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EPOS H3Pro Hybrid Recensione

Tra le quattro mura di Epos, lassù in Danimarca, non ci si ferma mai. Soltanto qualche giorno fa vi abbiamo parlato della famiglia H6 Pro, una coppia di headset Open/Closed con caratteristiche top di gamma capaci non solo di garantire una qualità audio ottimale, ma anche di soddisfare i palati più esigenti sia in termini di isolamento acustico sia, e soprattutto, di resa del palcoscenico sonoro. Del resto, qualità e versatilità hanno da sempre contraddistinto l’ex costola Sennheiser, tutto tranne che ultima arrivata nel settore e costantemente in attacco nella partita delle soluzioni sonore. Soluzioni che, in questo autunno, non mancano affatto: e l’annuncio di un nuovo membro della famiglia H3, le Epos H3Pro Hybrid, altro non fa se non avvalorare due semplici fatti. Che il mercato dell’hardware audio da gioco è un motore autoalimentato dove vige la legge del “chi si ferma è perduto” da un lato; che accontentare le enormi aspettative di un’utenza sempre più esperta ed esigente, per quanto complicato, non è mai del tutto impossibile dall’altro. E vi anticipiamo già da ora che, con queste H3Pro Hybrid, Epos fa un altro centro quasi perfetto, offrendo un’alternativa di prim’ordine a tutti quei giocatori che, oltre alla qualità sonora, pretendono versatilità, comodità e prestazioni. Il tutto, udite udite, persino senza i fastidiosi fili…

Design ed ergonomia high end

Potremmo girarci attorno per mezza giornata, ma la dichiarazione d’intenti delle H3Pro Hybrid non lascia spazio all’immaginazione: fornire alla frangia più esigente dei giocatori una soluzione quanto più completa possibile, che garantisca non solo una qualità audio inattaccabile, ma anche l’assenza di qualsiasi lag tanto in modalità wired quanto, e soprattutto, in wireless. Se a questo ambizioso biglietto da visita aggiungiamo un sistema di cancellazione attiva del rumore (ANC) e il doppio canale audio via BT, inutile sottolineare che con l’arrivo sul mercato queste H3Pro Hybrid l’asticella della qualità degli headset è destinata ad alzarsi di un buon paio di tacche. Performance e immersione: questi i pilastri alla base del design del nuovo device Epos, che evolve nel migliore dei modi l’ottimo lavoro svolto dalle H3 Hybrid inserendo nel sistema un nuovo set di equazioni, volte a rendere ancora più unica l’esperienza uditiva.

Il design del nuovo headset closed di Epos si muove in continuità con quello delle H3 Hybrid: linee sinuose per un’estetica aggressiva e uno stile accattivante. L’ottimo feedback aptico delle plastiche corrobora la sensazione di stringere tra le mani un prodotto solido: che Epos non si abbandoni a fronzoli estetici anche nei top di gamma è un dato di fatto, ma l’impressione una volta estratte dalla scatola, lo ammettiamo, è stata più positiva di quanto sperimentato con le H6Pro. In termini di padiglione, la soluzione di Epos per le varianti Closed non è soltanto tecnologicamente funzionale, ma convince per stilemi ergonomici. I padiglioni delle H3Pro Hybrid usano un materiale sintetico scamosciato nelle parti di contatto: il tutto è avvolto da un’imbottitura in ecopelle, la cui morbidezza garantisce un’aderenza elevata sui lobi. Vale quanto detto per gli headset ad acustica chiusa: maggior aderenza implica maggior tenuta, a vantaggio dell’isolamento sonoro passivo. Il suono rimane intrappolato nella cavità del padiglione, situazione acustica che enfatizza il palcoscenico audio senza dispersioni: immersione totale, dunque, che viene però controbilanciata da una pressione acustica non trascurabile. Come gran parte dei modelli closed, queste H3Pro Hybrid non sono ideali per sessioni troppo durature: il peso contenuto dell’headset permette comunque di sopravvivere a sessioni di gioco di un paio d’ore senza incappare in fastidiosi dolori. Parte del merito va all’archetto superiore, resistente e dalla presa circumaurale salda, ma confortevole grazie all’imbottitura morbida che lo riveste.

