Sin dalla presentazione di Project Motor Racing c’è stato un certo velo di hype attorno al titolo. La ragione si trova in una serie di parole chiave legate allo sviluppo. Prima di tutto, Ian Bell: il CEO di Straight4 Studios è una star del settore dei giochi simulativi di corsa, responsabile della nascita di titoli iconici come GTR, Project Cars e GT Legends. Tra questi, GTR spicca come seconda keyword: infatti, nel 2025 il gioco ha compiuto 20 anni, un anniversario che pare una coincidenza fortuita con il debutto di PMR. La terza parola importante è “carriera”. Già dal primo reveal di questa modalità per PMR, il pubblico ha posato gli occhi su qualsiasi aggiornamento o notizia al riguardo. Del resto, un videogioco di questo tipo non ha visto una modalità singolo giocatore ben costruita per fin troppo tempo.
L’aria che circondava PMR, infine, è diventata poco respirabile per la community in seguito al lancio del gioco. Nella nostra recensione di Project Motor Racing sono stati premiati molti aspetti e criticati tanti altri. Su Steam, invece, alla data di pubblicazione di questo articolo si posiziona con 733 recensioni e una valutazione “perlopiù negativa”. C’è chi critica la fisica dei veicoli, tanti ce l’hanno con l’IA. Non mancano anche numerose segnalazioni di problemi tecnici, in particolare crash. Al contrario, c’è anche chi evidenzia l’efficacia degli aggiornamenti post-lancio, parlando di una maggiore stabilità e accusando il “reviewbombing” delle prime giornate.
L’opinione media è comunque piuttosto facile da vedere: Project Motor Racing è una base solida che promette bene. Nel frattempo, però, l’attesa per il racing game simulativo definitivo continua.
L’amore di Ian Bell…
Dai tempi dell’iconica mod GT Racing per F1 2002 ne è passata di acqua sotto i ponti, ma lo storico di Ian Bell è indiscutibilmente ottimo. SimBin Studios è un nome che si ricorda con tanta nostalgia soprattutto per GTR2, ancora oggi tanto amato e giocato dalla community più fedele grazie a tracciati e veicoli moddati. Tutt’ora, sebbene sia sotto il controllo di KW Studios, il pubblico continua a godersi il free-to-play RaceRoom Racing Experience (RRE) con il suo vastissimo catalogo di circuiti e veicoli – a pagamento, come per iRacing, ma con un’accessibilità lodevole. Gestendo poi Slightly Mad Studios, Bell ha guidato lo sviluppo e lancio di Need for Speed: Shift e il suo sequel per EA, lavorato sul franchise di Project CARS fino al più deludente terzo capitolo e fornito il motore Madness per Automobilista 2 di Reiza Studios.
Si può dire, allora, che Ian Bell sia sinonimo di “sim racing”. Il suo amore per il genere è evidente e lo sbandiera anche lui, proponendosi quasi come capitano di una comunità assai appassionata e sempre affamata di nuove esperienze. Parlando di tutti i suoi giochi, Bell afferma che lui guarda con attenzione a ogni singolo aspetto: “È estremamente difficile trasporre dettagli come la g-force in un gioco. Voglio dire, puoi usare i simulatori mobili in cui ti siedi e ti danno un’idea forze che si muovono in un modo e in un altro, ma è slegato dalla realtà. È più un’indicazione, un’indicazione molto sottile. […] Sono uno psicologo di formazione e tutte queste cose hanno un impatto psicologico, anche se inconscio; lo senti, ci credi, lo capisci, ti ci immergi, ed è lì che voglio arrivare”.

…dal quale nasce Project Motor Racing
In più occasioni, Bell ha svelato che è proprio questa ricerca continua per la perfezione ad averlo spinto a tornare nella scena in seguito all’acquisizione di Slightly Mad Studios da parte di Codemasters, fondando Straight4 Studios. Dalle interviste rilasciate ad outlet specializzati come Traxion e a portali come Gamereactor, si intuisce che il suo obiettivo era quello di riprendere la formula vincente di GTR2 e rispondere alle lacune dei videogiochi più giocati e importanti del settore. Non per nulla, all’annuncio venne chiamato GTR Revival.
