Cyberpunk 2077 è, senza il rischio di cadere in errore, il gioco più atteso in uscita il prossimo anno. Un’aspettativa ed un interesse sempre più alti, alimentati non solo dalle informazioni trapelate da CD Project Red e dalla presenza nel gioco di star del calibro di Keanu Reeves, ma anche dalle reazioni più che entusiaste da parte della stampa:  sezioni di gameplay mostrate a porte chiuse considerate alla stregua di un’esperienza mistica e anteprime composte per lo più da elogi. Cyberpunk 2077 è stato, dal suo primo filmato, definito in tanti modi che alcuni hanno anche azzardato a considerarlo potenzialmente rivoluzionario. Sembra eccessivo? Fidatevi non lo è. Durante la Gamescom 2019 ho visto per la prima  volta Cyberpunk 2077, mi sono ritrovata per 50 minuti  immersa  nel mondo del tanto decantato titolo di CD Project Red. Il risultato?  Un’unione di sollievo per le aspettative confermate e un’appagante confusione per i tanti elementi osservati in un’unica demo. Prima di andare avanti è doveroso fare una premessa: l’articolo si basa sulla sezione di gameplay vista a Colonia, quindi se queste sensazioni verranno confermate lo potremo solo dire quando avremo il gioco completo.

La sezione di gioco vista è la stessa mostrata all’E3 di Los Angeles, quindi non voglio soffermarmi sulla descrizione di quello che ho visto (trovate già una descrizione certosina qui), ma concentrarmi sulla prima impressione, il primo vero impatto con  Cyberpunk 2077 da parte di una persona che lo vede finalmente per la prima volta. Ho usato precedentemente un’ossimoro come “appagante confusione”, per quanto questo possa per essere per molti senza senso, il motivo della mia scelta deriva da un aspetto del gioco ben preciso: Cyberpunk 2077 è composto da una quantità impressionante di elementi e descrivere quello che succede su schermo è difficile, e se si cerca di farlo si rischia di fare un torto al gioco dato che il racconto non potrà mai essere fedele. Non tutto quello che ho visto durante il filmato era nuovo o originale,  ma le meccaniche e gli elementi di base sono portati  ad nuovo livello al punto che parlare di novità non è poi così sbagliato.  La città per esempio, nella sezione vista appariva esteticamente decadente ma allo stesso tempo futuristica, composta da differenti realtà che interagivano con il protagonista e l’ambiente in modo quasi realistico, dinamico, ciclico ma soprattutto straordinariamente vivo. Nella sezione di gameplay, la missione si spostava su differenti ambienti con un naturale crescendo: si passa dalla chiesa ad un centro commerciale abbandonato ad un cinema, il tutto con una cura del dettaglio maniacale.

Il dinamismo del mondo si rispecchia perfettamente nelle missioni: in Cyberpunk 2077 la maggior parte degli elementi può essere utilizzata per portare a termine la missione. Vivendo in un ipotetico futuro dove è la tecnologia a farla da padrone, tutto è accessibile tramite hacking, perfino la mente cibernetica dei nemici (così come la nostra, sia chiaro) e le parti del corpo dotate di innesti. Perché non sfruttare proprio  gli arti meccanizzati degli avversari per ucciderli evitando così di sprecare munizioni e di farsi scoprire? E perché non portare avanti l’intera apparentemente lunga campagna senza uccidere nessuno? In Cyberpunk 2077 anche le possibilità di approccio all’azione sono svariate, così come la grande varietà  dei personaggi dalle personalità spiccate e delle opzioni di persolizzazione che portano il tutto ad un altro livello. Ritrovarsi quindi per la prima volta di fronte ad un titolo complesso ed entusiasmante, si viene bombardati da mille informazioni rischiando di perdere i dettagli, perché è sicuro che ad nuova visione noteremo qualche particolare aggiuntivo che ci era sfuggito in precedenza. Del resto gli stessi personaggi principali sono ormai riconoscibili così come il loro abbigliamento, nonostante il gioco non sia ancora uscito. Per me è stato alquanto complesso rimanere distaccata e non confermare gli entusiasmi generali, dato che Cyberpunk  2077 ha delle immense potenzialità e l’aspettativa per il gioco di CD Projekt raramente si è vista all’interno di questo settore. Certo dovremo vedere a gioco completo, ma per il momento la presentazione mi ha mostrato esattamente quello che mi aspettavo, cosa sempre più difficile da ritrovare nel contesto attuale.

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