Andare a prelevare 500 euro al Bancomat e ritrovarsi con 5.000 euro in meno sul conto corrente. Il panico sta dilagando tra i cittadini, cosa sta accadendo?
Gli sportelli non hanno nessun difetto, non c’è nessun errore da correggere solo una truffa da evitare. Sì, i malintenzionati hanno escogitato un nuovo raggiro che fa male, molto male alle vittime. Bisogna prestare la massima attenzione e diffondere il più possibile l’allerta per evitare il virus che azzera il conto corrente.
La digitalizzazione è utile, semplifica la vita dei contribuenti ma può anche rovinarla. Proprio tramite la tecnologia, infatti, le trappole dei cyber criminali sono diventate sempre più subdole, difficili da riconoscere, pericolose. Abbiamo l’home banking per gestire comodamente i propri risparmi da casa, con uno smartphone e delle credenziali che se dovessero cadere nella mani dei criminali sarebbero guai.
I rischi di truffe informatiche in un mondo digitale sono altissimi. Le raccomandazioni da parte della Polizia Postale sono continue. Non cliccare su link, non scaricare allegati, non inserire dati sensibili nei formi di siti dubbi, queste le indicazioni base ma c’è molto di più. Le strategie di raggiro dei malintenzionati sono in continua evoluzione e diventano sempre più temibili.
La nuova truffa del prelievo, ti svuotano il conto
La truffa viene messa in atto mentre il cittadino preleva soldi al Bancomat. Tramite un malware chiamato NGate i criminali informativi riescono a effettuare prelievi non autorizzati dai conti dei malcapitati. NGate sfrutta la tecnologia NFC che si trova all’interno di molti smartphone moderni per clonare in modo virtuale le carte di credito/debito che sono salvate nel wallet del cellulare.

Con i dati sensibili recuperati, i malintenzionati riescono ad ottenere la copia della carta e ad accedere alle funzioni digitali come il prelievo Bancomat pur non avendo con loro fisicamente la carta di credito o debito. La truffa inizia con un SMS arrivato sul dispositivo dell’utente che invita a cliccare su un link. Così facendo il malware si installa nel device Android iniziando a raccogliere i dati sensibili della vittima.
Impossibile accorgersi dell’intrusione fino a che non si inizieranno a notare movimenti sospetti sul conto (è consigliabile avere attive le notifiche dei pagamenti e disposizione dei bonifici). Per proteggersi bisogna ricordare di non cliccare su link che arrivano via sms e e-mail anche se sembrano provenire da enti accreditati come la banche. Prima di compiere qualsiasi azione bisogna contattare direttamente tramite i canali ufficiali il proprio istituto di credito e chiedere delucidazioni sull’SMS arrivato.
