Occorre fare molta attenzione a ciò che si invia o si riceve su WhatsApp, soprattutto dopo la decisione che è stata appena presa. Ecco la sentenza che cambia per sempre il modo di messaggiare.
I tempi in cui massaggiamo con gli SMS sono ormai ben lontani, ed ora, mediante le app di messaggistica, possiamo dare il via ad infinite chat totalmente gratis, così da poter mantenere attivamente i contatti con persone dislocate in ogni angolo del mondo. Secondo le stime, quasi 3 miliardi di persone in tutto il mondo utilizzano WhatsApp, pari a circa 35,7 milioni in Italia, al mese di luglio del 2024.
Questo significa che si parla dell’app di messaggistica più utilizzata in assoluto, che è stata in grado di rivoluzionare il nostro modo di comunicare, ormai da oltre una decina di anni. Tuttavia, come scoprirete nelle prossime righe, è bene prestare grande attenzione a ciò che si invia e si riceve su WhatsApp, soprattutto dopo la sentenza di un tribunale che ha cambiato le carte in tavola. Andiamo a scoprire i dettagli su un qualcosa di fondamentale per la nostra vita.
WhatsApp, i messaggi valgono come accordi pre-matrimoniali
Un caso che è stato discusso presso il Tribunale di Catanzaro ha fatto notizia in tutto il paese, e come riportato dal “TgCom“, gli screenshot delle chat private potrebbero essere dei veri e propri contratti, con valore legale, anche in assenza di omologazione da parte di un giudice. La storia riguarda due ex coniugi, i quali si erano accordati via chat.

Il marito avrebbe dovuto pagare le rate del mutuo, a patto che la moglie rinunciasse all’assegno di mantenimento. I giudici hanno ritenuto tali messaggi sufficienti a rappresentare un principio di prova scritta, valido per l’impossibilità morale di formalizzare su carta scritta l’accordo raggiunto, dal momento che i rapporti tra le due persone si erano fatti roventi.
Dunque, il Tribunale ha revocato un decreto ingiuntivo da 21.000 euro che obbligava la donna a restituire metà delle rate del mutuo all’ex marito. Dobbiamo specificare che non è un caso unico, dal momento che il Tribunale di Padova, qualche tempo fa, aveva riconosciuto come vincolante un accordo che era stato preso tra ex marito e moglie via e-mail. Va detto che le conversazioni private possono diventare valide a livello giuridico solo quando si parla di temi patrimoniali, ma non possono comunque prendere il posto di procedure ufficiali su temi come la custodia dei figli ed il loro mantenimento.
