Dopo l’uccisione di Charlie Kirk, figura di spicco della destra radicale americana, l’attenzione si è spostata anche sul profilo digitale dell’assassino, il ventiduenne Tyler Robinson. Tra i vari account online ricondotti al giovane, spicca quello su Steam, ora sotto la lente dei servizi segreti USA. La ragione principale dell’intervento sarebbe l’uso del nome “Donald Trump” come alias, un dettaglio che ha portato l’indagine a un livello più alto di attenzione, pur non essendo la Homeland Security direttamente coinvolta nella protezione di Kirk al momento dell’omicidio.
Come riportato da Kotaku, l’account attribuito a Robinson mostra un’attività tipica di milioni di altri giocatori: migliaia di ore trascorse su titoli come Sea of Thieves, Deep Rock Galactic e Counter-Strike 2, recensioni simili a quelle di qualsiasi altro utente e un inventario popolato da oggetti virtuali comuni come cappelli e carte collezionabili.
Alcuni hanno notato un riferimento a Helldivers 2 in uno degli oggetti ritrovati vicino alla scena del crimine, ma gli investigatori sottolineano che non ci sono prove concrete che i videogiochi, i meme o altri aspetti della cultura online abbiano spinto Robinson a compiere il gesto.

Il tema si inserisce in un dibattito più ampio: il mese prossimo, Steam, Twitch, Discord e Reddit dovranno presentarsi al Congresso per discutere di radicalizzazione online. La questione è diventata centrale dopo una serie di episodi di violenza politica negli Stati Uniti. Tuttavia, dalle prime ricostruzioni, né le chat private né le testimonianze di amici hanno evidenziato un comportamento anomalo o legato a una particolare radicalizzazione attraverso il gaming. Resta dunque da chiarire se l’attività digitale di Robinson avesse davvero implicazioni politiche o se fosse, come sembra, paragonabile a quella di milioni di altri utenti della sua età.
