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Age of Empires 4 Recensione

Scrivere di Age of Empires 4 non è assolutamente facile. Sinceramente mi sento come se attorno alla mia tastiera una pressione gravitasse una tale forza da spaccare la mia scrivania, sprofondando così nell’inferno del recensore. Pensate: l’ultimo capitolo numerato della serie è uscito nel 2005 e dopo così tanti anni che il primo Age of Empires fu pubblicato, la serie di giochi strategici in tempo reale targati Microsoft sono tutt’ora un pilastro incrollabile del genere. Come tanti, anche io provai la mia prima esperienza sugli RTS con Age of Empires 2, un gioco così importante che tutt’ora è considerato come il “re” indiscusso del genere, il gioco da far giocare a chiunque. Senza ombra di dubbio il secondo capitolo è uno dei giochi con più ore spese nella mia vita, ma non mi considero affatto un’esperto, anzi, dinanzi a tante persone molto più preparate di me io mi considero il pavimento dell’aula nella quale questi maestri insegnano.

Ma nonostante questo mi sento pronto e onorato a descrivervi quella che è stata la mia esperienza sul gioco di Relic e World’s Edge, analizzando per voi il gameplay e la sua struttura, senza però ammorbarvi con i soliti capitoli tutorial, ma con giusto una minima spiegazione per farvi comprendere le meccaniche.

Le basi di Age of Empires 4

Prima della sua versione review noi tutti abbiamo avuto modo di provare ad Age of Empires 4 in più occasioni, perciò giocando la sua versione definitiva negli scorsi giorno ho avuto le mie conferme sulle idee che mi ero fatto durante gli scorsi provati: il gioco di Relic e World’s Edge è il degno seguito dei primi tre grandi titoli pubblicati, proponendoci una formula completa delle esperienze passate e arricchite per renderlo un gioco più che attuale. Questo fa Age of Empires 4 un must have per gli amanti degli strategici, sia per i novizi che per i veterani.
Ma l’intero gioco ha una pecca, più o meno grande, che potrebbe far storcere il naso a chi gioca la serie da anni. Seguite il discorso fino all’ultimo capitolo e comprenderete.

Come abbiamo imparato negli anni, la prassi del gameplay di un Age of Empires ci impone di partire per sviluppare la nostra città con il solo centro cittadino, raccogliendo le prime risorse essenziali: il legno, il cibo, la pietra e l’oro. In ordine ci sono sempre le solite strutture per la raccolta come la segheria, i campi di grano con il granaio e le cave di pietra. Poi nel minor tempo possibile bisogna iniziare a creare il proprio villaggio, costruendo le strutture basilari per la formazione del proprio esercito e la crescita della popolazione, aspettando cautamente le risorse necessarie per il passaggio d’Era. Tra le quattro disponibili, ogni Era fornisce costruzioni specifiche e migliorie per le truppe, evolvendo qualsiasi cosa sia dal punto di vista grafico sia di quello statistico.

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Gli eserciti delle fazioni sono varie e ricche di peculiarità, ma mantengono le classiche unità di base che noi tutti conosciamo: la fanteria, le unità a cavallo, gli arcieri e le unità d’assedio. Tra le 8 fazioni presenti ci tante differenze sul fronte grafico e troviamo ancora le unità specializzate, come gli arcieri sull’elefante per la popolazione di Dehli o i (maledetti) cammelli, sia arcieri che cavalieri, della dinastia di Abbasside. L’unica cosa che mi sia dispiaciuta è di non aver trovato i miei tanto amati cavalieri teutonici, ossia l’unità più bella di Age of Empires!

Raggiunta la massima espansione, o durante l’evoluzione della propria civiltà, bisognerà confrontarsi con gli avversari in campagne campali o assedi di medie dimensioni, come eravamo abituati sin dal secondo capitolo. Di fatti una civiltà può avere il solito limite massimo di 200 cittadini spartiti tra truppe e civili, forniti grazie alla costruzione delle case.
Ogni civiltà ha le proprie skin con le proprie unicità, come truppe o edifici unici. Esistono anche alcuni personaggi speciali che forniscono delle abilità al gioco e che variano il classico scontro.

Il singleplayer e la docu-campagna

Questa è la formula base di una battaglia online o di una schermaglia, ma sul fronte del giocatore singolo ci sono un sacco di sorprese che ammetto di essere stato piacevolmente contento nel scoprirle. Partendo dalla campagna, l’esperienza è quella di rivivere le avventure di grandi eroi storici o pezzi fondamentali di storia di una passata popolazione medioevale, resa ancora più intrigante dalle sequenze di documentario che introducono ogni missione. Questi video mi hanno fatto letteralmente impazzire: la qualità della narrazione, la bellezza dell’implementazione di modelli e stile di Age of Empires 4 nelle riprese e le giuste tempistiche, rendono le missioni più coinvolgenti. A me che piace la storia in tutte le sue forme, specialmente a documentari, queste produzioni sono manna dal cielo. Poi la manna diventa oro quando il gioco ti dona altri video documentari dopo la vittoria di alcune battaglie, come il tanto odiato video dei trabucchi (che io considero molto interessante, ma i miei colleghi non erano d’accordo come potete vedere qui).
Vi dico soltanto che nella prima campagna potrete ottenere un video dove spiegano come venivano costruiti i castelli anglo-normanni, e io, una volta che ho finito la visione di codesto video, ho scatenato un wololo di gioia. Si può dire? Credo di si

