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Castlevania: Advance Collection Recensione

Se si parla di “serie che hanno fatto la storia”, sicuramente Castlevania è una delle prime che è possibile citare in questo particolare contesto. Una saga di enormi proporzioni, sia a livello artistico che a livello di esperienza: partita ormai molti anni fa nel 1986, l’avventura apparentemente senza fine del clan Belmont (e relative parentele/amicizie) per scacciare il re delle tenebre Dracula è ancor oggi una delle esperienze più amate dai giocatori. Nessuna sorpresa quindi nel vedere Konami, software house che di certo non ha fatto molto per farsi “amare” dal proprio pubblico ultimamente, impegnarsi nel rinverdire un po’ le proprie offerte sfruttando brand storici ed assai apprezzati. Dopo la già rilasciata Castlevania: Anniversary Collection, oggi arriva nelle nostre mani Castlevania: Advance Collection. Una collezione di titoli di tutto rispetto che ha come comune denominatore la release del titolo originale su Game Boy Advance, fatta eccezione per “l’intruso” Castlevania: Vampire’s Kiss originariamente rilasciato per Super Nintendo.

LA MALEDIZIONE DEL VAMPIRO

La storia è sempre più o meno la stessa, e va benissimo così: Dracula che ritorna in vita, l’infausto castello pregno di malvagità che riappare (in epoche differenti), la minaccia per il mondo intero e l’intervento risolutivo dell’eroe armato di frusta/altre armi che riporta tutto a posto fino al prossimo problema. E’ sempre interessante analizzare una serie come Castlevania mettendola a confronto con gli standard moderni, soprattutto in termini di narrazione. Le avventure del clan Belmont & soci ripercorrono lo stesso schema narrativo costantemente, pur con intrigante “backstory” variegata, eppure tutto funziona bene. Di chi è il merito? Personalmente, sono convinto che gameplay e direzione artistica (sia sul piano grafico che sul piano sonoro) siano i principali motori che trascinano la serie dai lontani tempi della sua genesi. Ma andiamo con ordine.

Castlevania: Advance Collection

La collezione che prendiamo in esame contiene Castlevania: Circle of the Moon, Castlevania: Harmony of Dissonance, Castlevania: Aria of Sorrow e “l’intruso” Castlevania: Vampire’s Kiss, come dicevo prima originariamente rilasciato per Super Nintendo come 悪魔城ドラキュラX 血の輪廻 (Akumajo Dracula X Chi No Rondo) e quindi assente nel parco giochi della console Game Boy Advance. Quest’ultimo titolo va esaminato a parte, considerato che si discosta dagli altri giochi presenti non solo per la console originale di rilascio, ma anche per gameplay. Castlevania: Vampire’s Kiss è infatti un’esperienza associabile ai primissimi titoli della serie, prima della “trasformazione” avvenuta in primis con Castlevania II: Simon’s Quest e poi più ampiamente con il ben noto Castlevania: Symphony of the Night per Playstation. Un’avventura classica, action/platform e personaggio decisamente legnoso per certi versi: la ricetta per divertirsi veramente in stile old school. Gli altri titoli presenti sono invece molto più simili alla classica esperienza “metroidvania” intesa nel senso più moderno ed attuale del termine: azione, piattaforme ma anche esplorazione, equipaggiamento e backtracking.

COLLEZIONE DI AVVENTURE

La via scelta da Konami per riproporre questi titoli storici è decisamente buona, grazie all’aiuto dell’ormai noto Team M2 che si è già dimostrato affidabile quando si parla di “far risorgere” perle del passato. Un menu semplice da navigare che permette di scegliere il gioco nel quale cimentarsi, con tanto di possibilità di selezionare la versione PAL, USA o JAP. E’ presente anche la utile possibilità di salvare il gioco in ogni momento tramite un “save state” in puro stile emulatore, seppur questa opzione potrebbe in qualche modo danneggiare l’esperienza originale come intesa dallo sviluppatore. Poter salvare in qualunque momento piuttosto che usare i save point determinati e decisi dal creatore del gioco è certamente un vantaggio per i giocatori meno esperti, ma al tempo stesso potrebbe rendere la sfida offerta assai meno stimolante.

Castlevania: Advance Collection

Sono presenti in Castlevania: Advance Collection anche interessanti opzioni grafiche per rendere l’esperienza più pulita visivamente, oppure più simile a quella originale con l’aggiunta di scanlines ed altri effetti retro-style. Va precisata una cosa importante: tutti i titoli in questione (eccezion fatta per Castlevania: Vampire’s Kiss) sono nati e concepiti originariamente per funzionare su console dotate di schermo assai più ridotto di dimensioni rispetto ai moderni monitor 16:9. Nonostante l’ottima direzione artistica già menzionata, ritrovarsi a giocare un titolo pensato per mini-schermi su un monitor enorme fa una certa differenza. Il “valore storico” è intatto, ma alcuni pixel sono davvero grandi e si perde anche gran parte del feeling visivo originale. Un compromesso accettabile? In gran parte si, anche solo per il valore intrinseco dei giochi in questione e per la “preservazione” storica degli stessi, resi ora virtualmente immortali al netto della presenza dei ben noti emulatori.

Castlevania: Advance Collection è una raccolta certamente attraente sia per gli storici amanti della serie, sia per giocatori magari più “giovani” e desiderosi di scoprire le radici di uno dei generi più in voga attualmente, soprattutto nel mondo indie. Al netto delle differenze puramente visive già descritte, il valore dei giochi contenuti nella collezione è innegabile. Ore ed ore di divertimento ad un prezzo contenuto, con la possibilità di esplorare uno dei mondi più affascinanti e riusciti della storia di questo settore.

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Simone Granata

Simone Granata

Circa 30 anni di passione videoludica, nata nell'infanzia per poi sfociare in interesse che sfiora il morboso. "Nintendese" madrelingua, ma odio vero per le tifoserie: la qualità innanzitutto. Pensate che i videogiochi siano cose per il tempo libero? Cose per le quali sprecare solo alcuni minuti della giornata? 異議あり!

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