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Bright Memory: Infinite | Recensione versione console

Bright Memory: Infinite doveva essere uno dei giochi di lancio per la nostra cara Xbox Series X/S in quanto prometteva di mostrare i muscoli a piena potenza della console di casa Microsoft. Peccato però che la storia non è andata a favore per il FYQS Studio (anche se c’è solo una povera anima dietro alla realizzazione di questo gioco, Zeng Xian Cheng), perché difatti il gioco uscì qualche tempo dopo il rilascio della console e in via esclusiva per PC. Dopo quasi due anni dall’annuncio, ecco finalmente Bright Memory: Infinite sulla piattaforma originale con… nessuna novità.

Una piccola premessa su Bright Memory: Infinity e il mondo di gioco

Prima di addentrarci all’interno della recensione, vi segnalo che il mio buon collega Alessandro di Liberto ha già recensito in maniera molto approfondita il gioco nella sua versione PC, per tanto questo scritto sarà dedicato alla sua versione console, Xbox per la precisione. Qui potete trovare la recensione.

La storia di Bright Memory: Infinite si concentra su Shelia Tan, un soldato piatto tanto in emozioni quanto in character design, ma specializzata in fenomeni soprannaturali. All’improvviso un buco nero appare nel cielo, consumando qualsiasi cosa causando condizioni meteorologiche catastrofiche nel mondo. Questo vuoto è in qualche modo collegato a un antico mistero di cui un’organizzazione apparentemente malvagia sembra essere intenzionata a impossessarsene. L’obiettivo della protagonista è fermare questa organizzazione e scoprire la verità dietro questa catastrofe.

Potrebbe sembrare una nota stonata, ma durante la breve avventura di due ore si potranno affrontare diversi tipi di nemici, dai soldati high-tech di questa fantomatica organizzazione ai demoni ultraterreni super fighi. La trama cerca a malapena di dare un senso ai suoi eventi, limitandosi a informarci sulle motivazioni dietro alle serie di eventi la quale la protagonista è costretta a vivere, senza approfondire nessun tipo di caratterizzazione. Diciamo anche che la conclusione di questa breve storia mi ha lasciato piuttosto amareggiato, speranzoso di vedere qualcosa in più rispetto alla versione PC, ma ahimè non c’è null’altro.

Uno nemico importante di Bright Memory

Il combact system, la forza di questo gioco.

Se però Bright Memory: Infinite sia debole dal punto di vista narrativo, sul gameplay prende tutt’altra forma: gunplay divertente e frenetico accompagnato da un level design semplice e funzionale… anche se le mappe potevano essere pensate in maniera più approfondita.

Bright Memory: Infinite è un FPS dove la protagonista si può destreggiare con un fucile d’assalto, un fucile a pompa, una pistola automatica, un fucile da cecchino e una katana, ciascuno dotato di munizioni speciali o attacchi con effetti diversi, rendendo il gameplay più dinamico possibile. Le bocche da fuoco sono soddisfacenti da usare, grazie a un ottimo rinculo ben bilanciato e dei contraccolpi ben calibrati che fanno sentire le armi più robuste e interessanti. Anche se la katana è un ottimo modo per affettare i nemici da vicino e da lontano, l’apoteosi del melee lo si ha con il braccio meccanico di Shelia.

Il braccio meccanico è l’equipaggiamento più potente e versatile nell’arsenale di Shelia ed è in grado di eseguire diverse mosse speciali che, letteralmente, frantumano i nemici in mille pezzi. È di gran lunga una delle cose che preferisco di Bright Memory: Infinite, ed essere in grado di eliminare i nemici più deboli con una grandinata di proiettili, scivolare oltre uno più grande e poi fare un doppio salto in aria prima di cadere di testa con un colpo cinetico è davvero molto divertente.

Sebbene le abilità siano forti contro la maggior parte dei nemici, sono quasi inutili contro i boss nella difficoltà più difficile del gioco. Alle difficoltà più basse non è un problema bilanciare gli attacchi alle abilità, ma quando stai combattendo qualcosa che ti abbatterà in pochi colpi, ogni singola mossa è fondamentale per raggiungere la vittoria. Sebbene il combattimento sia divertente, anche la modalità più difficile non offre una sfida impegnativa, a parte ovviamente i quattro boss. La generazione scrausa dei nemici e la facilità nei combattimenti non offrono un alto grado di rigiocabilità di Bright Memory: Infinite, anche se qualche piccola aggiunta sul fronte del gameplay rende tutto piò o meno interessante ma non sufficiente.

Bright Memory, tra katane e demoni

Il comparto tecnico, il pregio dell’annuncio e la piattenza al rilascio

Come detto in prefazione, quello che intrigava di Bright Memory: Infinite era il notevole comparto grafico che era stato dichiarato per il lancio di Series X, peccato che però dopo due anni l’effetto “Wow” promesso sia svanito nel tempo. Per essere realizzato da una sola persona è davvero notevole, sia chiaro, ma al momento non stiamo più parlando di quel gioco promesso.

Però è giusto dire che quello che vediamo su schermo sia molto interessante e che tutti gli effetti grafici, anche i particellari, riescano a seguire per bene la freneticità del gioco, regalando degli spaccati visivi molto belli. Quindi un gioco spettacolare da vedere, ma ormai si unisce allo standard attuale.

Bright Memory: Infinite mantiene 60fps stabili e costanti per tutta l’esperienza, tra qualche bug e leggero lag a volte. Questo è sicuramente un pregio non da poco in quanto l’ottimizzazione di un gioco per console non è spesso facile da realizzare, ma per quanto riguarda Xbox Series X (la versione da noi giocata) vi assicuro personalmente che è l’esperienza è altamente godibile.

Poco di pregio è il comparto sonoro laddove vi sono dei suoni delle armi molto interessanti, tutte le musiche e gli altri suoni sono piatti e senza nessuna rilevanza. Questo è un enorme peccato perché capita spesso che le OST non tengano il passo frenetico del gioco, risultando qualche volta fuori contesto. Idem per il doppiaggio che riconosco senza infamia e senza lode.

Momento stealth di bright memory: infinite

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Kevin Ferrari

Kevin Ferrari

"Se le uova sono essenziali per la carbonara, i videogiochi sono fondamentali per la mia vita. Perciò se vi avanza un posto a tavola invitatemi pure che ne sarò contento."

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