Titolo inaspettato da questa Gamescom con un trailer presentato al live show della Opening Night, Remothered: Broken Porcelain sembra aver attirato ancora maggior attenzione rispetto a quando uscì il suo predecessore. In anteprima abbiamo potuto assistere ad una demo giocabile ed abbiamo avuto l’occasione di parlare direttamente con il creatore della serie Chris Darril, che ci ha guidato in un breve tratto di gioco e spiegato a grandi linee l’ambientazione.

Siamo sui monti italiani più o meno nel 1970, dove l’orfana ribelle Jennifer lavora come donna di servizio presso l’Ashmann Inn, hotel che ricorda molto il celebre Overlook Hotel del film “cult” Shining.  Jennifer inizia la sua avventura “da brivido” in una stanza di questo hotel: poco dopo assistiamo all’entrata in scena di Andrea, l’attempata tenutaria del semi-vuoto hotel che si affretta a portare un vassoio colmo di cibo (?) vicino una grata con un bigliettino che riporta la frase “Pare sia stato colpito da Acherontia, lo stavano mangiando vivo!”.

Sollevando il coperchio del vassoio un corvo ancora vivo, legato, gracchiante e pieno di larve ci si para davanti. Viene improvvisamente afferrato da una mano grigiastra oltre la grata che lo trascina via. Alla reazione spaventata di Jennifer compare nuovamente Andrea: inizialmente calma, perde improvvisamente il controllo e cerca di attaccare Jennifer con un paio di forbici. La frase “Siamo tutti uguali, anche tu” implica il coinvolgimento della protagonista in una sorta di setta o chissà che altro. Il mistero rimane tale (per ora) poiché saremo noi a dover salvare la pelle di Jennifer, ora inseguita senza tregua dalla malefica tenutaria ormai trasformata in una sorta di mostro sanguinario.

E’ possibile notare nei primi tratti di gioco le similitudini e le differenze con l’originale Remothered: Tormented Fathers a partire dalle musiche ed alla possibilità di utilizzare vari oggetti come armi di fortuna. Come in precedenza, potremo nasconderci sfruttando l’ambiente circostante (casse, armadi, angoli) e tentare la fortuna mentre il pericolo passa ed il sonoro si fa meno opprimente, riportando il tutto al silenzio mentre il nemico si allontana. Come nel primo episodio, è ancora possibile raccogliere oggetti monouso come bottiglie per distrarre gli avversari o coltelli che ci permetteranno di fuggire nel caso di attacco.  Potremo anche colpire i nemici che, una volta feriti, mostreranno sul loro corpo i segni della lotta e reagiranno in base al colpo ricevuto.

Scappando dalla stanza e facendo quietare la malvagia tenutaria (che ritornerà alle sue solite faccende come in una sorta di trance) potremo sfruttare la meccanica stealth e passare dietro di lei per recuperare diverse chiavi. C’è un aggiunta ulteriore per i più temerari: una volta seminata la malefica tenutaria, ci siamo inoltrati in alcune altre stanze alla ricerca di Elisa, compagna di Jennifer ora misteriosamente scomparsa.

L’esplorazione porta a qualche risultato ma, inseguiti dalla sanguinaria Andrea, dovremo presto ricorrere alle maniere forti. Utilizzando l’ambiente circostante a nostro vantaggio dovremo infliggere più di una coltellata alla vecchia tenutaria prima di poterci finalmente liberare della sua scomoda presenza ed impossessarci del mazzo di chiavi che dovrebbe condurci verso la libertà. Breve momento di soddisfazione prima di venir attaccati da un nuovo, misterioso nemico che conclude con un colpo di scena la demo giocabile.

Salta subito all’occhio la meccanica principale delle fasi stealth, arricchite e migliorate nonché dotate di ottimi effetti sonori come i passi dei personaggi chiaramente udibili. E’ possibile sporgersi dai muri per controllare la situazione: l’intelligenza artificiale dei nemici pare ottima già da una iniziale analisi, arricchita da comportamenti realistici e difficilmente prevedibili . Un’altra novità interessante è rappresentata dalla peculiare abilità della protagonista: potrà infatti controllare insetti di vario genere che in futuro potremo usare per osservare i movimenti nemici. A quanto pare sarà anche possibile interpretare differenti personaggi, tra i quali la protagonista del precedente episodio Rosemary: una piccola “chicca” per i fan della serie che certamente apprezzeranno l’idea.

In ultima analisi prendiamo in esame il comparto tecnico, purtroppo in parte “mozzato” dai mezzi tecnici messi a disposizione durante il gameplay visibile alla GamesCom. Animazioni facciali di gran pregio fanno il paio con ambienti sempre ben concepiti e resi magnificamente. Come se la caverà il gioco nella sua versione finale? Difficile dirlo per ora, ma ciò che abbiamo visto ci permette di serbare un motivato ottimismo.

Remothered: Broken Porcelain mostra già da ora il duro lavoro svolto da Chris Darril e dal suo team, impegno teso a consegnare nelle mani dei fan un prodotto ancor più intrigante e rifinito del titolo precedente. Attendiamo con ansia novità!

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