Connettività Low Latency, 7.1 in Wireless ma non solo…

Quando si parla di audio wireless, impossibile non fare i conti con la latenza – non è certo un caso se il wired è l’unica soluzione presa in considerazione dagli audiofili anche nel contesto gaming. Che si tratti di WiFi o BT, un tradizionale dispositivo senza fili può introdurre ritardi nella trasmissione di 150/200ms: non tutti i giocatori hanno l’orecchio assoluto, ma una latenza del genere può inesorabilmente tradursi in un lag audio-visivo tale da rovinare in toto l’esperienza. Con le H3Pro Hybrid, Epos mira a lasciarsi alle spalle anche questa secolare problematica, introducendo una tecnologia wireless proprietaria in grado di ridurre la latenza a livelli ben al di sotto del percepibile. La connettività via WiFi si realizza tramite un dongle USB-A, che non si limita a trasmettere l’audio di gioco con un ritardo inferiore ai 40ms, ma re-sincronizza il segnale proveniente dal canale del microfono sul medesimo valore – allineando il timing nel caso di party tra più giocatori. Il risultato, come emerso durante le nostre prove in una stanza colma di dispositivi senza fili, è lodevole e rende impossibile percepire eventuali ritardi nella trasmissione del segnale.

La connettività WiFi a bassa latenza rappresenta il primo elemento di spicco delle H3Pro Hybrid: resta sottinteso il funzionamento su PC in modalità wired via USB e su console, sfruttando il cavo fornito per la connessione ai pad di PS5 o Xbox. L’headset supporta il Bluetooth 5.2, per una compatibilità ad ampio raggio con la maggioranza dei dispositivi mobile – il tutto a favore di versatilità e praticità d’utilizzo. Come accade spesso nella fascia mid/end, il canale BT funziona in modo “indipendente” e permette al device di trasmettere simultaneamente due flussi audio separati, per ciascuno dei quali è previsto un controllo del volume dedicato. Per essere più pragmatici, sarà possibile effettuare una telefonata durante una sessione di gioco, riprodurre una playlist di Spotify come sottofondo alla partita, utilizzare app di terze parti per chattare con altri giocatori qualora il titolo non offra una chat in game – il tutto, è bene rimarcarlo, sia che si stia utilizzando l’headset in modalità WiFi, sia connesso ad un pad o al PC tramite cavo console o USB.

In quest’ultimo caso sarà possibile ricorrere ai servigi di Epos Gaming Suite, software del produttore che, in modo semplice ed immediato, permette di destreggiarsi con le configurazioni dell’headset. In termini di qualità sonora, EGS mette a disposizione quattro preset “di fabbrica” (eSport, Flat, Movie, Music): l’utenza più esperta potrà tuttavia cimentarsi con un equalizzatore SW a nove bande, in modo da creare e salvare profili personalizzati all’interno delle H3Pro Hybrid: grazie al tasto funzione presente nell’headset sarà poi possibile switchare tra i preset creati. Al netto dell’immancabile Firmware Updater e dei setting più comuni, sarà possibile attivare e configurare il Surround Sound 7.1 di casa Epos. Ricordiamo infatti che le H3Pro Hybrid supportano il surround 7.1, esclusivamente su PC, in modalità WiFi Low Latency e Wired.

ANC, microfono e prova sul campo

Rimane ancora un punto importante da analizzare prima della nostra prova sul campo: stiamo parlando dell’ANC, il sistema di cancellazione attiva del rumore che lavora in modo complementare a quello passivo offerto dai padiglioni. L’ergonomia e l’aderenza delle imbottiture creano una barriera in grado di ridurre la sorgente rumorosa esterna – agendo come filtro passa-basso – di circa 30dB: un risultato già di per sé sopra la media, ma ulteriormente migliorabile. Epos aggiunge infatti un minuscolo microfono all’interno del padiglione, che cattura gran parte dei suoni a bassa frequenza non cimati dall’isolamento passivo: usando la tecnica dell’inversione di fase, il sistema filtra l’intensità di tale sorgente permettendo di ridurre di ulteriori 16dB l’intensità complessiva del rumore percepito. ANC e padiglioni lavorano in tandem, con risultati che anche un orecchio poco allenato non faticherà a percepire: possiamo confermarvi come, nel mezzo del traffico mattutino, l’ascolto di una normale playlist Spotify cambi sensibilmente con ACN acceso o spento. È chiaro che le H3Pro Hybrid mirino a raggiungere l’immersione sonora totale, un traguardo che pur trovando nel gaming il terreno più fertile permette di godere l’esperienza uditiva in ogni sua forma.

