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Asus ROG Strix Scope RX – Recensione

A distanza di poco più di un anno dal lancio, Asus ROG Strix Scope RX rimane una delle tastiere opto-meccaniche più interessanti. E, soprattutto, più economiche.

Il mondo delle tastiere, come quello dell’hardware da gioco in generale, è uno di quei mercati dove di certo non manca l’offerta. Settimana dopo settimana, mese dopo mese, i principali player rilasciano nuove linee di prodotti avveniristici, nuovi device capaci in un sol colpo di divenire oggetto del desiderio tanto dei giocatori “alle prime armi” quanto di quelli più smaliziati, alla costante ricerca di un qualcosa di più capace di dare un valore aggiunto, o in taluni casi addirittura un vantaggio, al proprio playstyle. Le tastiere meccaniche appartengono al know how base del giocatore medio ormai da un paio di generazioni: ma non tutti sanno che, nell’ultimo biennio, a farsi strada con maggior insistenza sono state le cosiddette tastiere opto-meccaniche – una soluzione ibrida ad alte prestazioni, che all’affidabilità della soluzione meccanica integra la precisione assoluta della tecnologia laser per garantire una velocità e una reattività da primi della classe. Nonostante oggigiorno le opto-meccaniche rappresentino una realtà ragionevolmente collaudata, uno dei prodotti più interessanti di questo segmento è senza dubbio l’Asus ROG Strix Scope RX, il primo modello del colosso di Taipei ad aver introdotto questa particolare soluzione in un segmento mass-market. Stiamo parlando di un prodotto che ha già spento una candelina sulla propria torta, disponibile ad un prezzo competitivo a dir poco al lancio e, in questi giorni, presente in molti store ad un cartellino ancora più vantaggioso: una tastiera che, a dodici mesi di distanza, ha ancora parecchio da dire – e che, inutile dirlo, potrebbe rappresentare un ottimo punto di partenza per chiunque muova i primi passi nelle lande dell’hardware da gioco.

La forma e la sostanza

Alla base delle tastiere opto-meccaniche, e di Asus ROG Strix Scope RX in particolare, c’è la volontà di rendere ancor più reattivo un sistema, usato dalle meccaniche, già a dir poco puntuale. I dispositivi meccanici tradizionali utilizzano delle piastre di contatto metalliche all’interno dei pulsanti che, una volta premuti, chiudono un mini circuito elettrico che registra l’effettiva pressione – minore è la corsa del tasto e maggiore sarà la reattività con cui il dispositivo registra l’input. Le opto aggiungono un nuovo step, rilevando la pressione nell’istante in cui la piastra interrompe un fascio a raggi infrarossi, collocato al di sotto del pulsante: quest’azione riduce drasticamente il tempo richiesto a registrare l’input (il concetto di corsa viene eliminato), per prestazioni che si avvicinano all’istantaneo.

Fatta questa premessa, concentriamoci ora sul design di Asus ROG Strix Scope RX – un buon equilibrio di estetica, feature e razionalizzazione hardware. Stretta tra le mani, nonostante un peso di appena 1kg è difficile non percepire la robustezza dei materiali costruttivi. I tasti della Scope RX sono collocati al di sopra di una piastra in lega di alluminio, anch’essa mossa da un’estetica convincente grazie alla finitura spazzolata che la contraddistingue: dalla sottile fessura tra tasto e piastra filtrerà poi la magia degli effetti di luce LED RGB (uno in corrispondenza di ciascun tasto) configurabili per un totale di dieci modalità distinte da Armoury Crate, l’apposita app Asus che permette sia di customizzare l’effettistica Aura Sync del singolo hardware, sia di sincronizzare il lavoro di più device Asus connessi allo stesso PC. L’illuminazione di Asus ROG Strix Scope RX ci è apparsa molto nitida e convincente, in grado di regalare quel pizzico di aggressività extra all’intero dispositivo. La citata piastra d’alluminio posa a propria volta su una base plastica, solida e di pregevole qualità: l’intero sistema gode della certificazione IP56, che ne testimonia l’impermeabilità e la protezione dall’ingresso di polvere.

