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ASUS TUF Gaming Capture Box CU4K30 – Recensione

Stile accattivante, prestazioni da urlo e compatibilità assoluta, tutto in un dispositivo plug&play, l’ASUS TUF Gaming Capture Box CU4K30. Segnatevi questo nome…

Il mondo dello streaming e della content creation, lo sappiamo tutti, è uno di quelli che difficilmente chiude anche un solo occhio. Vuoi perché la concorrenza attuale è spietata, vuoi perché lo sarà ancor di più quella futura (visto che, oggigiorno, tre quarti dei bambini da grandi vorranno fare gli influencer e i creator, alla faccia di chi vi scrive che mirava a diventare un famoso “dinosaurologo”), in un settore in cui la qualità fa da discriminante assoluta tra il successo e l’anonimato, essere armati di tutto punto per affrontare al meglio le proprie trasmissioni sì, non è un vantaggio da poco. E il mercato, di soluzioni interessanti, ne mette a disposizione sin troppe: tra key light, microfoni professionali, stream deck e schede d’acquisizione d’ogni forma e modello, i primi passi nel mondo della content creation rischiano di essere un trauma per un utente poco pratico. Fortuna che, in questo mare dove si naviga a vista, non mancano punti di riferimento come ASUS, player arci-noto nello showbiz dell’hardware da gaming “in senso lato” che, tra le mille cose di cui si occupa, non disdegna la creazione di schede di acquisizione di nuova generazione particolarmente interessanti. Come l’ASUS TUF Gaming Capture Box CU4K30, un piccolo scatolino prodigioso che, in mani sapienti, può semplificare parecchio la vita dello streamer.

ASUS TUF Gaming Capture Box CU4K30

ASUS TUF Gaming Capture Box CU4K30 – Out of the Box

La prima cosa che colpisce di questa ASUS TUF Gaming Capture Box CU4K30, appena estratta dalla confezione, è che è davvero piccina. Un cosino dalla forma strana (ottagonale, a volerci spacciare per dei geometri) le cui misure, 10.5 x 8 x 2.1 cm di altezza, non riescono in alcun modo a nascondere un peso piuma che, al netto del cablaggio, sfora di poco i 170 grammi. Ma la magia di ASUS si vede anche dalle piccole cose, e questa scatolina dei sogni, oltre ad un estetica di tutto punto, riesce a trasmettere solidità e stabilità che da altre parti in alcuni casi si sognano. Esauriamo subito il discorso unboxing, visto che siamo in tema, ricordando che all’interno della confezione troveremo la solita manualistica, un cavo USB-C 3.2 Gen1 Type A con riduttore USB-A/C, un cavo HDMI 2.0 e un jack da 3.5mm. 

La seconda cosa che salta all’occhio, terminato l’unboxing, è quanto ASUS TUF Gaming Capture Box CU4K30 sia bella. Bella, con uno stile e una grinta da vendere tanto al chilo. Che il mondo dell’hardware di gioco sia un tripudio di led RGB, ventoline festose e quant’altro lo sappiamo tutti: che le schede d’acquisizione esterne siano tuttavia un mondo a parte, parecchio più noioso e monocromatico, non è parimenti un segreto. Ed ecco che ai classici parallelepipedini neri, senza lucine colorate e realizzati in (ottime, per carità) plastiche opache, ASUS sostituisce uno chassis in puro alluminio (che sì, non solo è figo, ma garantisce un raffreddamento passivo da manuale) dalla forma ottagonale, con il logo TUF in metallo impresso al centro del dispositivo e, cosa ancor più interessante, una barra led RGB nella parte inferiore del frontale. Che, contrariamente al nostro primo pensiero, è tanto appagante in termini estetici quanto utile a segnalare il manifestarsi di possibili problematiche d’utilizzo.

Tale barra vanta nove possibili modalità d’illuminazione associate ad uno specifico stato del device – blu o verde per lo standby su USB 3.2/2.0, rosso intenso in caso di DHCP attivo, rosso lampeggiante per problemi col segnale in elaborazione dal dispositivo o giallo lampeggiante se il problema riguarda la sorgente HDMI. In un gradevole colpo d’occhio, insomma, sappiamo cosa sta e cosa non sta andando durante la nostra acquisizione – una trovata brillante, per fondere stile e funzionalità.

ASUS TUF Gaming Capture Box CU4K30

Connessioni e potenza di fuoco

Ma lo sappiamo, per i content creator (che non devono chiedere mai) l’estetica rappresenta soltanto uno degli aspetti fondamentali di un device. Che se è bello va benissimo, ma è decisamente meglio se funziona come si deve. Nel caso dell’ASUS TUF Gaming Capture Box CU4K30 dormiamo sogni tranquilli sotto svariati punti di vista, specie quando si parla di prestazioni. Pur aprendosi ad un pubblico di neofiti, il dispositivo offre delle specifiche tutto tranne che basilari (affini a quelle di piccoli mostri come l’ottima Elgato HD60X). In HDR passthrough, il gioiellino ASUS sputa fiamme a 4K e 60Hz, raggiungendo i 120Hz per il 2K e i 240Hz per la più tradizionale Full HD. Discorso diverso per la modalità streaming, dove i 4K scendono (si fa per dire) a 30fps, i 2K volano a 60fps e i 1080p, senza ritegno, sfrecciano a 120fps. Certo, il supporto ai 60fps per i 4K rimane ancora una feature appannaggio dei dispositivi di classe maggiore (per i quali, vale la pena sottolinearlo, il cartellino d’acquisto è ben più salato): mentiremmo se dicessimo di non aver sperato nel miracolo di ASUS, ma impossibile pretendere di più da una scheda esterna di queste dimensioni, a raffreddamento passivo e full plug&play.