Project Motor Racing nasce allora come gioco di corse con supporto nativo alle mod su PC e console, con una modalità carriera inclusa e gare classificate online senza costi aggiuntivi. Nessun paywall, solo un’esperienza solida e versatile per la community. A crederci è stato poi GIANTS Software, sviluppatore e publisher svizzero più noto per Farming Simulator, concedendogli l’uso del GIANTS Engine 10 con il sistema personalizzato Hadron per la fisica più realistica dei veicoli.
C’è un dettaglio ulteriore da sottolineare: la filosofia dietro PMR. A Gamereactor, Bell l’ha illustrata così: “[…] a volte vengono prese decisioni per creare giochi con meccaniche di gioco che il nostro pubblico principale non vuole necessariamente. Abbiamo anche visto entrare nel genere un sacco di espedienti, microtransazioni, costi extra, modelli di abbonamento, paywall e così via. La mia opinione personale è che dovremmo sforzarci di rendere i giochi di sim-racing accessibili a più persone, ma non annacquando la simulazione in sé – che è letteralmente la funzione principale dei nostri giochi – ma offrendo di più di ciò che la comunità vuole. E dovremmo, per quanto possiamo permettercelo, rendere tutto disponibile senza avidi modelli di pagamento. Come ho detto prima, una comunità più ampia è un bene per tutti noi”.

Un potenziale da capire
Arriviamo quindi a oggi, quasi due settimane dopo il rilascio negli store. Project Motor Racing è giunto alla versione 1.5.0.1 con una patch focalizzata su hotfix e supporto a un maggior numero di volanti e pedali. Seguendo le orme di Farming Simulator, dispone già di un Year 1 Season Pass per veicoli e circuiti aggiuntivi con un prezzo particolarmente elevato. Alti e bassi, soluzioni e problemi. PMR è un’altalena o, per fare un parallelismo più nel settore, una Scuderia Ferrari che continua a mettersi i bastoni tra le ruote.
Quale sarà il futuro del gioco? Troppo presto per stabilirlo. L’inizio un po’ più traballante potrebbe avere in realtà un effetto positivo su PMR. I fari dei fan non sono più puntati direttamente sul gioco come se fosse la nuova e ultima speranza per il simracing game definitivo. Il tempo per sistemare l’opera non manca, ma va sfruttato appropriatamente. Contenuti aggiuntivi, ufficiali e mod, potrebbero elevarlo nel tempo mentre il team opera per calibrare meglio l’esperienza simulativa e risolvere i disguidi più gravi ed evidenti. Osservarlo sarà necessario, ma senza esigere cambiamenti rapidissimi.
L’idea del gioco di corse definitivo
Nel frattempo rimane un vuoto. Project Motor Racing non è ancora il simracing game definitivo, ma può diventarlo. La verità è che il desiderio di Straight4 Studios è quello di renderlo il corsistico della community, per la community. Ovvero, fornire le fondamenta e operare assieme ai giocatori per poter dare loro la possibilità di salutare con convinzione titoli solidi ma costosi come iRacing, rFactor 2 e RRE; soddisfacenti ma dal feeling incompleto come Automobilista 2; o approcci ancor più criticati come il “free-to-play” RENNSPORT.
Di esempi virtuosi da seguire ce ne sono. Assetto Corsa è forse il più moderno, ma si può guardare anche a Richard Burns Rally che, a 21 anni dal lancio, viene considerato uno dei giochi di rally migliori sul mercato. In “casa propria” possono invece puntare lo sguardo proprio a GTR2. Tutti e tre questi titoli hanno lo stesso punto di forza, proprio quello: una comunità attiva. Dovesse nascerne una attorno a PMR, potrebbero esserci tutte le basi necessarie per un successo inaspettato.
