Battlefield 6 sta catalizzando l’attenzione del mondo FPS, complici una beta da record ed un ritorno in grande stile della serie. Con l’avvicinarsi del lancio, uno dei temi più discussi è lo Skill Based Matchmaking (SBMM), spesso accusato di rovinare l’esperienza di gioco nei multiplayer competitivi. Il Lead Producer David Sirland ha chiarito come funziona il sistema di ricerca dei giocatori nel sesto capitolo della serie: la beta ha già utilizzato le stesse priorità previste al lancio, identiche a quelle dei precedenti capitoli.
Il matchmaking si fonda principalmente su due criteri: ping e tempo di attesa. In altre parole, il sistema cerca prima di collegare i giocatori a server vicini per ridurre la latenza e poi di inserirli rapidamente in partita. Le abilità dei giocatori sono comunque considerate, ma restano un fattore secondario.
Questa scelta è voluta: le modalità su larga scala di Battlefield necessitano di un’ampia varietà di abilità per mantenere vivo il “sandbox” del gioco. Per questo il sistema si preoccupa anche di bilanciare le squadre, distribuendo i giocatori in modo che entrambe le fazioni abbiano una composizione eterogenea e competitiva.
Il risultato è un matchmaking di Battlefield 6 pensato per preservare la natura dinamica della serie, evitando partite monotone e mantenendo la priorità sull’esperienza fluida e immediata, senza sacrificare la varietà strategica che rende Battlefield unico.
Aggiungiamo che nei giorni scorsi EA ha parlato anche delle dimensioni delle mappe del gioco, ritenute troppo piccole da alcuni utenti.
Clarification: Open beta used all matchmaking priorities we expect for launch. And they are the same as they have been in previous titles. We prioritize Ping, and time to game ahead of most things. 1/2
— David Sirland (@tiggr_) August 11, 2025