In termini di qualità acustica, del resto, c’è poco di cui discutere. Le H3Pro Hybrid suonano, tanto in wired che in wireless, che è una meraviglia. Il suono è equilibrato e avvolgente, con una predilezione evidente per le frequenze medio/alte e una nota cristallina che infonde sostanza e mordente all’ascolto. I bassi spingono a modo, e la possibilità di modificare i parametri di EQ tramite EGS permette a delle mani attente di guadagnare qualcosina in più in termini di profondità e corpo. Inutile ricordare di non “sbilanciare” troppo le regolazioni, per non ovattare eccessivamente i mid/low e appiattire il suono in modo innaturale. I preset disponibili “di default” coprono la maggior parte degli use case, accorrendo in aiuto all’utenza non troppo esperta di equalizzazione: c’è tuttavia un notevole spazio di manovra con EGS, e dedicare il giusto tempo alla creazione di un custom preset può migliorare non poco l’esperienza complessiva. Le H3Pro Hybrid offrono un timbro di carattere e ottimamente bilanciato, con un ampio palcoscenico sonoro che viene ulteriormente esaltato dall’eccellente sistema di isolamento del rumore: un timbro che si presta perfettamente all’ascolto casual (musica e TV regalano ottime vibes) ma che nasce appositamente per enfatizzare al meglio le nostre sessioni di gioco.

L’apertura acustica delle H3Pro Hybrid si traduce in valide prestazioni in termini di spazializzazione. Il 7.1 di Epos non tradisce le promesse, permettendo di identificare il posizionamento della sorgente e valutarne la distanza acustica in modo accurato – un esempio? Basta gettarsi nel multi di Battlefield 2042. Dal sibilo dei proiettili al rombo degli aerei, passando per grida ed esplosioni attorno alle nostre orecchie, il titolo DICE guadagna profondità grazie alla spazialità sonora delle H3Pro Hybrid: che, dopo BF2042, hanno mostrato i muscoli con Forza Horizon 5 e Bright Memory Infinite. Potenza e struttura del suono sono punti a favore riscontrati anche nei test su console, una volta connesso l’headset ai pad di Xbox e PS5. Avevamo già notato quanto i driver dell’headset Epos e il Tempest Engine andassero d’accordo, e anche in questa occasione la prova di new entry come Vanguard e di certezze come Returnal o RE Village ha mantenuto fede alle aspettative. Anche su Xbox Series X non mancano eccellenti banchi di prova (tra cui il nuovissimo multi di Halo Infinity), ma la sostanza non cambia: in ambo le ammiraglie confermiamo un comportamento equiparabile, in termini di spazializzazione sonora, a quello dei rispettivi headset first party. Certo, il mancato supporto ad Atmos da parte di Epos, nel caso di Xbox, è un fattore da tenere in considerazione: ma basandoci sulla qualità audio in senso assoluto, il vantaggio della tecnologia Eps è comunque evidente.

Per ultimo abbiamo tenuto il “test dell’ufficio”, la proverbiale riunione zero-fun per valutare microfono e pulizia del segnale. Le H3Pro Hybrid montano un microfono ad asta magnetica removibile di buona qualità, simile a quello presente nelle H6Pro con, in più, la possibilità di attivare l’ANC durante l’utilizzo. Questo si traduce in una trasmissione nitida e cristallina della voce, che risulta meno decisamente roca di quanto ravvisato nelle sorelle H6. Qualora l’asta venga rimossa, sarà comunque possibile trasmettere utilizzando il secondo microfono: sappiate però che, in questo caso, l’assenza dell’ANC unita alla maggior distanza tra mic e bocca si traduce in un drastico calo della qualità. Ricordiamo inoltre che il mic aggiuntivo sarà attivato di default in assenza del principale: ricordate dunque di spegnerlo tramite software prima di trasmettere accidentalmente cose (o insulti, nel caso del gioco competitivo) di cui potreste pentirvi …

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Alberto Destro

Alberto Destro

Quando il Signore regalava agli uomini l'arte della scrittura, probabilmente ero al bagno.

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