Tempo addietro in queste pagine è apparsa la recensione di Core Keeper, titolo survival sandbox uscito circa un anno fa dall’accesso anticipato. Si parla di circa due anni e mezzo di crescita, cambiamenti e piccoli passi che lo hanno infine portato su PC e console in una versione definitiva ricca di contenuti e succosa nel gameplay. Una storia analoga, più recentemente, l’ha seguita un progetto appartenente allo stesso filone e figlio dei medesimi, grandi titoli ispiratori: Necesse.
Il prodotto firmato Fair Games e guidato dal solo-dev Mads Skovgaard nasce ancora prima, in realtà. La build originale su Steam risale infatti al dicembre 2019. Ergo, sono trascorsi quasi sei anni dall’esordio nel catalogo della piattaforma di mamma Valve. In tutto questo tempo sono arrivati nuovi mostri, biomi, armi e, in generale, contenuti pensati per avvicinare il gioco allo stato definitivo. Ovvero, un incontro tra il mitico Terraria e il convoluto, affascinante e spesso imperdonabile Rimworld. Scoprite in che modo nella recensione di Necesse.
Un concept ibrido efficace

La premessa è davvero semplice. In Necesse si costruiscono strutture, si esplora il mondo e si conquistano territori. Si parla di un ambiente infinito e generato proceduralmente, vasto sopra la terra e anche al di sotto di essa, tra cave piene di lava e miniere abbandonate. Già dai primi minuti si viene lanciati nell’esperienza survival tradizionale. Si raccolgono le risorse utili a craftare nuovi strumenti, si lotta contro mostri e si cerca di conquistare il cuore di animali da allevare per il proprio nutrimento.
Una formula trita e ritrita, peraltro proposta con una pixel art che tutti abbiamo potuto vedere sui già citati Terraria e Core Keeper. C’è chiaramente un percorso chiave da seguire, affrontando boss sempre più potenti fino all’ultimo, temibile avversario e alla Incursione Finale, ultimo evento del gioco che pone una sfida folle e ardua da superare. La curva di difficoltà ha alcuni momenti in cui tentenna e che dipendono sia dai mostri affrontati, sia dal bioma in cui si trovano. Alla frustrazione si associa quindi una soddisfazione legata alla conquista della montagna successiva, che permane fortunatamente fino all’endgame.
È un alternarsi, quindi, di un loop costituito dall’accumulo di risorse e crafting, e di scontri feroci con creature come mummie, sciamani, vampiri, golem di cristallo e, perché no, anche vermi delle sabbie. Nella potenziale monotonia di questa “cantilena” si intravede però un survival davvero ben fatto. Imperfetto, sia chiaro, ma soddisfacente.
Il gameplay di Necesse

A rendere più articolato questo ciclo è la dinamica delle colonie, forse l’aspetto più unico – ma pur sempre derivato – del titolo. Oltre a crafting ed esplorazione, bisogna gestire villaggi di NPC accogliendone sempre di più e creando più case per ciascuno di essi. Si tratta di un sistema solido e utile, dato che essi interagiranno con i nemici circostanti per difendere la località durante le pericolose ondate notturne. Tuttavia, è anche estremamente ridotto.
Oltre a reclutare i personaggi, commerciare con loro o chiedere informazioni e missioni, non si può fare molto altro. Certo, si possono costruire sistemi difensivi, rotte commerciali e infrastrutture per la protezione del villaggio, automatizzando inoltre la raccolta di risorse chiave. Si tratta di un modo per superare indenni il mid-game senza percepire il peso del loop ludico, ma senza la giusta profondità gestionale e strategica.
L’esplorazione, invece, passa dal concept a isole dell’early access a un mondo infinito e senza confini. Ora si percepisce molta più vita in ciascun bioma. C’è sempre un fondo di curiosità che alimenta Necesse e rende più naturale e fluido il ritmo di gioco. Un ruolo importante lo ha indubbiamente la componente audio, con una colonna sonora tendenzialmente calma alternata da composizioni più potenti durante i combattimenti.
Venendo al combattimento, la varietà di armi permette di percepire meno la noia della continua pressione di pulsanti tipica delle lotte con spada. Esistono anche boomerang e armi da fuoco che vanno dalle minigun agli sparaneve. La magia non può mancare, tra potenti libri e bacchette. Si possono persino evocare minion che combattono per noi e ottenere trinket che potenziano le abilità e statistiche per un vantaggio ulteriore contro i boss. Altro bonus del sistema di combattimento è la dinamicità delle lotte con i boss stessi, per cui è doveroso preparare la giusta strategia e comprendere il set di mosse e le armi a cui loro hanno accesso – anche se alcune di esse, come già anticipato, sbilanciano l’esperienza e la rendono più frustrante.
Infine, il multigiocatore fino a 8 player nello stesso server dà più appeal a Necesse. La stabilità del gioco è incredibile e stupisce molto, considerato che si tratta di un titolo indipendente. Zero crash, attimi di lag alquanto rari e, da sottolineare, c’è anche la compatibilità con il workshop di Steam. Le mod consentono di aggiungere biomi alla partita, ma anche armi ed elementi cosmetici per una rigiocabilità pressoché infinita. A oggi si contano circa 270 mod e la community continua ad aggiungere contenuti folli, dai pacchetti industriali a quelli più fantasy, incluso il bilanciamento dei boss più ostici.
Sorprendente tra pixel art e mondi immensi

Oltre al sonoro molto piacevole, anche l’estetica non scherza…circa. Necesse guarda molto di più a leggibilità, accessibilità e prestazioni che alla bellezza. La pixel art è sempre pulita ma non proprio brillante, complice la scelta del font. Anche le box di dialoghi e menu non sono così splendide. Al contrario, mantengono un’essenzialità che permette di giocare anche su Steam Deck apprezzando i mondi immensi e riducendo tempi di caricamento e bug.
Per essere il prodotto di un singolo sviluppatore, Necesse non scherza. Non è immacolato e credo risulti evidente dal resto della recensione, ma è bello da giocare. In fondo, è tutto ciò che serve. L’uso delle risorse di sistema è minimo e ciò comporta che i requisiti sono davvero bassi. Per intenderci, i consigliati prevedono una scheda video NVIDIA GeForce GTX 650 da 2 GB e un processore i5-4590, o Ryzen 3 2200G. Così facendo, in meno di 500 MB il gioco racchiude tutto ciò che serve per apprezzare un survival sconfinato.
La recensione in breve
Necesse è l’ennesima hit indie che non passa inosservata ai giocatori, figlia di un early access lungo ma che ha portato i suoi frutti. Mischiando il gameplay di Terraria ed elementi gestionali di Rimworld, avvicinandosi al contempo a Core Keeper, trova il suo spazio nel segmento di appartenenza e risulta sorprendente e godibilissimo soprattutto su Steam Deck. Pur essendoci alcuni problemi di bilanciamento in certi boss e altri difetti in combattimenti ed elementi gestionali/survival, allo stato attuale è pronto a garantire dozzine di ore di gioco peraltro a un prezzo molto accessibile, basta solo provarlo per crederci.
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Voto Game-eXperience
