Android non permetterà più ad alcune app di funzionare, Google le bloccherà per sempre. L’obiettivo è tutelare gli utenti.
Da circa un mese è stato reso noto che Google ha introdotto una serie di novità al fine di rendere più complicato il sideloading. Il colosso vuole dismettere i file APK favorendo il formato AAB presentato nel 2018 come alternativa agli Android Package Kit. Niente più APK per molte app, dunque, ma solo AAB. Una prima decisione per cominciare a ridurre il sideloading.
Ormai è chiaro l’intento di Google di arginare il sideload su Android. Parliamo dell’atto di trasferire file tra due dispositivi invece che caricarli o scaricarli da Internet che si carica di sfumature ancora più cupe quando si tratta di app Android provenienti da sideload. All’interno del mondo dei dispositivi mobile il termine indica l’installazione di applicazioni da fonti diverse dagli app store autorizzati. Gli utenti agiscono senza pensare che possono incorrere in gravi problemi.
Le app che si trovano su Google Play, Amazon Appstore o Galaxy Store, infatti, hanno una sicurezza certificata. Quelle che arrivano da sideload, invece, non seguono regole e sono potenzialmente pericolose potendo contenere malware nascosti il cui compito è compromettere il dispositivo dell’utente e accedere alle sue informazioni personali. Google ha deciso di porre fine a tutto questo alzando un muro resistente contro i sideload su Android.
App bloccate su Android, la decisione di Google
Dal 2026 sui dispositivi Android certificati non si potranno installare app provenienti da fonti diverse dagli store autorizzati. Si potrà avviare il download solo di applicazioni di sviluppatori certificati. Questa misura riguarda i dispositivi con Play Protect e con le app Google preinstallate. Si applicherà a tutti i metodi di installazione.

L’obiettivo è chiaro, contrastare scam e malware. Quali le conseguenze per gli utenti? La notizia che in molti non vorranno sentire è che il blocco riguarderà anche le applicazioni che consentono oggi di accedere illecitamente a dirette sportive o contenuti coperti da copyright. Inutile sperare che dopo la rimozione dell’app gli sviluppatori malintenzionati ne distribuiscano subito un’altra. Il sistema non lo permetterà, almeno non in modo semplice come avviene ora.
La verifica, infatti, sarà proprio a livello di sistema non solo del contenuto dell’app. Detto questo continuerà ad essere possibile per gli sviluppatori distribuire app direttamente agli utenti scegliendo lo store preferito ma il flusso sarà separato rispetto a quello dei professionisti commerciali. Il controllo scatterà nel 2026 in Brasile, Indonesia, Singapore e Thailandia e nel 2027 a livello globale.