E, last but not least, pure eccellente in termini di connettività. Il “frontalino” (un nome orribile che sa tanto di autoradio anni ’90, ma pensiamo renda abbastanza l’idea) offre una coppia di porte audio jack 3.5 mm per la connessione di un headset o, l’avrete intuito, di un joystick. Il motivo è semplice: trasmettere anche l’audio del vostro party in game con una banale soluzione plug&play, senza dover impazzire con configurazioni d’acquisizione, OBS e via dicendo. Discorso duale per la parte posteriore, dove trova spazio l’I/O video: in ordine sparso, troviamo l’ingresso USB 3.2 Type-C (che offre pure la compatibilità UVC) e due porte HDMI 2.0 che permettono di collegare simultaneamente una console e un secondo monitor – la configurazione base per un utente avvezzo alla content creation. Non c’è altro da sapere in termini di connessioni: il che, se permettete, è un punto a favore del dispositivo, che fa leva su immediatezza e facilità d’utilizzo anche per un’utenza davvero alle prime armi nel settore. 

ASUS

La prova sul campo

Potremmo tagliare subito la testa al toro affermando che, nel corso dei nostri test, l’aspetto che più ci ha conquistati dell’ASUS TUF Gaming Capture Box CU4K30 è il suo “ready, steady, go” fulmineo. Se paragonato al funzionamento di illustri colleghi che richiedono configurazioni ad hoc, software da installare e, in generale, una quantomeno minima conoscenza della materia anche solo per setuppare la baracca, il device ASUS è un hardware plug&play con compatibilità USB Video Class (UVC). Questo significa che, una colta collegato il cavo USB al PC, non sarà necessario effettuare alcuna operazione per essere operativi su OBS (con cui il dispositivo è certificato) o qualsiasi altro tool vi venga in mente.

In termini di prestazioni, al netto delle numeriche relative a passthrough e registrazione, il dispositivo offre una latenza pressoché inesistente sulla sorgente d’acquisizione (abbiamo effettuato la maggior parte dei test su PS5, ma il comportamento su Switch è parimenti reattivo). La resa video a 4K e 30fps nel caso di PS5 è ineccepibile – nonostante i nostri desideri, il risultato a trenta frame è comunque ben oltre la soglia del professionale, laddove rimane la possibilità di sfrecciare con il FullHD di Switch

Non abbiamo riscontrato alcun problema evidente durante le nostre sessioni di registrazione, al netto di un leggero aumento della temperatura – più che legittimo – dello chassis dell’ASUS TUF Gaming Capture Box CU4K30 nel caso di sessioni più prolungate. La dispersione termica passiva dall’alluminio, nel complesso, è sufficiente a mantenere il dispositivo entro intervalli di temperatura ragionevoli. Non abbiamo voluto spingerci troppo oltre per stressarne come si deve la resistenza, ma riteniamo che, anche nel caso di utilizzi estesi, l’aumento di temperatura registrato non sarà tale da mettere a rischio il funzionamento dell’intero device. In tutto questo, anche a pieno regime di elaborazione, l’hardware rimane estremamente silenzioso, fattore che garantisce ulteriore qualità alla registrazione finale.

Registrazione che, in termini qualitativi, non lascia spazio a particolari critiche. Il risultato è in linea con quanto ci si possa aspettare da un marchio come ASUS, e la possibilità di customizzare l’esperienza d’uso grazie ad ASUS Video Capture Console permette all’utenza più navigata di ottenere risultati ancor più competitivi in termini di audio. Per chi non lo sapesse, VCC è l’ultima versione della dashboard software del colosso di Taipei, grazie a cui personalizzare l’effettistica LED e, soprattutto, avere pieno controllo del flusso audio proveniente da PC o console – il tutto senza dimenticarsi degli aggiornamenti software e della diagnostica generale del device. La latenza pressoché nulla, infine, è soltanto l’ultimo aspetto vincente di un prodotto estremamente interessante, disponibile sul mercato ad un cartellino che si aggira attorno ai 200€. Non mancano valide alternative più professionali, ma a questa fascia di prezzo difficilmente troverete qualcosa di più competitivo.

ASUS TUF Gaming Capture Box CU4K30

Il Verdetto

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Alberto Destro

Alberto Destro

Quando il Signore regalava agli uomini l'arte della scrittura, probabilmente ero al bagno.

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