Asus ROG Strix Scope RX

Dimensionalmente parlando, quella che abbiamo tra le mani è una tastiera standard classica in tutto e per tutto, rigorosamente non TKL, caratterizzata da 440mm di larghezza per un peso, come dicevamo in apertura, di 1.07kg. Il corpo dell’Asus ROG Strix Scope RX si estende oltre i tasti di qualche millimetro, scelta estetica e di design che garantisce dimensioni da compatta ad una tastiera comunque completa in termini di tasti – difficilmente troverete un dispositivo dalle dimensioni e dal peso più contenuto di questi, a meno di non optare per una Tenkeyless. Contenuta, tuttavia, non significa poco professionale: questa Scope ha una valutazione di resistenza per tasto che si aggira all’incirca a cento milioni di battute – grossomodo il doppio di gran parte delle tastiere meccaniche o, per capirci, quanto le migliori opto-meccaniche disponibili sul mercato ad un prezzo abbondantemente superiore.
E sì, anche Asus ROG Strix Scope RX strizza un occhio, seppur in modo meno marcato di altri modelli, all’universo del gaming. Come suggerito dal nome stesso, la prima opto-meccanica di casa Asus nasce con le esigenze del pubblico FPS in testa, riuscendo tuttavia a adattarsi e ad accontentare un pubblico decisamente più vasto – sebbene, e questo va chiarito, particolarmente indulgente o non alla ricerca di soluzioni top tier. La presenta dell’NKRO e dell’anti-ghosting permette di sopravvivere in modo sereno anche alle situazioni più concitate, dove il rischio di premere simultaneamente troppi pulsanti è tutto tranne che remoto. In ottica di semplificazione della vita, anche il tasto CTRL è stato ingrandito, rendendolo di più facile accesso specie nei momenti peggiori: è stato inoltre introdotto un pulsante Stealth che permette di nascondere in un sol colpo tutte le applicazioni e disattivare l’audio, a garanzia della privacy di ciascun giocatore, mentre la presenza di una memoria onboard permette di salvare all’interno del dispositivo un massimo di cinque profili differenti (tramite Armoury Create) sia relativi alla gestione dei led, sia a macro di registrazione ragionevolmente basilari.

Asus ROG Strix Scope RX

Al netto degli immancabili tasti funzione, Asus ROG Strix Scope RX non offre tasti multimediali speciali o la possibilità di gestire le macro in modo più evoluto (anche con un set di pulsanti dedicato), come spesso accade in altre tastiere più recenti. Certo è che si tratta di un dazio assolutamente ragionevole, a fronte di un prezzo che (allo stato attuale) oscilla tra i 100 e i 120€ – ben al di sotto della normale fetta delle opto-meccaniche. Per carità, il modello Scopre RX non prevede di default un poggiapolsi, il cavo USB da 1.8m non è staccabile (cosa che potrebbe dar fastidio nel caso di trasporti frequenti) e il passthrough offerto dalla porta USB, per quanto innegabilmente comodo, si ferma allo standard 2.0: vale comunque la pena ribadire che, alla fascia di prezzo proposta da Asus ROG Strix Scope RX, difficilmente troverete una tastiera opto-meccanica capace di offrire un compromesso migliore. Un compromesso dove, tutto sommato, forma e sostanza se la giocano alla pari

Prestazioni da opto-meccanica di razza

In termini di mera prestazione, Asus ROG Strix Scope RX si conferma essere un ottimo prodotto anche a distanza di dodici mesi dal proprio esordio. La natura opto-meccanica unita all’efficienza degli switch ROG RX Red incorporati su ciascun tasto offrono un comportamento a dir poco efficace. Alla base del riconoscimento della pressione del tasto c’è un design lineare, con un punto di attivazione collocato (verso il basso) a circa 1.5mm a fronte di una corsa complessiva del tasto di 4mm. A differenza di molte altre tastiere meccaniche, il concetto di “urto tattile” iniziale (quindi quella sorta di resistenza alla pressione) qui scompare del tutto, traducendosi in una forza di attenuazione richiesta che non supera i 40g per registrare l’effettiva pressione del pulsante. Quest’ultimo valore, nel complesso, è minore di quanto siglato in gran pare delle ottiche e/o meccaniche di fascia media disponibili nel mercato, laddove corsa e distanza d’attivazione sono valori grossomodo standard nel segmento delle tastiere di gioco. Ovvio, tastiere più recenti (la più recente K100 di Corsair, ad esempio, punto di riferimento del settore) offre numeriche e prestazioni ancor più spinte, ma stiamo pur sempre parlando di fasce di prezzo completamente differenti – nonché un pubblico di riferimento ben più selettivo ed esigente.

Nel complesso, le prestazioni raggiunte da questa Asus ROG Strix Scope RX riescono abbondantemente a soddisfare le esigenze dei giocatori “tradizionali”, strizzando l’occhio in modo poco velato anche a quegli utenti più pro interessanti non tanto ad estetica o a feature marginali, quando alla velocità e alla reattività dell’hardware. Sotto questa lente, le opto-meccaniche non temono rivali di sorta, ma serve comunque una mano allenata per sfruttare al meglio questo vantaggio, destinato a rimanere relegato “alla carta” per un’utenza poco esperta. Nel corso delle nostre prove, siamo rimasti stupiti positivamente dalla condotta dell’hardware Asus: la tecnologia a fasci di luce unita alla prestanza degli switch ROG RX Red si traduce in tempi di risposta fulminei, con una reattività eccellente – che va ben oltre i nostri obiettivi, distanti anni luce (almeno per chi vi scrive) dagli standard del gioco competitivo. La digitazione regala il giusto feedback, garantendo velocità e precisione con una maggior “leggerezza”, se così la possiamo chiamare, rispetto a quanto visto anche su hardware dal cartellino più salato. Certo, si sente la mancanza di quell’universo di add-on corollari a cui, oggigiorno, siamo forse un po’ troppo abituati: ma nell’ottica del rapporto qualità/prezzo, lo ribadiamo, i risultati parlano in modo evidente.

Asus ROG Strix Scope RX

In Conclusione

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Alberto Destro

Alberto Destro

Quando il Signore regalava agli uomini l'arte della scrittura, probabilmente ero al bagno.

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