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Bright Memory: Infinite Recensione

Bright Memory: Infinite è sicuramente un progetto particolare. Sviluppato quasi interamente da un’unica persona, Zeng Xiancheng, l’FPS presentato ufficialmente lo scorso anno e previsto nella lineup di lancio per XBox Series X|S, arriva solo oggi ed al momento soltanto su PC. Le premesse sono interessanti, un comparto tecnico d’avanguardia, un gameplay frenetico e tanta, tantissima adrenalina. Scopriamo insieme di cosa si tratta. 

Bright Memory: Infinite
Bright Memory: Infinite si presenta in pompa magna dal punto di vista tecnico

Uno per tutti 

Fatta eccezione per alcuni colpi di testa come Hollow Knight, un capolavoro epocale sviluppato da tre persone (sulle quali ora grava l’enorme peso di Silksong, ndr) in Team cherry, lo sviluppo di un videogioco moderno è strettamente legato al gioco di squadra. Pensate che capolavori come Red Dead Redemption 2 hanno richiesto la collaborazione di più di 700 persone nel corso di otto anni di sviluppo, un progetto mastodontico che prevede una pianificazione incredibile ed una capacità di adattamento nel corso degli anni davvero fuori dal comune. Bright Memory: Infinite, con la sua grafica spacca-mascella, i suoi effetti next-gen ed il suo feeling immediato, adrenalinico e coinvolgente, rappresenta dunque una perla rara, un leone bianco solitario in una savana fatta di branchi immensi, esperti e senza pietà. Siamo troppo disillusi per pensare che dietro ad un lavoro come quello svolto su Bright Memory: Infinite ci sia la sola passione. Zeng Xiancheng, meglio conosciuto come FYQD, ha messo in campo capacità tecniche incredibili se pensiamo che diversi studi indipendenti con venti o trenta componenti spesso hanno difficoltà nel realizzare opere anche tecnicamente inferiori a Bright Memory: Infinite, quindi, almeno da questo punto di vista, l’FPS di FYQD è qualcosa di straordinario. 
Tuttavia, com’è facile intuire, non è tutto oro quello che luccica. Bright Memory: Infinite è sicuramente un’esperienza interessante e la proposta ad un prezzo veramente basso non è altro che un ulteriore stimolo a provare la fatica di FYQD ma stiamo comunque parlando di un gioco che dura indicativamente meno di due ore con una varietà situazionale abbastanza scarsa ed un sistema di progressione che, in relazione alla durata, resta sbrigativo e poco coinvolgente ma ci arriveremo a breve. 

Bright Memory: Infinite
Il combattimento corpo a corpo è fondamentale

Le pieghe del tempo 

Bright Memory: Infinite si può definire un titolo nebuloso, immenso l’impatto grafico, questo è poco ma sicuro, tutto il resto però sembra aleggiare intorno a dei concept appena abbozzati e mai approfonditi del tutto. La trama è poco chiara, i personaggi non hanno l’opportunità di esprimersi ed il tutto viene compattato in un’esperienza davvero troppo breve per poter respirare come si deve. Tutto ciò che sappiamo è che un enorme buco nero è comparso dal nulla e la nostra protagonista viene chiamata sul campo per scoprire cosa sta succedendo. Gli effetti del buco nero, oltre a provocare una pioggia incessante, interferiscono anche con il tessuto spazio-temporale, creando così una spaccatura nella percezione del tempo della protagonista che da un momento all’altro si ritrova dal combattere contro soldati iper-moderni di una qualche milizia privata a dover bucherellare soldati demoni dall’aspetto medioevale. Come già accennato, tutto si sviluppa in un lasso di tempo brevissimo e non vi è materialmente la possibilità di approfondire i singoli aspetti del titolo, relegando l’intera esperienza di gioco in un angolino fatto di corridoi guidati e piccole aree semi-aperte con pochissima possibilità di esplorazione. Bright Memory: Infinite è più definibile come una tech demo, una testimonianza delle capacità di FYQD capace sì di divertire grazie alle sue dinamiche frenetiche ma che non riesce ad approfondire praticamente nessun aspetto della produzione. Avvicinandoci di più al gameplay, Bright Memory: Infinite offre sicuramente un’esperienza appagante e, dopo il comparto tecnico, è la velocità e la fluidità del giocato che ha saputo impressionarci a dovere. Bright Memory: Infinite è un FPS con una forte componente melee da alternare alle armi da fuoco ed alle abilità sovrannaturali di Sheila, la nostra protagonista. Alcuni elementi platform strizzano l’occhio alla lontana a titoli come Ghostrunner senza però mai osare più di un doppio salto o di un wall-run appena accennato. Bright Memory: Infinite ruota intorno alle meccaniche di schivata e parata, quest’ultima troppo semplice da portare a termine, da alternare con quattro differenti bocche di fuoco ed una spada. Poco ed essenziale ma dannatamente stabile, fluido e giocabile. 