Tornando alla campagna: le missioni saranno diversificate ricche di scene scriptate e obbiettivi atipicamente complessi alla serie, come “Difendi il tuo castello e intanto usa questo gruppo di arcieri per sabotare le macchine di assedio nemiche“. La diversità delle missioni non mancano, però continuando a giocare si comprenderà il pattern degli obbiettivi o degli script, vedendone poi una ripetitività intrinseca nelle successive campagne. Non è una cosa eccessivamente fastidiosa perché la diversità delle popolazioni consentono di affrontare le partite con tattiche differenti, ma ammetto che mi sarebbe piaciuta vedere più diversità.

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Però spezzo una lancia a favore del gioco perché tutte le quattro campagne sono molto divertenti. Inoltre è bello vedere su un punto di vista più approfondito da quello scolastico sulle storie di imperi e popolazioni che hanno segnato la storia indelebilmente, come quella sui normanni e delle conseguenze sulla Bretagna per mano di Guglielmo il Conquistatore. A me piace definire questa esperienza in singleplayer come una “docu-campagna” perché mentre giocavo mi sentivo di vivere un bel documentario di History Channel, ricco di battaglie epiche su schermo mentre una suadente voce narrante racconta quello che avviene su schermo.

Non sono meno divertenti le altre modalità: schermaglia offre possibili modalità di gioco a obbiettivi e personalizzabili; L’arte della guerre invece offre diverse missioni a tempo divise in sezioni. Entrambe allungano di non poco l’esperienza, soprattutto per un giocatore solitario che non gli piace giocare online e che gradisce completare il gioco nella sua forma singleplayer.

Ho trovato tanto intrigante questa grande giocabilità nella modalità in singolo. Per completare la campagna vi richiederà almeno una 20/30 ore, aggiungete altre 30 ore come minimo per fare tutte le missioni sulle diverse sezioni e per fare qualche partita completa. Sulla carta sono dei gran numeri e questo mix mantengono l’alto standard della trilogia originale, perciò se avete alcune remore sul singleplayer viaggiate sereni: Age of Empires 4 è lo strategico che diverte qualsiasi giocatore.

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Ma il multiplayer?

Sarà che sono stato sfortunato a non trovare nessuno o che il gioco non lo consentisse ancora, ma la modalità multiplayer non della versione definitiva di Age of Empires 4 non l’ho giocata. Ma non preoccupatevi perché vi lascerò comunque la mia opinione maturata dal recente server test, affermando semplicemente che la modalità online funziona e anche bene. Non ho riscontrato mai nessun problema di stabilità, se non per qualche calo di frame dovuti probabilmente per colpa della mia connessione.

C’è la possibilità di giocare assieme ai propri amici o contro attraverso il sistema di inviti che qualche volta mi dava delle magagne. Mentre per quanto riguarda il matchmaking non ho mai riscontrato nessun tempo di attesa eccessivamente lungo. Mi incuriosiva se ci fosse un sistema di ranking o un parametro chiaro al giocatore sull’abbinamento delle partite, come il livello ottenibile completando missioni dalla campagna, ma non ho avuto modo di riscontrarne nessuno.

La modalità è la classica schermaglia con un massimo 8 giocatori con la formula 4 vs. 4, ma nulla impedisce di giocare con meno persone o con qualche modifica alla partita. Lo scopo sarà quello di distruggere gli avversari o di costruire e mantenere la Meraviglia, con una durata minima per una partita decente di due ore. Ma vi assicuro che le supererete alla grande se giocate in compagnia di amici.

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Uno stile da colpirti nel cuore… come una mangano contro una palizzata!

Io mi sento di applaudire verso Relic e World’s Edge per il lavoro che hanno fatto sul comparto grafico. Quello che vediamo su schermo è sensazionalmente assurdo: il nuovo stile di Age of Empires 4 è epicamente bello da vedere, con dei abbinamenti di colori più che azzeccati data la loro capacità di non appesantire troppo l’occhio e rendere più piacevoli le lunghe sessioni.
Anche i modelli delle strutture sono state ben pensate, con un dimensionamento adattato perfettamente (o quasi) al punto di vista del giocatore, evitando di essere eccessivamente ingombrante. Considerate che non è una cosa semplice il proporzionamento dei modelli, soprattutto quando si parla di medioevo/età imperiale e quindi di opere imponenti. Inoltre aggiungete che la camera si può ruotare liberamente (avete letto bene) e quindi le strutture dovevano essere pensate perfettamente per essere implementate in mappa nella maniera più corretta su una vista a 360°.

