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Death Stranding: Director’s Cut analizzato da Digital Foundry

La redazione promuove questa nuova versione del gioco.

In attesa del lancio ufficiale di Death Stranding: Director’s Cut, fissato nel corso della giornata di domani, ecco che anche Digital Foundry ha pubblicato il proprio verdetto sulla nuova opera di Hideo Kojima, ovviamente con il comparto tecnico del gioco al centro delle discussioni.

La celebre redazione evidenzia quindi sin da subito che questa nuova versione di Death Stranding include due modalità grafiche, denominate come da tradizione Qualità Grafica e Performance, entrambe che puntano ai 60 fps ma con solo la seconda che raggiunge appieno tale obiettivo prefissatosi.

Entrambe queste modalità possono anche essere sfruttare in ultrawide 21:9. Per impostazione predefinita, il gioco si avvia con il suo formato standard 16:9 in modalità prestazioni, che fa girare il gioco ad una risoluzione di 1800p, con upscaling a 2160p. Per quanto riguarda la qualità dell’immagine, sembrerebbe paragonabile alla modalità di rendering a scacchiera di PS4 Pro: più nitida in alcune aree, più morbida in altre, ma simile. Ovviamente, il principale miglioramento riguarda i 60 fps, e in modalità prestazioni è completamente fisso. È disponibile anche la modalità qualità, che aumenta la risoluzione a 2160p ma c’è una riduzione delle prestazioni. Durante i filmati ed i combattimenti è possibile vedere il framerate scendere dai 60fps, principalmente verso i 55 ma anche fino ai 40 in alcuni casi.

Infine c’è la modalità ultrawide che si rivela più interessante del previsto. Fondamentalmente, il gioco utilizza barre nere nella parte superiore e inferiore dello schermo mentre espande il campo visivo all’interno dell’area visibile. La risoluzione effettiva quando si utilizza questa modalità è di circa 3840×1643. Insomma una sorta di replica dell’esperienza ultrawide della versione PC, ma con delle barre nere in alto ed in basso.

Le differenze grafiche nelle varie modalità sono praticamente inesistenti, oltre alla risoluzione ed al framerate ovviamente. Detto questo, Death Stranding: Director’s Cut rispetto alla versione PS4 e PS4 Pro presenta un LOD leggermente migliorato e sono visibili più dettagli anche dalla distanza. Digital Foundry ha poi evidenziato dei cambiamenti al design del mondo, forse per semplificare l’esperienza di attraversamento dei giocatori, ed anche l’acqua sembra essere stata leggermente migliorata su PlayStation 5.

La redazione afferma poi che il supporto al DualSense è a loro avviso uno dei migliori. Death Stranding supporta ora anche mouse e tastiera, proprio come la versione PC ed è possibile anche combinare i controlli del DualSense con l’input del mouse.

Fonte: Eurogamer.net

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Alberto Rossi

Alberto Rossi

Nasco Nintendaro grazie al Super Nintendo per poi subìre la seduzione d'altri lidi, con monoliti neri e croci verdi. Per fortuna che ancora una volta arrivò Navi a dirmi: "Ehy listen..."

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