Gli spazi aperti sono spettacolari

Pioggia a catinelle 

Bright Memory: Infinite prova, in qualche modo, ad uscire dall’esperienza da FPS quasi arena affiancabile a Doom, per cercare una profondità diversa in altri settori ma ogni tentativo è futile e, francamente, impacciato. Esistono infatti due sezioni differenti in cui Bright Memory: Infinite si distacca dal normale FPS e prova ad introdurre una componente stealth assolutamente noiosa e priva di qualsiasi mordente per passare poi ad una sezione di guida a bordo di una supercar che definire orribile potrebbe essere quasi un complimento. Bright Memory: Infinite funziona finchè abbiamo in mano un fucile ed un’ondata di nemici davanti a noi pronti per essere fatti a fette, tutto il resto è contorno poco gradito. Un paio di boss fight rompono il ritmo mostrando i muscoli di un’IA quasi mai all’altezza della situazione ma non ci siamo mai sentiti veramente in difficoltà, neanche durante il finale. Il sistema di progressione che permette di sbloccare alcune combo ed abilità e potenziare quelle già ottenute ci rende davvero troppo forti nei confronti dei nemici, non tanto per i danni causati ma per le finestre e le possibilità di muoverci per il campo di battaglia in maniera fondamentalmente incontrastabile. 
Passando al comparto tecnico, Bright Memory: Infinite ha sicuramente modo di esprimere tutte le sue potenzialità. Bright Memory: Infinite mette infatti in campo tecnologie avanzate come il Ray-Tracing ed il DLSS preservando comunque una forte scalabilità nei vari settaggi grafici. Sviluppato utilizzando Unreal Engine 4, Bright Memory: Infinite è capace di sprigionare la sua potenza soprattutto negli spazi aperti dove effetti particellari, modelli in movimento e giochi di luce riescono a meravigliare, tuttavia, anche in questo caso, avvicinandosi agli elementi che compongono il core del gioco come gli oggetti o le piante, è possibile notare i limiti della produzione che resta comunque sbalorditiva sotto questo punto di vista. Anche le animazioni, le collisioni tra gli oggetti e le sezioni dove andremo ad interagire con gli ambienti mostrano evidenti limiti tecnici ma anche in questo caso siamo davanti a limiti che sarebbero preoccupanti se stessimo analizzando un Tripla A, non di certo un titolo sviluppato da una sola persona. Per quanto riguarda la stabilità, Bright Memory: Infinite è un titolo capace di girare senza troppi problemi su macchine di fascia alta e media grazie alla sua scalabilità. Molto interessante la contestualizzazione delle condizioni atmosferiche come pretesto per mettere in mostra effetti particellari come acqua, vento e fulmini che continuano a mostrare i muscoli per tutta la durata del giocato. 

In conclusione, Bright Memory: Infinite merita sicuramente la considerazione e l’interesse che ha destato. Clamoroso lo sviluppo condotto da una singola persona e, considerando i risultati, siamo di fronte ad un prodotto incredibile. Tuttavia si tratta di un’opera afflitta da evidenti limiti che si nascondono dietro la stupefacente facciata che si mostra durante le sequenze di gioco. Bright Memory: Infinite non passa a pieni voti la nostra valutazione ma è indubbiamente un titolo molto interessante e da prendere in considerazione, fermo restando che si tratta di un’opera molto breve e intensa soltanto in alcuni punti ma trascurabile in altri.

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Alessandro Di Liberto

Alessandro Di Liberto

Cresciuto a pane, Pink Floyd e videogames, Alessandro è il tipo di videogiocatore che riuscirebbe a far spuntare notifiche di obiettivi e trofei anche su un Sega Master System. Non esiste nel continente persona più adatta a rivelarvi tutti i segreti dei vostri titoli preferiti. Assicuratevi solo di portare con voi dei calendari di ricambio nel caso in cui gli chiediate di provare giochi che presentano instabilità nel multiplayer, bug e glitch.

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