Meno sorprendenti sono i modelli delle unità che in alcuni casi sono ripetuti in diverse civiltà, ma questa è una pura piccolezza. Invece sono rimasto molto contento della grande quantità di skin presenti per le fazioni: ognuno ha le proprie colorazioni dei muri di pietra e delle palizzate, delle strutture di base e speciali e del centro città, offrendo un gran bel vedere in mappa una volta che tutte le città raggiugono la quarta Era.

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Se come su Dark Souls esiste il fashion soul, in questo gioco possiamo considerare il “Fashion Empire” lecito? Difatti i team di sviluppo mostrano nella campagna diverse disposizioni per rendere le città più gradevole alla vista. Questa è una cosa molto carina considerando che per motivi di puro gameplay le strutture si mettono in maniera eccessivamente atipica al normale, dimostrando che anche in diverse disposizioni si può ottenere un’ottimo rendimento. A dar una mano ai giocatori ci sono alcune strutture che creeranno automaticamente dei sentieri, dei collegamenti e dei particolari che renderanno il complesso cittadino molto più piacevole alla vista.

L’ultimo canto del menestrello

Age of Empires 4 presenta un notevole comparto sonoro, con una tracklist non eccessivamente memorabile, ma adeguata al contesto e capace di offrire grandi emozioni sul campo di battaglia.
Alcuni effetti sonori sono stati riciclati e migliorati, rendendo il suono più nitido. Alcuni potrebbero lamentarsi di questo riciclaggio, ma sinceramente credo che in questo caso sia stata una mossa saggia: oltre a essere i suoni identificati della serie, questi sono facilmente riconoscibili in partita e la loro storicità alle spalle consente di essere dei punti chiave per la coordinazione delle proprie risorse in gioco.

Nel gioco è presente anche un adattamento italiano, sia nel doppiaggio che nei sottotitoli. La voce femminile che narrerà le storie delle quattro grandi civiltà non è nulla di indimenticabile, ma si lascia ascoltare molto bene. Non essendo un esperto di doppiaggio non saprei giudicarla in maniera tecnica, ma personalmente l’ho trovata piacevole da sentire anche se talvolta era troppo monòtona. Peccato per il mancato doppiaggio nei video documentari, ma almeno i sottotitoli sono ben fatti.

Sul comparto tecnico non sono propriamente convinto. Il gioco è ottimizzato perfettamente, riuscendo a girare in maniera ottimale sul mio pc (che come vedrete qui sotto è piuttosto datato), e durante le mie 60 ore di gioco non ho mai riscontrato nessun problema di crash o cali di frame anomali.
Però l’IA delle proprie unità deve migliorare: il pathfinding è ancora un problema, nonostante sulle corte-medie distanze non fanno giri strani; l’ordine di attacco delle truppe è anomalo, spesso mi è capitato che gli arcieri non attaccassero quando i nemici erano in range; tutte le unità se poste su “attacca se possibile” attaccano in maniera casuale, come i cavalli che caricano a testa bassa i lancieri. Queste sono alcune delle piccolezze che ho riscontrato, tra quelle più fastidiose. Non rovinano troppo la giocabilità del titolo, ma avrei preferito non riscontrarle.

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Il più grande pregio, ossia il più grande difetto

Qualche paragrafo fa dissi che Age of Empires 4 ha una grande pecca. Leggendo le mie battute forse lo avrete già intuito, ma anche se fosse ve lo scrivo in maniera diretta: non c’è innovazione rispetto ai capitoli passati.
Il suo più grande difetto è quello di avermi trasmesso di star giocando a un titolo già esistente, ma con una grafica totalmente differente. Nonostante le grandi implementazioni grafiche, il feeling che ho avuto su mouse tastiera è stato questo.

Credo che sia abbastanza palese che Relic e World’s Edge abbiano cercato di ricreare una continuità nella serie, trasportando il meglio dei capitoli passati nel loro ultimo gioco. Questa cosa non è neanche sbagliata, anzi, sono riusciti egregiamente in questo, peccato che però la mia sensazione è stata quella di giocare al remake di Age of Empires 2.

Ma come io lo reputo un difetto, posso comprendere che tanti la pensino diversamente, attribuendolo come un un grande pregio. La famigliarità e la comodità di interfacciarsi a un nuovo gioco che però rimane molto simile al capitolo più amato della serie, scalderebbe il cuore di ogni videogiocatore. Inoltre non si può discutere molto su Age of Empires 2 dato che è un grande gioco senza tempo.

Sarebbe stato bello vedere un limite massimo della popolazione più grande, delle unità che comprendessero più soldati per dare la sensazione di eserciti più grandi, più edifici modulabili, unità personalizzabili e tante altre novità che avrebbero donato una bella ventata di aria fresca che avrebbe soltanto giovato a Age of Empires 4.

Il PC usato per la recensione era dotato di un Intel i5-7700k, GPU Nvidia GXT 1060 6GB e 24GB DDR4. Le impostazioni sono state settate a “medio-alto

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Kevin Ferrari

Kevin Ferrari

"Se le uova sono essenziali per la carbonara, i videogiochi sono fondamentali per la mia vita. Perciò se vi avanza un posto a tavola invitatemi pure che ne sarò contento."

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