta orripilante rispetto all’assai più indovinato Gooigi, mescolanza di “goo” e “Luigi”) ovvero della “copia gommosa” in puro stile Skifidol di Luigi. Tramite la pressione del tasto preposto potremo scambiare i due personaggi, controllandone uno mentre l’altro resterà fermo in una sorta di trance. Gommiluigi dispone di HP assai ridotti rispetto alla controparte “carnosa” ma può infilarsi in tubi molto stretti oppure oltrepassare grate e sbarre senza problemi, con vantaggi facilmente immaginabili nella risoluzione di ostici enigmi. Il lavoro di coppia verrà premiato in varie situazioni, ed alcune volte sarà addirittura indispensabile per oltrepassare determinati ostacoli.

E’ incredibile la varietà di situazioni diversificate tra loro che gli sviluppatori sono riusciti a creare nei 17 piani totali dell’Hotel Miramostri. Il giocatore dovrà aguzzare ingegno e capacità investigative per unirli a originalità e pensiero fuori dagli schemi. Solo così sarà possibile scoprire tutti i numerosi segreti disseminati nell’Hotel.

Il gioco è relativamente facile e si riesce a completare senza particolari problemi. Le modalità multigiocatore contribuiscono non poco ad innalzare il livello di longevità grazie al ritorno della Torre del Caos, già vista in Luigi’s Mansion 2, ed ulteriori sfide disponibili anche in locale grazie all’architettura unica di Nintendo Switch ed alla presenza dei joy-con.  Luigi’s Mansion 3 riesce senza problemi a divertire grazie al tipico “stile Nintendo” e soprattutto grazie ad un gran numero di trovate a livello di gameplay che trascinano tutta l’esperienza quasi quanto il carismatico protagonista. Nonostante i piccoli difetti, l’esperienza risulta entusiasmante e di sicuro effetto.

PRO:

  • Ambientazione ispiratissima e ben concepita, supportata da un ottimo comparto tecnico
  • Gameplay dalle molteplici sfaccettature, sia in single player che in multiplayer
  • Decisamente migliore del secondo episodio in termini di feeling…

CONTRO:

  • …ma inferiore al primo episodio, che resta a livelli inarrivabili
  • Ambientazioni un po’ troppo luminose: avrebbe giovato enormemente giocare su una presenza maggiore di buio pesto
  • Abbastanza facile in generale

Versione testata e disponibilità: Nintendo Switch

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